Il prossimo sabato 29 agosto le Alpi saranno chiamate a una nuova giornata di mobilitazione ambientale denominata “Alpi in movimento” e promossa dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA).
Tuttavia, le adesioni alla giornata si stanno rivelando disomogenee e diseguali da una parte all’altra dell’arco alpino, con diverse proposte di eventi tra Svizzera tedesca, Germania e Austria e un calendario più scarno tra Italia, Francia e Svizzera.
L’eredità dei “Falò nelle Alpi”
“Alpi in movimento” nasce dall’esperienza dei “Falò nelle Alpi”, evento che, tra il 1998 e il 2025, ha riunito associazioni e gruppi impegnati nella tutela dell’arco alpino sotto la “luce comune” di fuochi simbolici accesi sull’arco alpino. A promuovere il nuovo appuntamento sono CIPRA Svizzera e CIPRA Internazionale, con l’obiettivo dichiarato di estendere la partecipazione e superare i limiti del precedente format, tra cui rischio incendi e contraddizioni ambientali.
La stessa Cipra ha riconosciuto che negli ultimi anni l’evento aveva perso parte del proprio slancio, anche a causa della collocazione nel pieno delle vacanze e della centralità dell’accensione dei falò come modalità di partecipazione. Per tale ragione il nuovo appuntamento è stato spostato all’ultimo sabato di agosto e vuole lasciare maggiore libertà agli organizzatori di proporre escursioni, incontri, visite, letture, tavole rotonde, iniziative artistiche e azioni pubbliche.

Una mobilitazione che per ora non appare uniforme
Sulla carta, dunque, tale nuova impostazione dovrebbe consentire di coinvolgere realtà locali che difficilmente avrebbero organizzato una qualsivoglia iniziativa sotto il tradizionale format dei falò. Tuttavia, osservando il calendario sinora pubblicato emerge un elemento meno idilliaco di “Alpi in movimento”: a pochi giorni dalla data di sabato 29 agosto, la distribuzione degli appuntamenti appare tutt’altro che omogenea.
Per ciò che concerne le Alpi italiane, francesi e la parte francofona della Svizzera, gli eventi direttamente riconducibili al nuovo appuntamento risultano relativamente limitati, con una risposta piuttosto contenuta alla chiamata della CIPRA. Non significa, naturalmente, che non esistano attività ambientaliste, escursioni o manifestazioni sul territorio né che la partecipazione effettiva possa essere misurata soltanto attraverso il calendario online.
La prudenza è necessaria anche perché si tratta della prima edizione di un format nuovo, che, nel tentativo di correggere la perdita di partecipazione e dinamismo del suo predecessore, intende semplificare l’adesione di associazioni e singoli gruppi. Resterà dunque da capire se esso riuscirà a costruire una partecipazione stabile oltre il nucleo delle organizzazioni ambientali, ma per il momento, almeno guardando a quantità e distribuzione degli appuntamenti, il riscontro pare cauto.
Alcuni appuntamenti tra Italia e Francia
In Italia, per esempio, tra le iniziative inserite nel contesto di “Alpi in movimento” compare il convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi”. Organizzato a Ostana (provincia di Cuneo, Piemonte) nell’ambito della “Carovana dei Ghiacciai 2026”, essi è previsto il successivo mercoledì 2 settembre, quindi alcuni giorni dopo la data centrale della mobilitazione.
Anche la camminata Alagna-Pont-Saint-Martin, attraverso le Alpi piemontesi e valdostane sulle tracce dei Walser, figura tra le proposte, ma non presenta lo stesso carattere di una grande giornata pubblica di mobilitazione.
In Francia è anzitutto previsto l’incontro della comunità giovanile della CIPRA Yoalin sul tracciato che da Chamrousse conduce ai Lacs Achard (Isère) condita da dibattiti sulla mobilità sostenibile nelle Alpi.
Nel calendario comprare inoltre la Glorious Glacier Ride, che da venerdì 28 agosto a venerdì 4 settembre collegherà Innsbruck (Austria) a Chamonix (Alta Savoia) lungo circa 740 chilometri, attraversando alcuni dei principali passi e ghiacciai alpini. Almeno nelle Nostre Alpi, l’iniziativa organizzata dal gruppo Cycling 4 Climate costituisce l’appuntamento più consistente, con la giornata conclusiva incentrata su laboratori e proiezioni dedicati a ghiacciai e cambiamento climatico.
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