Creare un sistema condiviso di formazione nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche superando i confini amministrativi tra Italia e Francia: è l’obiettivo del progetto Interreg Alcotra 2021/2027 “Alpine-STEM”. Esso mira a costruire una piattaforma permanente di collaborazione tra università, territori e imprese dell’area alpina al fine di favorire la mobilità di studenti, ricercatori e competenze specialistiche lungo l’asse transfrontaliero.
Una piattaforma comune per la formazione scientifica nelle Alpi
Alla base di “Alpine-STEM” vi è la volontà di affrontare alcune delle difficoltà che ancora ostacolano una reale integrazione della formazione universitaria di matrice scientifica e transfrontaliera tra i due Paesi. Differenze nei calendari accademici, procedure di iscrizione non uniformi e sistemi diversi per il riconoscimento dei crediti rappresentano difatti elementi che possono limitare la partecipazione degli alunni a percorsi condivisi.
Il progetto prevede dunque la costruzione di strumenti comuni tra cui un quadro condiviso di competenze STEM, moduli didattici integrati per i corsi magistrali, attività congiunte e tavoli tecnici dedicati all’armonizzazione dei crediti europei. Lo scopo resta di mettere in relazione ambiti formativi discostati attraverso una struttura di collaborazione stabile, capace di semplificare gli scambi e favorire nuove opportunità per studenti e giovani ricercatori.
Gli “Alpine lab”, quattro poli specializzati lungo l’arco alpino
Il fulcro operativo della piattaforma per la formazione scientifica transfrontaliera nelle Alpi sarà la rete “Alpine lab”, composta da quattro laboratori territoriali con competenze specifiche. Tali nodi fungeranno da punti di riferimento per sviluppare attività formative e di ricerca condivise, mettendo in relazione competenze accademiche, esigenze del territorio e domanda di innovazione delle imprese locali.
A Imperia il lavoro sarà concentrato su agritech e sensoristica mentre a Torino su robotica e automazione; ad Annecy il focus sarà su meccatronica e sistemi ciber-fisici mentre a Nizza su informatica e aspetti etici del digitale. Tale ultimo aspetto concernerà tematiche quali intelligenza artificiale, gestione dei dati e transizione ecologica, affrontati con un approccio interdisciplinare volto a generare consapevolezza delle implicazioni sociali delle tecnologie.
Il dialogo con il territorio
Uno degli ulteriori elementi centrali del progetto “Alpine-STEM” dedicato alla formazione scientifica transfrontaliera nelle Alpi sarà anche il dialogo con il tessuto economico dell’area alpina. Esso punta difatti a favorire l’incontro tra competenze avanzate e necessità delle imprese, contribuendo alla creazione di profili professionali in grado di operare nei settori della trasformazione digitale, dell’automazione e dell’innovazione tecnologica.
Particolare attenzione sarà rivolta agli studenti provenienti dalle aree montane e periferiche, per i quali l’accesso a percorsi altamente specializzati può risultare più complesso rispetto ai grandi centri urbani. Saranno inoltre previsti hackathon transfrontalieri, scuole estive e laboratori didattici comuni, pensati per coinvolgere gli studenti in esperienze che uniscano conoscenze teoriche e applicazioni pratiche.
Tali iniziative diverse concorrono alla definizione di un modello stabile di cooperazione tra i quattro atenei coinvolti, con una possibile governance coordinata per la gestione dei corsi e dei laboratori e la realizzazione di strumenti strategici e indicazioni operative. Il tutto al fine di trasformare una rete progettuale temporanea in una struttura capace di sostenere nel tempo la mobilità accademica e lo sviluppo delle competenze scientifiche lungo il territorio alpino.
Scheda tecnica
Il progetto “Alpine-STEM”, acronimo di “Alleanza transfrontaliera per l’integrazione in Ingegneria dei sistemi e STEM”, è stato finanziato dal programma europeo Interreg Alcotra Francia-Italia 2021/2027. Esordito all’inizio del mese di maggio scorso, esso proseguirà sino al prossimo 2029 lungo la linea di azione “Migliore governance della cooperazione”.
L’iniziativa è coordinata dall’Università degli Studi di Genova in qualità di capofila e coinvolge il Politecnico di Torino, l’Université Côte d’Azur e l’Université Savoie Mont Blanc. Essa beneficia di un investimento complessivo superiore a 1,4 milioni di euro, di cui circa 1,1 milioni di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), ripartiti su 750 mila euro circa alla Francia e 710 mila euro circa all’Italia.
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