Acque limpide, ambienti apparentemente incontaminati e altitudini che sembrano proteggerli dalle attività umane: è una immagine dei laghi alpini di alta quota come ecosistemi al riparo dall’inquinamento che non corrisponde alla realtà. Anche alle altitudini più elevate dell’arco delle Nostre Alpi, difatti, possono arrivare sostanze provenienti da aree agricole e urbanizzate site a decine o centinaia di chilometri di distanza.

Tale fenomeno è dal 2023 allo studio di un gruppo di ricercatori dell’Università Savoie Mont Blanc e del laboratorio CARRTEL, acronimo di Centre alpin de recherche sur les réseaux trophiques et les écosystèmes liminiques. Attraverso il progetto “Isolake”, il lavoro punta a comprendere da dove provengano e come si muovono nei laghi alpini due elementi fondamentali per gli ecosistemi acquatici, ovverosia azoto e fosforo.

Otto laghi per seguire il ciclo dei nutrienti

Una prima analisi è stata condotta sull’inquinamento dei laghi alpini appartenenti alla rete Lacs Sentinelles, un programma scientifico e di gestione che si occupa di monitorare una repentina di bacini siti nelle Alpi francesi. I ricercatori hanno così individuato otto siti sui quali concentrare le indagini, ovverosia i laghi Muzelle, Sarennes e Poursollet (Isère), Mont-Coua (Savoia), Cornu, Brévent, Bionnassay e Bénit (Alta Savoia).

La scelta permette di mettere a confronto ambienti sottoposti a pressioni differenti tra cui turismo e attività pastorali ma anche fenomeni legati alla crisi climatica, come la riduzione dei ghiacciai e il disgelo del permafrost. Nel corso del 2024 gli otto laghi sono stati campionati quattro volte, in diversi momenti dell’anno, così da seguire l’evoluzione stagionale delle concentrazioni e dei processi che interessano l’acqua e i sedimenti.

La ricerca ha compreso analisi isotopiche su campioni di acqua e sedimento, in grado di fornire indicazioni sull’origine e sul percorso delle diverse forme di azoto e fosforo. I dati sono poi confrontati con parametri come temperatura, pH, conducibilità, ossigeno disciolto, torbidità e clorofilla-a, un insieme di indicatori che permette di osservare la interazioni tra sostanze e ambiente.

L’azoto arriva anche da molto lontano

Uno dei risultati più significativi dell’indagine concerne l’origine dell’azoto, che i ricercatori hanno scoperto non essere legata soprattutto ai combustibili fossili e alla successiva deposizione atmosferica dei nitrati. Una quota superiore alla metà delle quote individuata nei bacini studiati risulta invece associata all’ammonio, la cui presenza è riconducibile in larga misura alle attività agricole intensive e in particolare all’impiego di fertilizzanti.

Il dato evidenzia quanto gli ecosistemi e i laghi alpini di alta quota siano collegati a territori lontani, ciò che comporta che l’inquinamento della pianura possa essere trasportato dall’atmosfera per centinaia di chilometri prima di depositarsi. Nel caso delle Alpi settentrionali, una delle aree che può contribuire a veicolare tale tipologia di sostanze è la Pianura Padana, uno dei principali territori agricoli europei sito nel nord dell’Italia.

Le molecole di ammonio presenti nell’atmosfera possono rimanere in circolazione per diversi giorni, un intervallo sufficiente a consentire il loro trasferimento su distanze considerevoli. Le osservazioni effettuate in precedenti ricerche al Col du Lautaret hanno inoltre evidenziato aumenti della concentrazione nell’aria durante la stagione primaverile, in concomitanza con il periodo delle concimazioni agricole.

Il fosforo è il prossimo tassello

Oltre che sull’azoto, l’indagine sull’inquinamento dei laghi alpini si concentra su di secondo elemento fondamentale, ovverosia il fosforo, anche esso coinvolto nei processi di crescita delle alghe e dei microrganismi acquatici. A differenza dell’altro, questo può derivare in larga misura dalle rocce del bacino idrografico, liberato e trasportato verso gli ambienti lacustri da piogge, ruscellamento e fusione della neve.

La quantità e la disponibilità di tale elemento chimico paiono inoltre dipendere dalle caratteristiche geologiche del territorio, nello specifico la presenza di rocce metamorfiche ed eruttive oltre che di rocce sedimentarie e calcaree. Le ulteriori analisi in corso dovranno chiarire quanto la composizione delle rocce e la natura dei bacini influenzino il ciclo del fosforo e, di conseguenza, la produttività degli ecosistemi.

Un legame sempre più stretto con il riscaldamento

L’inquinamento da nutrienti nei laghi alpini si inserisce in uno scenario già modificato dall’aumento delle temperature, che sta alterando condizioni considerate per lungo tempo un limite naturale alla crescita della vegetazione e alla produttività biologica. In tale ottica, se il riscaldamento riduce una delle barriere alla proliferazione degli organismi, l’arrivo di quantità maggiori di azoto e fosforo può contribuire a modificare ulteriormente il funzionamento dei laghi.

Il fenomeno interessa anche i grandi laghi prealpini, indagati da un ulteriore studio condotto da ricercatori del CARRTEL, dell’Institut national de recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement e dell’Università Savoie Mont Blanc. Stando a quanto riportato, entro la fine del secolo l’aumento delle temperature delle acque di alcuni grandi laghi alpini potrebbe arrivare a diversi gradi, con conseguenze anche sulla quantità di ossigeno disponibile.

Acque più calde trattengono meno ossigeno, modificando le condizioni di vita degli organismi acquatici e mettendo sotto pressione le specie che necessitano di ambienti freddi e ben ossigenati. Tra quelle potenzialmente più vulnerabili è citato il salmerino alpino, un salmonide particolarmente legato agli ambienti freddi e ricchi di ossigeno.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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