La telenovela dei Giochi Olimpici delle Alpi 2030 che da mesi agita l’arco alpino offre nuove sorprese. Con l’ultima puntata, Nizza è fuori dai Giochi e Lione entra in lizza. Ma la decisione ha varei conseguenze, non solo sportive, ma anche finanziarie e logistiche.

In origine, il piano sembrava ben definito ed equilibrato: due Regioni, quattro Dipartimenti (due per Regione), una cerimonia per Regione, ricadute economiche previste abbastanza simili, investimenti, finanziamenti e rischi condivisi tra i due Consigli regionali, Auvergne Rhône Alpes (AuRA) e Région Sud Provence Alpes Côte d’Azur (PACA), con lo Stato.

E poi tutto si è bloccato. Le cose si sono complicate dall’estate scorsa, con diverse dimissioni dal Cojop Alpes 2030 (Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici) (vedi Nos Alpes). Allo stesso tempo, la legge ha faticato a essere approvata (i decreti attuativi non sono ancora stati pubblicati) e sono state evidenziate le questioni finanziarie, in particolare per infrastrutture a lungo termine, compresi le loro eredità (con domande ancora aperte a livello locale).

Se a questo si aggiungono le elezioni comunali, si raggiunge l’apoteosi della crisi che si immaginava, ma si sperava di poter evitare.

Il nuovo sindaco di Nizza, Éric Ciotti

Ma l’elezione del nuovo sindaco di Nizza, Éric Ciotti, e il suo rifiuto di permettere l’immobilizzazione dello stadio Arena per diversi mesi, per collocarvi le piste di hockey su ghiaccio, ha suonato la campana a morto per il ghiaccio a Nizza… e di conseguenza per la cerimonia dei Giochi che avrebbe dovuto tenersi sulla Promenade des Anglais.

Non è assolutamente una decisione politica, e negli ultimi due mesi abbiamo tenuto numerose riunioni e consultazioni per trovare delle soluzioni“, ha sottolineato Renaud Muselier, Presidente del Consiglio della Région Sud (PACA), il 1 giugno 2026, durante una conferenza stampa di crisi sull’argomento. ” Questa decisione deriva soprattutto dall’impossibilità di separare gli eventi maschili da quelli femminili (cosa che la decisione del sindaco di Nizza implicava, ndr) e di dividere il polo del ghiaccio, requisiti richiesti non solo dalla Federazione del ghiaccio, ma anche dal CIO “.

Comunque, il futuro polo del ghiaccio sarà effettivamente su due siti, e per di più di due Paesi, dato che la pista di velocità sarà organizzata in Olanda, scelta al posto di Torino.

Briançon, l’unica sede dei Giochi nella Regione Sud

Alla Regione Sud rimane quindi un solo sito per i Giochi Olimpici, un paradosso se si considera che è stato Renaud Muselier a proporre per primo l’idea, poi a convincere esponenti politici, funzionari governativi, rappresentanti del mondo sportivo e membri del CIO… È noto l’attaccamento di Muselier alla montagna, e più precisamente alla regione di Barcelonnette (Alpi dell’Alta Provenza).

Le prime conseguenze del ritiro di Nizza sono state l’annullamento degli appalti pubblici e degli altri studi in corso, avviati da Solideo 2030 (Société des Ouvrages Olympiques). Si tratta del Villaggio Olimpico e le sue 1.500 stanze, che in seguito sarebbe stato trasformato in alloggi, uffici e sede di studenti, e del Cool, Olympic Omnisports Complex, che avrebbe dovuto ospitare alcuni degli eventi sul ghiaccio. Oltre agli investimenti a carico di Solideo che non saranno effettuati nella zona, “questo implica anche un rimborso per le ditte coinvolte, che è previsto nei contratti ma è riservato”, ha spiegato il direttore di Solideo 2030, Damien Robert.

Le due Regioni si sono anche impegnate a stipulare accordi finanziari e budget operativi e di investimento per Solideo 2030 e Cojop Alpes 2030, il comitato organizzatore nazionale.

Ad esempio, il budget operativo di Solideo 2030 per il 2026, pari a 45,8 milioni di euro, sarà fornito dallo Stato (22 milioni di euro), dalla Regione Alvernia-Rodano-Alpi e dalla Regione Sud (11,25 milioni di euro ciascuna) e dalla città di Nizza (1 milione di euro). Che ne sarà della ripartizione tra le due Regioni e chi pagherà l’abbandono di Nizza? Interpellato, Renaud Muselier ha spiegato che è ancora presto per dirlo.

E i finanziamenti per il Cojop?

La questione si pone anche per quanto riguarda il finanziamento della Cojop: le chiavi di ripartizione dovranno inevitabilmente essere riviste tra i protagonisti, Regioni e Stato. Gli incontri sono previsti per la settimana dell’8 giugno.

Altro punto centrale, e non certo il meno importante, che è stato oggetto di aspre discussioni e colpi di scena durante l’esame del progetto di legge sulle Olimpiadi: le garanzie finanziarie in caso di deficit del Cojop Alpes 2030.

Tali garanzie saranno a carico dello Stato (50%) e dei due Consigli regionali, nella stessa misura, cioè 75 milioni di euro ciascuno. “Non posso dare una risposta più precisa su questo punto, ma sarà automaticamente sul tavolo, ma i criteri di ripartizione devono essere seriamente rivisti “, ha sottolineato Renaud Muselier interpellato in conferenza stampa.

Promuovere Briançon…?

In quanto vetrina del Sud della Francia, la zona di Briançon dovrebbe vedere rafforzato il suo posto nell’intero schema, e perché non beneficiare di ulteriori aiuti? Questo è quanto abbiamo capito dalle parole del Presidente della Regione. Oltre a tutti gli eventi di freestyle e snowboard, il sito di Briançonnais ospiterà tutti gli eventi aggiuntivi, tra cui il freeride e lo sci alpinismo in una configurazione rivista (più lunga, e forse con sci diversi…).

Si parla anche di sci di velocità. Soprattutto, in una versione da immaginare e rivedere (soprattutto per questioni di biglietteria), come ha ricordato Renaud Muselier, perché non immaginare anche la cerimonia di chiusura dei Giochi, tra i due siti dei Forti di Briançon e del Lac de Serre-Ponçon…

Nel frattempo, il 18 giugno, al Fort des Têtes di Briançon, verranno svelati gli emblemi olimpici per le Olimpiadi invernali del 2030.

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Nata a Nizza e residente a Briançon, giornalista e guida turistica. Ha collaborato con diverse riviste francesi specializzate in urbanistica, architettura e sport: Le Moniteur, Construction Moderne, Méditerranée Magazine, Témoignage Chrétien...

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