Nel cuore del Massiccio del Vercors, nel dipartimento della Drôme, si snoda la Combe Laval, una impressionante strada panoramica che attraversa una profonda gola calcarea con un tracciato che sembra sfidare le leggi della gravità. Lungo diversi chilometri, la carreggiata corre difatti a mezza costa tra le pareti verticali, alternando gallerie scavate nella montagna, balconi naturali e tratti letteralmente sospesi sul vuoto.

Lo strapiombo (c) CC BY-SA 4.0, Celeda, Wikimedia Commons

Una strada nata per il commercio del legname

La realizzazione della Combe Laval risale alla fine del XIX secolo, quando essa è  progettata per facilitare il trasporto del legname dalle fitte foreste del Vercors verso la Valle del Royans, dove il materiale era poi lavorato e commercializzato. La strada è stata inaugurata nel 1898 dopo anni di lavori particolarmente complessi, che hanno richiesto scavi nella roccia viva e modellamenti della montagna per creare un percorso che, ancora oggi, sorprende per audacia e ingegnosità tecnica.

Con il passare del tempo la funzione economica originaria ha lasciato spazio a una vocazione turistica, trasformando l’itinerario in una delle attrazioni più rappresentative della regione. Non a caso esso è spesse volte soprannominato “la strada delle vertigini”, una definizione che descrive perfettamente le sensazioni che essa è in grado di offrire ai suoi più arditi visitatori.

Una vecchia cartolina raffigurante Combe Laval (c) Public domain, Wikimedia Commons

Il paesaggio del Vercors

La Combe Laval collega il borgo di Saint-Jean-en-Royans al Col de la Machine traversando il Vercors, uno dei più vasti altopiani calcarei di Europa, il quale presenta una geologia caratterizzata da canyon, grotte, falesie e vasti boschi. Il tragitto può dunque essere l’occasione per conoscere alcuni dei centri più caratteristici della zona, tra cui per esempio villaggi rurali, antiche fattorie e aree naturali protette che raccontano il legame storico tra le comunità locali e l’ambiente montano.

Le pareti della strada formano un enorme anfiteatro naturale che domina la valle sottostante e dai numerosi punti panoramici si possono osservare le foreste che ricoprono i versanti e le cime del massiccio. L’area è inoltre ricca di biodiversità: tra le specie che popolano il territorio figurano camosci, cervi, aquile reali e numerosi rapaci che sfruttano le correnti ascensionali generate dalle alte falesie.

Le formazioni rocciose (c) CC BY-SA 3.0, Bserin, Wikimedia Commons

Dal ciclismo alle escursioni

Le caratteristiche della Combe Laval la rendono una meta particolarmente apprezzata dagli amanti del turismo attivo oltre che dagli appassionati di fotografia, attirati dalla suggestiva l’alternanza tra rocce bianche, foreste e profondi strapiombi.  Questo nonostante essa richieda una costante attività di manutenzione a causa della natura fragile delle pareti rocciose che la circondano, in una continua interazione tra l’opera dell’uomo e la forza della natura.

Automobilisti e motociclisti giungono da tutta la Francia e non soltanto per affrontare i suoi tornanti panoramici, mentre i ciclisti trovano qui una delle salite più suggestive delle Alpi francesi. Anche gli escursionisti possono contare su una vasta rete di sentieri che si sviluppano tra boschi, pareti rocciose e belvedere naturali, snodandosi tra itinerari che consentono di osservare la strada dall’alto.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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