Le pendici del Monte Bianco e le gallerie del traforo che corre al di sotto di esse sono state coinvolte in una sperimentazione dedicata all’evoluzione del monitoraggio delle infrastrutture tramite droni e intelligenza artificiale. L’iniziativa ha consentito di verificare sul campo l’efficacia di nuove metodologie di controllo in un ambiente montano particolarmente complesso, dove le condizioni del territorio richiedono sistemi di osservazione sempre più evoluti e costanti.
Controlli più rapidi nelle aree difficili da raggiungere
Il nuovo progetto per il monitoraggio del Traforo del Monte Bianco tramite droni e IA è stato presentato presso la stazione Pavillon di Skyway Monte Bianco (Courmayeur, Valle d’Aosta) lo scorso giovedì 18 giugno. I suoi promotori, Autostrade dello Stato e Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco (SITMB), sono evidentemente italiani, senza un apparente iniziale coinvolgimento delle controparti francesi.
Durante la dimostrazione operativa, i droni hanno sorvolato i versanti che proteggono il tunnel acquisendo immagini ad alta definizione delle pareti rocciose, delle reti paramassi e delle altre opere di difesa installate lungo il tracciato. Le informazioni raccolte sono state poi elaborate attraverso algoritmi capaci di confrontare i dati nel tempo, individuare eventuali variazioni e fornire agli operatori un supporto nella programmazione degli interventi di manutenzione e prevenzione.
L’utilizzo di rilievi aerei permette inoltre di limitare le attività manuali nelle zone più impervie, migliorando sia la rapidità delle verifiche sia la sicurezza del personale impegnato nei controlli.
Droni per il Traforo del Monte Bianco… e non soltanto
La sperimentazione dell’utilizzo di droni e intelligenza artificiale per il monitoraggio del Traforo del Monte Bianco rientra nel programma di innovazione tecnologica promosso da Autostrade dello Stato. Esso è peraltro stato integrato all’interno di “Strive”, la piattaforma sviluppata in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale per la gestione intelligente delle infrastrutture autostradali.
Dopo avere confermato la validità della tecnologia in condizioni ambientali impegnative, tale modello potrà essere applicato all’osservazione di ponti, viadotti, gallerie e di altre infrastrutture strategiche presenti sul territorio nazionale. L’integrazione tra rilievi aerei e analisi automatizzata dei dati consente difatti di ottenere controlli più accurati e tempestivi, migliorando la capacità di individuare situazioni potenzialmente critiche e di gestire eventuali emergenze.
La collaborazione tra istituzioni e mondo della ricerca
Alla dimostrazione della fruizione di droni e intelligenza artificiale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali, dei soggetti coinvolti nella gestione del Traforo del Monte Bianco e una delegazione del Politecnico di Torino. L’iniziativa ha evidenziato il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella gestione delle infrastrutture, confermando come necessaria la collaborazione tra enti pubblici, gestori e mondo della ricerca.
L’obiettivo è di favorire lo sviluppo di strumenti innovativi per incrementare la sicurezza, migliorare la manutenzione delle opere e contribuire alla tutela di un territorio delicato come quello del massiccio alpino. Il tutto attraverso l’integrazione di sensori, strumenti di rilievo digitale e analisi dei dati in tempo reale che permetta di traslare da un approccio basato sull’intervento successivo alle criticità a un modello orientato alla prevenzione e alla previsione.
LEGGI ANCHE: Traforo Monte Bianco, silenzio con la stampa al vertice Italia-Francia di Antibes, ma qualcosa si muove
