Il G7 di Évian-les-Bains riunisce tra il 15 e il 17 giugno i leader dei principali Paesi industrializzati e dell’Unione europea, con vari altri capi di stato e di governo, mentre Ginevra sostiene una parte importante della logistica, degli arrivi e delle misure di ordine pubblico.

E’ un evento internazionale con un grande impatto trasfrontaliero, e offre la misura delle relazioni tra Francia e Svizzera.

Al G7 partecipano Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, con l’Unione europea. La Francia ha invitato come Paesi partner India, Brasile, Kenya e Corea del Sud, mentre l’Ucraina partecipa a una sessione dedicata alla guerra.

Un vertice francese con effetti svizzeri

L’aeroporto internazionale di Ginevra è il principale punto di arrivo delle delegazioni, che poi raggiungono Évian in convoglio o in elicottero. Il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin svolge anche personalmente una funzione di accoglienza e benvenuto, mentre il dispositivo organizzativo e soprattutto di sicurezza coinvolge Francia e Svizzera.

In Francia sono mobilitati migliaia di agenti, gendarmi e militari, con zone rosse e blu, pass digitali e controlli rafforzati. In Svizzera circa quattromila militari sostengono le autorità civili dei cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese. Dal 10 al 18 giugno sono in vigore restrizioni nello spazio aereo del Lemano.

Dal 12 al 18 giugno molti passaggi tra Ginevra e la Francia sono chiusi: il traffico stradale è concentrato su sette valichi, mentre restano possibili i passaggi ferroviari da Cornavin e Annemasse e l’accesso tramite l’aeroporto.

La protesta No G7: in gran parte pacifica ma con danni, di certo inferiori al 2003

La manifestazione No G7 di domenica 14 giugno a Ginevra ha ottenuto l’autorizzazione dopo settimane di trattative tra il Cantone e gli organizzatori : una coalizione “No-G7”, con più di 60 associazioni, sindacati, collettivi e gruppi della sinistra e dei movimenti sociali.

Il corteo si è svolto sulla riva destra, con partenza dal Parc Mon Repos e un percorso concordato. La città si era preparata con misure specifiche: molti negozi avevano protetto le vetrine con pannelli di legno, anche per il ricordo del G8 del 2003, quando le proteste contro il vertice di Évian provocarono saccheggi, scontri e danni per milioni.

La giornata del di pomeriggio 14 giugno è stata tesa ma, secondo le prime ricostruzioni, certamente non paragonabile ai disordini del 2003. Le stime sulla partecipazione variano: Reuters parla di settemila persone, Associated Press di ventimila, tra cui circa seicento militanti “Black Bloc”. Per l’organizzazione della sicurezza, le autorità di sicurezza avevano elaborato uno scenario di cinquantamila persone.

Ci sono stati episodi di violenza, forti ma relativamente circoscritti: un’auto Tesla incendiata, vetrine di una banca danneggiate, lancio di oggetti e tensioni vicino a edifici delle Nazioni Unite. La polizia ha usato gas lacrimogeni e alla fine della giornata ha imposto la dispersione del corteo.

Ucraina, Medio Oriente e accordo USA-Iran: ma c’è anche un’agenda articolata su altri punti

Il G7 si apre con un’agenda dominata da Ucraina, sicurezza europea, Medio Oriente, squilibri economici, tensioni commerciali e intelligenza artificiale. Di questo parlano tutti i giornali generalisti, con vari approfondimenti.

La preparazione del vertice è passata tuttavia anche da varie riunioni di livello ministeriale, durante tutto il semestre, dal commercio all’istruzione, dall’ambiente al digitale, dalle finanze internazionali alle questioni di sicurezza.

L’ultima sessione di lavoro degli sherpa del G7, riuniti a Tolosa dal 19 al 22 maggio (dopo quelle del 24 gennaio e del 31 marzo) ha preparato i dossier da portare al Summit di Évian. Con il coinvolgimento dei quattro Paesi invitati — India, Brasile, Kenya e Corea del Sud — l’agenda punta su diversi temi.

Alcuni temi importanti anche se meno visibili

Esiste una riflessione su come definire le condizioni di una crescita equa e sostenibile (e ciò malgrado il ripiegamento su interessi nazionali o regionali), a riformare i partenariati internazionali (per adattarsi ai nuovi contesti), a ridurre gli squilibri macroeconomici globali (e ciò riguarda i conflitti in corso, anche sui dazi), a rafforzare la resilienza delle catene di valore dei minerali critici e a costruire uno spazio digitale sicuro per i minori.

Si tratta di un elenco da tenere in considerazione e che contribuisce ad almeno una parte delle Conclusioni del G7 di Évian, oltre i temi geopolitici più visibili, a partire da Ucraina e Medio Oriente.

Negli ultimi giorni i media hanno anche riferito di una possibile firma a Ginevra, a margine del G7, di un accordo tra Stati Uniti e Iran, rimasta a livello di annuncio. In ogni caso il dispiegamento statunitense è importante in tutto il territorio, anche con elicotteri U.S. Army Chinook che si sono notati all’aeroporto di Cointrin.

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PODCAST Il G7 a Évian-les-Bains, con effetti su Ginevra e sulla frontiera

Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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