Dall’11 al 21 luglio 2026 il Festival Baroque du Pays du Mont-Blanc propone la sua 28ª edizione in nove comuni del Pays du Mont-Blanc, nelle magnifiche chiese barocche della Controriforma.
“Saveurs Baroques” è un programma costruito come un viaggio nell’Europa musicale tra Seicento e Settecento. Sono previsti dieci concerti, di cui uno all’aperto e due in luoghi insoliti, affidati ad artisti di statura internazionale.
Il filo conduttore è quello del banchetto barocco: il festival collega le “saveurs” europee non solo all’ascolto, ma anche al gusto e alla visione: sono previsti un café-concert gourmand, un concerto-degustazione, appuntamenti in quota e concerti nelle chiese barocche del Pays du Mont-Blanc. La programmazione è proposta da Franck-Emmanuel Comte, direttore artistico del festival, con la presidenza di Delphine Chatrian, che è tra l’altro adjointe à la culture del Comune di Passy.
Dall’11 luglio a Combloux, nella chiesa Saint-Nicolas
Il programma musicale si apre sabato 11 luglio a Combloux, nella chiesa Saint-Nicolas, con Capella de Ministrers diretta da Carles Magraner e il concerto “Hommage à Cervantès”. Domenica 12 luglio, alla collegiale Saint-Jacques di Sallanches, l’Ensemble La Sportelle diretto da Emmeran Rollin propone “Bach et Mendelssohn”. Martedì 14 luglio il Quintette Alp’Penta Brass sarà a Praz-sur-Arly, al sommet du télésiège du Crêt du Midi, per il concerto gratuito “Cuivres en altitude”.
Mercoledì 15 luglio il festival si sposta a Chamonix, all’Hôtel Héliopic, con Cyril Auvity e L’Assemblée diretti da Marie Van Rhijn in “Café gourmand”.
Giovedì 16 luglio, nella chiesa Saint-Nicolas di Saint-Nicolas-de-Véroce, Le Concert de l’Hostel Dieu e Camera delle Lacrime presentano lo “Stabat Mater”. Venerdì 17 luglio, nella chiesa Notre-Dame de l’Assomption di Cordon, Luanda Siqueira e L’Achéron propongono “Senhora del mundo”.
Sabato 18 luglio il concerto è a Passy, nella chiesa Saint-Pierre-et-Saint-Paul, con Danilo Pastore e Mare Nostrum diretti da Andrea De Carlo in “Stradella, bad boy du baroque”. Domenica 19 luglio, nella chiesa Saint-Pierre di Argentière, Daphne Souvatzi e François Aria Quartet presentano “Baroque et flamenco”.
Lunedì 20 luglio, a Domancy, nella Tour Carrée, Les Galants Caprices propongono il concerto-degustazione “À table les musiciens”. La chiusura è prevista martedì 21 luglio a Megève, nella chiesa Saint-Jean-Baptiste, con Carlo Vistoli e Pulcinella diretti da Ophélie Gaillard in “Sottosopra, ou la Venise baroque”.
Sette concerti saranno preceduti da una “causerie”, incontro gratuito durante il quale gli artisti presentano il proprio percorso, il concerto, il contesto storico, le opere e i compositori. È una forma di mediazione semplice, pensata per introdurre alla musica barocca anche un pubblico non specialista.
Si va a passeggio nei percorsi del Barocco
Il festival si collega anche alle “Petites Boucles Baroques”, percorsi pedonali che permettono di scoprire in modo ludico il patrimonio del Pays du Mont-Blanc. Le boucles propongono sette itinerari, sette temi — architettura, astronomia, pittura, catasto antico, musica, artigianato — e attraversano sette comuni, tra cui Les Contamines-Montjoie, Cordon, Megève, Passy, Praz-sur-Arly e Saint-Gervais-les-Bains. Le “enquêtes baroques” invitano i partecipanti a seguire un angioletto e a raccogliere indizi lungo il percorso, componendo anche un gioco da tavolo con le tappe effettuate.
Intorno ai concerti sono inoltre previsti appuntamenti di visita e scoperta: a Sallanches l’8 e il 13 luglio, a Combloux il 10 luglio nella chiesa Saint-Nicolas, a Saint-Gervais il 15 luglio, a Cordon il 16 e il 18 luglio, a Saint-Nicolas-de-Véroce il 17 luglio e a Passy il 19 luglio. In questo modo la programmazione musicale si inserisce in un calendario più ampio di lettura del patrimonio.
Le chiese barocche della controriforma
La scelta delle chiese non è soltanto scenografica. Il barocco religioso del Pays du Mont-Blanc appartiene a una fase precisa della storia savoiarda. Dopo la Riforma protestante, Ginevra passa al protestantesimo nel XVI secolo e il vescovo cattolico deve lasciare la città, stabilendosi ad Annecy. Il Concilio di Trento, tra il 1545 e il 1563, dà forma alla risposta cattolica. Nei territori della Savoia, vicini alla Svizzera riformata e al Chablais, l’arte sacra diventa anche un linguaggio visivo della Controriforma.
Tra XVII e XVIII secolo le comunità alpine – con l’impegno finanziaria delle persone più agiate in un contesto economico comunque difficile – ricostruiscono e decorano molte chiese.
Le chiese di villaggi e paesi
Sono edifici parrocchiali di villaggi e paesi, appunto finanziati anche da famiglie locali, emigranti, mercanti e comunità di villaggio. Retabli dorati, colonne tortili, angeli, santi, tele e decorazioni policrome servono a rendere visibile la dottrina cattolica, ma anche a dare forma a un’identità comunitaria.
Alcune date aiutano a leggere questa stratificazione.
La chiesa Saint-Nicolas di Combloux è ricostruita tra il 1702 e il 1704 sul sito di un edificio precedente. La chiesa Saint-Nicolas di Saint-Nicolas-de-Véroce viene interamente ricostruita tra il 1726 e il 1729, mentre il suo grande retable principale era stato eretto tra il 1698 e il 1702 e poi rimaneggiato nel Settecento.
A Cordon, Notre-Dame de l’Assomption è costruita più tardi, tra il 1781 e il 1787, ed è considerata una delle ultime grandi espressioni del barocco religioso nel Pays du Mont-Blanc.
A Passy, la chiesa Saint-Pierre-et-Saint-Paul conserva una storia più lunga: è menzionata già nel 1012, ricostruita nel XV secolo e consacrata nel 1701 con un apparato decorativo barocco poi affiancato da interventi successivi.
Sono tutte chiese inserite nei villaggi, pienamente attive, con le loro funzioni religiose, patrimoniali e culturali.
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