Il 25 giugno 2026 si è tenuto a Le Cannet il Forum d’affaires Italia-Francia, che ha riunito rappresentanti istituzionali, decisori economici e dirigenti d’impresa con l’obiettivo di rafforzare il dialogo strategico bilaterale. Mobilità e infrastrutture, aeronautica e spazio, transizione energetica, digitale, moda e salute: sono i settori al centro di una giornata densa di tavole rotonde, incontri B2B e firme di accordi.

Il Forum si è svolto in concomitanza con il vertice italo-francese di Antibes che ha visto la presenza dei presidenti Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron e di otto ministri per parte.

All’incontro a Le Cannet, moderato dal giornalista economico Arnaud Fleury, erano presenti oltre 200 partecipanti.

Spazio e industria: le complementarità italo-francesi

Ad aprire i lavori sono stati Roland Lescure, ministro francese dell’Economia, delle Finanze e della sovranità industriale, energetica e digitale, e Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

La prima sessione plenaria ha affrontato le complementarità industriali tra i due Paesi, con interventi di Hervé Derrey, presidente e direttore generale di Thales Alenia Space, Emma Marcegaglia, Presidente di Marcegaglia Holding, Frédérique Le Grevès, presidente France di STMicroelectronics, Nathalie Tarnaud Laude, presidente esecutiva di ATR – Avions de Transport Régional, e Massimo Comparini, direttore generale della divisione Spazio di Leonardo. Il dibattito si è concentrato sulle sinergie nel settore spaziale, aeronautico e manifatturiero.

Sul tema dello spazio sono intervenuti anche Philippe Baptiste, ministro francese dell’Insegnamento superiore, della ricerca e dello spazio, e Anna Maria Bernini, ministra italiana dell’Università e della ricerca.

Gli accordi firmati: moda, venture capital, commercio internazionale e trasporti

Tra i momenti di maggiore rilievo della giornata, c’è la stata la firma di tre accordi, (Memorandum of Understanding).

Il primo ha coinvolto la Fédération de la Haute Couture et de la Mode, rappresentata dal presidente esecutivo Pascal Morand, e la Camera Nazionale della Moda Italiana, con il presidente Carlo Capasa.

Il secondo, invece, ha unito Bpifrance Investissement e CDP Venture Capital, rispettivamente nella persona di Pascal Lagarde, Direttore Esecutivo di Bpifrance, e Emanuele Alberto Levi, CEO di CDP Venture Capital, con l’obiettivo di potenziare i flussi di investimento e l’ecosistema dell’innovazione tra i due Paesi.

Infine, il terzo accordo, firmato da Business France e ICE – Italian Trade Agency, con i rispettivi direttori generali Louis Margueritte e Lorenzo Galanti, punta ad accelerare la cooperazione commerciale bilaterale, con il coinvolgimento di Fabrice Le Saché (Mouvement des Entreprises de France) e Antonio Gozzi (Confindustria).

La sessione dedicata alla mobilità ha visto confrontarsi Philippe Tabarot, ministro francese dei Trasporti, e Edoardo Rixi, vice-ministro italiano alle Infrastrutture e alla mobilità sostenibile, affiancati da Philippe Delleur di Alstom e Stefano Porro di Mundys. Al centro del dibattito, le questioni delle infrastrutture transfrontaliere e gli investimenti coordinati per i trasporti del futuro.

Barrot: i dati della relazione bilaterale e le priorità europee

A chiudere i lavori, insieme al vice-presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e al presidente della Commissione sviluppo economico della Regione Sud Bernard Kleynhoff, è stato Jean-Noël Barrot, ministro francese per l’Europa e gli affari esteri.

Barrot ha ricordato chenel 2025 gli scambi di beni hanno superato i 100 miliardi di euro, con prospettive di ulteriore crescita per il 2026. Gli investimenti francesi in Italia ammontano a 100 miliardi di euro, quelli italiani in Francia a 62 miliardi, per un totale di oltre 440.000 posti di lavoro diretti generati nei due Paesi.

Sul piano europeo, Barrot ha indicato tre priorità: semplificazione e integrazione del mercato interno; maggiori investimenti pubblici e privati, con la creazione di un mercato unico dei capitali; maggiore protezione nei settori strategici, a partire dalla difesa delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protette.

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Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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