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    Home » Articoli » Il Forte di Fenestrelle, il labirinto di pietra delle Alpi piemontesi
    Nos Alpes alla scoperta…

    Il Forte di Fenestrelle, il labirinto di pietra delle Alpi piemontesi

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino11 Luglio 2026
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    Il Forte di Fenestrelle, Le Fort de Fenestrelle (c) CC BY-SA 4.0, Colombo Nicola, Wikimedia Commons
    Il Forte di Fenestrelle, Le Fort de Fenestrelle (c) CC BY-SA 4.0, Colombo Nicola, Wikimedia Commons
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    Costruito tra il XVIII e il XIX secolo per difendere il confine tra il Regno di Sardegna e la Francia, il Forte di Fenestrelle domina la Val Chisone (Torino) come uno dei più imponenti complessi fortificati europei. Esteso per oltre tre chilometri lungo il versante della montagna e sviluppato su un dislivello di circa 635 metri, il sistema difensivo è formato da forti, ridotte, bastioni e opere collegati tra loro nella cosiddetta “Grande Muraglia Italiana”.

    La salita al Forte di Fenestrelle (c) CC BY-SA 4.0, Alessandro Vecchi, Wikimedia Commons
    La salita al Forte di Fenestrelle (c) CC BY-SA 4.0, Alessandro Vecchi, Wikimedia Commons

    La scala del Forte di Fenestrelle

    Osservato dall’alto il Forte di Fenestrelle appare come una immensa linea di mura che risale il versante della montagna, un articolato sistema difensivo che si sviluppa per chilometri. L’elemento di maggiore fascino coincide con la Scala Coperta, composta da quasi 4 mila gradini protetti da spesse mura, oltre due chilometri di sviluppo e più di cinquecento metri di dislivello percorsi interamente all’interno della montagna.

    Progettata nel Settecento per essere fruibile anche dai muli incaricati del trasporto di viveri e munizioni, essa si associa a una lunga galleria atta a permettere ai soldati di raggiungere ogni settore senza esporsi al gelo o agli attacchi nemici. Accanto a essa corre poi la Scala Reale, completamente all’aperto e composta da circa 2.500 gradini, il percorso utilizzato durante le visite dei sovrani che offre ancora ai giorni nostri una spettacolare vista sulla Val Chisone.

    La vista dal basso (c) CC BY-SA 4.0, Olgierd Rudak, Wikimedia Commons
    La vista dal basso (c) CC BY-SA 4.0, Olgierd Rudak, Wikimedia Commons

    Una sentinella nata per controllare il confine

    La costruzione del Forte di Fenestrelle inizia nel 1728, pochi anni dopo il Trattato di Utrecht che assegna l’alta Val Chisone ai Savoia, spostando il confine con la Francia lungo lo spartiacque alpino. È il re Vittorio Amedeo II ad affidare all’ingegnere militare Ignazio Bertola il progetto di una struttura capace di impedire eventuali invasioni provenienti dalla valle, i cui lavori si protraggono per oltre un secolo.

    Paradossalmente, però, la fortezza non deve mai affrontare i grandi assedi per i quali è progettata poiché la sua stessa imponenza è sufficiente a svolgere una funzione prevalentemente deterrente. Sulla scia dei mutamenti e delle evoluzioni nelle tecniche militari, essa è invece utilizzata per ospitare migliaia di soldati nonché come prigione e carcere di Stato durante differenti epoche storiche.

    Tra i detenuti di tale luogo di detenzione militare del Regno di Italia figurarno oppositori politici dell’età napoleonica, ufficiali condannati dai tribunali militari, ecclesiastici e prigionieri delle guerre risorgimentali. Durante la Seconda Guerra Mondiale, poi, esso conosce il suo unico episodio bellico significativo, quando i partigiani fanno esplodere parte della Ridotta Carlo Alberto per ostacolare l’avanzata delle truppe nazifasciste.

    La vista dall’alto (c) Public domain, Pantar, Wikimedia Commons
    La vista dall’alto (c) Public domain, Pantar, Wikimedia Commons

    Dal degrado alla rinascita

    Terminata la guerra, Forte di Fenestrelle è dismesso dall’Esercito italiano e lasciato in stato di abbandono, così per decenni gli edifici subiscono saccheggi e deterioramento perdendo larga parte delle strutture interne. La svolta arriva però nei primi Anni Novanta grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Progetto San Carlo, che avviano un lungo percorso di recupero e valorizzazione ancora oggi in corso.

    L’importanza internazionale del sito è stata riconosciuta nel 2007, quando il World Monuments Fund lo inserisce tra i cento monumenti storici del mondo maggiormente bisognosi di tutela. Negli ultimi anni, ancora, la fortezza è tornata a essere una delle principali attrazioni culturali della Val Chisone in particolare e del Piemonte in generale, capace di richiamare decine di migliaia di visitatori ogni anno.

    Uno dei punti panoramici, la Gritta del Diavolo (c) CC BY-SA 4.0, Sylvain05, Wikimedia Commons
    Uno dei punti panoramici, la Gritta del Diavolo (c) CC BY-SA 4.0, Sylvain05, Wikimedia Commons

    Come si visita oggi la fortezza

    Proprio a causa delle dimensioni eccezionali del complesso, la visita al Forte di Fenestrelle è possibile esclusivamente attraverso percorsi guidati organizzati dai volontari dell’Associazione Progetto San Carlo. 

    L’itinerario più breve è dedicato proprio al forte omonimo e permette di conoscere la storia della fortezza esplorando i quartieri della guarnigione, le cucine, la chiesa, il Palazzo del Governatore e gli ambienti sotterranei. Coloro che desiderino una esperienza più completa possono invece scegliere il percorso di circa tre ore, che comprende un lungo tratto della Scala Coperta, le casematte, i bastioni e la spettacolare Garitta del Diavolo. L’escursione integrale per gli appassionati coincide alfine con una giornata intera lungo migliaia di gradini sino al Forte delle Valli, attraversando praticamente l’intero sistema difensivo.

    LEGGI ANCHE: Bard: il Forte e l’antico borgo della Valle d’Aosta

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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