Il 13 agosto 2026 Argentière, vicino a Chamonix, ospiterà una conferenza sul sovraffollamento e la presenza turistica nei laghi alpini francesi.
Alice Nikolli e Aline Fintz presenteranno i risultati dell’indagine svolta nell’estate del 2025 su 1.200 persone incontrate lungo le rive di 17 laghi delle Alpi francesi, per analizzare la frequentazione, le attività ricreative e le possibili conseguenze sugli ecosistemi d’alta quota.
L’uso dei laghi di altitudine, ma anche a bassa quota, nelle Alpi italiane, è di solito molto minore, salvo alcuni casi e con una tendenza recente ad un aumento delle frequentazioni. Un monitoraggio recente su alcuni laghi è stato realizzato dal Parco piemontese delle Alpi Cozie. L’interesse per il caso francese deriva dunque anche da questa tendenza del turismo in uno dei versanti alpini.
La conferenza ad Argentière
L’incontro, intitolato Une (sur)fréquentation en montagne? Enquête sur le renouvellement des usages récréatifs des lacs d’altitude, comincerà alle 18 nella sala comunale di Argentière, nel comune di Chamonix-Mont-Blanc.
La conferenza sarà condotta da Alice Nikolli, geografa e docente-ricercatrice del laboratorio Edytem dell’Université Savoie Mont-Blanc e del Cnrs, e da Aline Fintz, autrice di una precedente indagine sociologica sui laghi di Pormenaz e del Lauvitel.
L’iniziativa è organizzata dalla Maison de village d’Argentière in collaborazione con Asters–Conservatoire d’espaces naturels de Haute-Savoie, le riserve naturali del massiccio delle Aiguilles Rouges e il comune di Chamonix-Mont-Blanc.

L’indagine su 17 laghi alpini
La ricerca del 2025 ha raccolto 1.200 questionari per ricostruire il profilo dei visitatori, le attività praticate e la loro percezione dell’affollamento. L’analisi considera in particolare la diffusione della balneazione, del bivacco e, in alcuni siti, di attività nautiche come il paddle.
Il lavoro rientra nel progetto interdisciplinare PLOUF, acronimo di Pollution des Lacs et Observation des Usages récréatiFs. Sviluppato nell’ambito della rete Lacs Sentinelles (legata ad Asters), il progetto riunisce sociologia, geografia, chimica ambientale e limnologia per confrontare i comportamenti dei frequentatori con i dati sulla qualità dell’acqua. La nuova fase, denominata PLOUF 2, prosegue le rilevazioni sperimentali avviate nel 2024 con un campione più ampio ed è cofinanziata dall’Office français de la biodiversité.

I risultati delle prime analisi
Nel 2024 lo studio pilota aveva interessato il lago di Pormenaz, nella riserva naturale di Passy, e il lago del Lauvitel, nel Parc national des Écrins. L’indagine sociologica di Aline Fintz aveva raccolto 295 questionari, mentre un secondo lavoro, condotto da Marie Pivot, aveva analizzato gli effetti delle attività ricreative sull’acqua.
Più del 90 per cento degli intervistati dichiarava di frequentare la montagna almeno tre volte durante l’estate. La balneazione riguardava circa il 40 per cento del campione e arrivava al 60 per cento nelle giornate più calde. I dati descrivevano quindi un pubblico in larga parte già abituato all’ambiente alpino, senza confermare l’idea di una sostituzione generalizzata dei visitatori tradizionali con nuovi frequentatori.
Le misurazioni non avevano dimostrato rischi di contaminazione batteriologica, ma avevano rilevato un aumento della torbidità provocato dal movimento dei sedimenti durante la balneazione. L’acqua più torbida riduce la penetrazione della luce e può interferire con la fotosintesi degli organismi acquatici; gli effetti ecologici di lungo periodo restano però da approfondire.
I risultati saranno presentati anche il 24 agosto, dalle 17 alle 18, al Jardin du Lautaret, presso il colle delle Hautes-Alpes. In questo caso interverranno Alice Nikolli e Clotilde Sagot, responsabile delle misure fisiche al Parc national des Écrins.
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