Prima dei motori di ricerca e degli smartphone, per trovare un numero di telefono era sufficiente aprire un grande volume colorato appoggiato accanto all’apparecchio fisso di casa. L’elenco telefonico è stato per generazioni uno strumento indispensabile della vita quotidiana e nel 2026 raggiunge un traguardo simbolico, i suoi primi cento anni di storia in Italia.
Per evidenziare tanto l’importanza di tale elemento identitario e culturale quanto la ricorrenza incentrata attorno a esso, il prossimo autunno la storica sede di Italiaonline – evoluzione del suo primo editore – di Torino ospiterà una mostra dedicata alla sua evoluzione. Il percorso espositivo proporrà copertine di epoca, manifesti pubblicitari, materiali promozionali e spot televisivi che hanno segnato la memoria collettiva di diverse generazioni.
La storia dell’elenco telefonico
La storia dell’elenco telefonico esordisce quasi in contemporanea con quella del telefono: è difatti il 1878 quando a New Haven (Connecticut) è pubblicato il primo repertorio di utenti telefonici conosciuto. Lungo una epoca in cui le reti telefoniche erano ancora agli albori, tale semplice foglio che riporta una cinquantina di nominativi rappresenta una vera e propria innovazione pratica.
Con il progressivo ampliamento delle infrastrutture telefoniche, poi, il modello si diffonde rapidamente anche in altri Paesi, trasformandosi da una lista essenziale di nomi in uno strumento sempre più articolato e organizzato.
Il caso della Svizzera
La Svizzera è uno dei primi Paesi europei ad adottare l’elenco telefonico: il primo repertorio del continente, un piccolo fascicolo di appena sei pagine e poco meno di cento contatti, è difatti stampato a Zurigo il 6 novembre del 1880. Dal momento che il telefono è ancora un bene costoso e poco diffuso nelle abitazioni private e gli utenti sono ancora collegati tramite operatore, i primi iscritti sono soprattutto aziende, professionisti e commercianti.
La crescita, tuttavia, è rapida e già all’inizio del Novecento gli abbonati divengono circa 38 mila e nel secondo dopoguerra il telefono si converte in un servizio di massa sino a superare il milione di utenze nel 1959. Gli elenchi, pubblicati annualmente e differenziati per aree geografiche, finiscono con l’evolvere in una sorta di archivio della società elvetica, oggi utilizzato anche da storici e ricercatori per studiare l’evoluzione economica e demografica del Paese.
L’elenco telefonico in Francia
In Francia, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, le amministrazioni delle Postes, Télégraphes et Téléphones (PTT) iniziano a pubblicare repertori sempre più articolati, organizzati per città e dipartimenti. Con la diffusione del telefono nelle abitazioni e nelle imprese, l’« annuaire téléphonique » si trasforma in uno strumento di consultazione quotidiana e in un importante veicolo di informazione commerciale.
Nel corso del Novecento gli annuari francesi si arricchiscono di sezioni dedicate alle attività economiche e ai servizi, anticipando per molti aspetti il modello delle future directory commerciali europee.
L’elenco telefonico e la vita quotidiana degli italiani
L’elenco telefonico approda in Italia il 1° giugno del 1926 sotto promozione della Stipel, società di Torino che opera nel settore telefonico in Piemonte e Lombardia, per il tramite della Seat, alla quale sono invece affidati i diritti editoriali. La prima edizione è suddivisa in tre volumi distinti: uno ordinato per numero, uno strutturato per lettera dell’alfabeto e un terzo organizzato per indirizzo.
Per decenni le Pagine Bianche rappresentano uno degli oggetti più presenti nelle abitazioni e più utilizzato della quotidianità di milioni di persone, consultato per trovare il numero di un conoscente, di un ufficio pubblico o di un negozio. Nel 1965 è poi la volta delle Pagine Gialle, dedicate esclusivamente alle imprese e alle attività commerciali, una delle principali vetrine per artigiani, professionisti e aziende.
Dalla carta al digitale
Nel corso degli anni campagne pubblicitarie, slogan e spot televisivi hanno coinvolto volti noti dello spettacolo e della televisione italiana, contribuendo a rendere gli elenchi telefonici marchi riconoscibili ben oltre la loro funzione originaria. Essi sono stati anche uno spazio di sperimentazione grafica e culturale, grazie a copertine che nel tempo hanno raccontato territori, imprese e cambiamenti sociali restituendo uno spaccato del Paese attraverso immagini, colori e simboli.
L’avvento di internet e, successivamente, degli smartphone ha modificato radicalmente il modo di cercare informazioni e contatti, con gli elenchi cartacei che hanno progressivamente lasciato spazio alle piattaforme online. Le storiche directory sono così confluite nell’ecosistema digitale di Italiaonline, evolvendosi in portali consultati ogni mese da milioni di utenti e adattandosi alle nuove modalità di ricerca delle informazioni.
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