Il tratto ferroviario Digne-Saint-Auban, lungo 22 chilometri, nella regione delle Alpi dell’Alta Provenza, rimane fuori servizio, nonostante i progetti di ristrutturazione ferroviaria avviati in vista delle Olimpiadi invernali del 2030.
Questa tratta, fuori servizio dal 1991, è l’unico collegamento mancante tra la linea Nizza-Digne-les-Bains, gestita da Chemins de fer de Provence, e la linea Marsiglia-Briançon, entrambe coinvolte in programmi di ammodernamento separati.
Una connessione interrotta da trentacinque anni
Inaugurata il 27 novembre 1876, la linea Saint-Auban–Digne ha perso progressivamente prima il servizio di omnibus il 6 marzo 1972, poi il traffico merci il 24 settembre 1988 e l’ultimo servizio regolare, l’Alpazur, un treno che collegava Ginevra a Nizza via Grenoble, il 23 settembre 1989. L’ultimo servizio è stato un treno di pellegrini per Lourdes nel maggio 1990. La linea è stata ufficialmente interrotta il 22 maggio 1991.
L’infrastruttura esiste ancora, ma non è più gestita. Dal 2012 al 2016 è stato istituito un servizio di bicicletta su rotaie (in francese, vélorail) turistico tra Mallemoisson e Champtercier, prima che l’autorità locale non rinnovasse l’autorizzazione all’esercizio.

Il divario tra le due reti
La linea Nizza–Digne-les-Bains è attualmente in fase di ristrutturazione, con nuove automotrici previste per il 2029. Anche la linea Marsiglia–Briançon è interessata dagli investimenti ferroviari legati ai Giochi Olimpici del 2030, le cui sedi alpine sono distribuite tra Savoia, Alta Savoia e la zona di Briançon.
Senza la tratta Digne–Saint-Auban, le due linee rimangono scollegate: Nizza e le Alpi Marittime rimangono senza un collegamento ferroviario diretto con il resto delle Alpi. La riapertura di questa tratta consentirebbe anche di ripristinare la linea Nizza-Grenoble-Ginevra, che l’Alpazur ha fornito fino alla fine degli anni ’80 e che è stata raccomandata dal “Grand lab de la ligne non circulée Digne–Saint-Auban”, organizzato per tre anni da SNCF Réseau e Provence Alpes agglomération.
Un progetto richiesto ma senza finanziamenti
La richiesta di riapertura della linea è stata sostenuta da ventidue città lungo il percorso e dal Cantone di Ginevra. Il 10 dicembre 2024 l’Eliseo ha ricevuto una lettera della Fédération nationale des associations d’usagers des transports (Fnaut) in cui si comunicava che il Presidente della Repubblica aveva preso atto della richiesta. Da allora la Fnaut è in attesa di una risposta da parte del Ministero dei Trasporti.

Gli sforzi per includere la ristrutturazione del tratto nel pacchetto di fpondi destinati alle Olimpiadi sono falliti. Le associazioni stimano il costo dell’opera in 20 milioni di euro, sottolineando che il percorso è su un terreno pianeggiante senza grandi strutture ingegneristiche. Questa cifra si discosta notevolmente dal preventivo presentato da SNCF Réseau alla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che si aggira tra gli 87 e i 121 milioni di euro.
La Fnaut raccomanda che la Regione realizzi direttamente i lavori, come ha fatto per la tratta Nizza–Plan-du-Var, e che i 20 milioni di euro siano prelevati dalla sezione stradale del contratto di piano Stato-Regione, che ha un budget totale di 1,8 miliardi di euro.
Rimane aperta anche la questione del collegamento tecnico: una semplice ristrutturazione del binario a scartamento normale consentirebbe un collegamento a Digne con i Chemins de fer de Provence, mentre una soluzione a scartamento metrico, con la posa di una terza rotaia, permetterebbe ai treni dei Chemins de fer de Provence di circolare fino a Saint-Auban, con un costo significativamente superiore.
La presenza del sito chimico Arkema, identificato ufficialmente come sito industriali in cui vengono manipolate o stoccate sostanze pericolose, a Château-Arnoux-Saint-Auban è un ulteriore vincolo di cui dovrà tenere conto qualsiasi studio sulla riapertura della linea.
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