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    Home » Articoli » Individuate tracce di microplastiche sulla cima del Monte Bianco
    Ambiente e territorio

    Individuate tracce di microplastiche sulla cima del Monte Bianco

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino15 Giugno 2026
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    Microplastiche sul Monte Bianco, Microplastiques sur le Mont Blanc (c) CC BY-SA 4.0, Kallerna, Wikimedia Commons
    Microplastiche sul Monte Bianco, Microplastiques sur le Mont Blanc (c) CC BY-SA 4.0, Kallerna, Wikimedia Commons
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    Le microplastiche continuano a confermarsi quali una delle forme di inquinamento più diffuse del Pianeta, presenti persino sulla cima del Monte Bianco, la montagna più alta delle Alpi. Trasportate dal vento e dalle correnti atmosferiche sino a raggiungere luoghi remoti e apparentemente incontaminati, tali particelle di dimensioni microscopiche sono state individuate nella neve prelevata in prossimità della sommità del massiccio.

    Microplastiche sul Monte Bianco

    La ricerca dell’Université Savoie Mont-Blanc, effettuata assieme all’associazione Aqualti e al laboratorio EDYTEM, si inserisce in nel programma di monitoraggio “PlastiLac”, volto a valutare l’impatt9o delle particelle plastiche in montagna. Tra il 2021 e il 2022 gli studiosi hanno effettuato campionamenti in numerosi siti del massiccio del Monte Bianco, analizzando torrenti di alta quota e raccogliendo campioni di neve superficiale nelle immediate vicinanze della vetta.

    Le aree montane più isolate rappresentano difatti laboratori naturali ideali per comprendere una diffusione che spesse volte si manifesta lontano dalle sue sorgenti originarie. Le analisi ivi condotte hanno lo scopo di contribuire a comprendere meglio la diffusione delle microplastiche sugli ecosistemi, richiamando l’attenzione su una forma di inquinamento spesse volte invisibile.

    Tracce limitate ma significative

    I ricercatori precisano che il numero di campioni di microplastiche raccolti resta contenuto a causa delle difficoltà logistiche e delle condizioni ambientali estreme che caratterizzano la cima del Monte Bianco. La neve e il ghiaccio prelevati sul posto sono stati successivamente analizzati in laboratorio, confermando la presenza di particelle plastiche, risultati che tuttavia dovranno essere approfonditi attraverso ulteriori studi.

    Le quantità rilevate risultano inferiori rispetto a quelle osservate in altri siti alpini situati oltre i 3 mila metri di altitudine e, alle quote attuali, non costituiscono una minaccia immediata per l’ambiente. Resta il fatto che in alcune località particolarmente frequentate, come il ghiacciaio della Grande Motte a Tignes, i livelli di deposizione atmosferica registrati sono risultati sensibilmente più elevati.

    Le fibre sintetiche sotto osservazione

    Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine concernente le microplastiche sul Monte Bianco riguarda l’origine delle particelle rinvenute sulla vetta, con tutta probabilità legata direttamente alla presenza umana. Le analisi hanno difatti mostrato una predominanza di fibre di poliestere, materiale ampiamente utilizzato nella produzione di abbigliamento tecnico per l’alpinismo.

    L’usura degli indumenti e dell’attrezzatura può rilasciare minuscoli frammenti che si depositano nell’ambiente circostante, una ulteriore dimostrazione della pervasività dell’inquinamento da plastica. La distribuzione delle particelle osservata nei campioni suggerisce inoltre che la contaminazione sia particolarmente concentrata nelle aree maggiormente frequentate dagli sportivi di alta quota.

    Un fenomeno globale

    Oltre alle tracce riconducibili all’attività umana locale, lo studio ha evidenziato anche una contaminazione di microplastiche sul Monte Bianco di fondo attribuibile al trasporto atmosferico a lunga distanza. Tale dato va ancora a confermare la capacità di tali minuscoli inquinanti di spostarsi per centinaia di chilometri e di raggiungere ecosistemi remoti come la cima delle vette alpine.

    La presenza di similari particelle sulle montagne più elevate non rappresenta una sorpresa per gli esperti, che da anni osservano fenomeni analoghi in diverse regioni del mondo. Anche sul Monte Everest precedenti ricerche avevano documentato la diffusione di microplastiche associate alla frequentazione umana, aspetto che evidenzia come il fenomeno abbia oramai assunto una dimensione globale.

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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