Dal 10 al 12 luglio 2026 Megève ospita la 30ª edizione del Megève Jazz Contest.

Per tre giorni il villaggio sarà attraversato da otto orchestre di jazz tradizionale, con concerti nelle strade, nelle piazze, nei ristoranti partner e alla salle Mageva-Le Palais.

Il festival mantiene la formula del concorso. Le orchestre si esibiscono davanti a una giuria professionale e al pubblico, che contribuiscono alla definizione del palmarès. L’edizione 2026 ha anche un carattere retrospettivo: le otto formazioni invitate sono già state presenti al festival e sono già salite in passato sul podio.

Il jazz tradizionale

La programmazione ruota intorno a dixieland, swing, jazz New Orleans e musiche di strada. Sono previsti concerti nei diversi punti del villaggio, jam session itineranti, dimostrazioni di be-bop e concerti fuori palco nei ristoranti. La maggior parte degli appuntamenti è ad accesso libero; restano a pagamento i corsi di be-bop e la serata di gala conclusiva.

La chiusura di domenica 12 luglio è affidata a The Glenn Orchestral Big Band, alla salle Mageva-Le Palais. Lo spettacolo riprende il repertorio dell’orchestra di Glenn Miller e la tradizione swing degli anni Quaranta, con arrangiamenti originali provenienti dagli Stati Uniti. Sul palco sono annunciati 25 artisti: 17 musicisti, tre cantanti, un cantante e quattro danzatori, con la direzione musicale di Dominique Rieux. Durante il concerto saranno proiettate immagini d’archivio dell’orchestra di Glenn Miller. In programma anche standard come “American Patrol”, “Moonlight Serenade”, “In the Mood”, “Chattanooga Choo Choo”, “Stardust” e “Pennsylvania 6500”.

Megève esisteva prima dello sci

Megève non nasce come grande insediamento pianificato del secondo dopoguerra, il Plan Neige, ma come villaggio alpino trasformato progressivamente in località di villeggiatura e sport invernali.

Il centro resta parte essenziale della sua immagine, con piazze, vie, terrazze e spazi pubblici che possono diventare scena culturale.

Il Jazz Contest li utilizza. Il jazz tradizionale, legato alla strada, al ritmo e alla socialità, non resta chiuso in sala ma occupa il villaggio. Per alcuni giorni la musica modifica l’uso degli spazi pedonali, dei luoghi di incontro e della ristorazione.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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