I vini eroici e di montagna mostrano una maggiore capacità di resistere alla diminuzione dei consumi e all’uniformazione dei sapori, così come una significativa capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

È quanto emerso il 4 agosto a Saint-Christophe, durante la presentazione della 34ª edizione del Mondial des Vins Extrêmes, il concorso internazionale organizzato dal CERVIM, le cui degustazioni si svolgeranno il 25 e 26 agosto 2026 a Châtillon, in Valle d’Aosta.

Da produzione di nicchia a buona pratica

La viticoltura eroica non è più considerata soltanto una produzione di nicchia. Nel confronto sviluppato durante la conferenza stampa è emersa come una pratica capace di offrire indicazioni utili all’intero settore vitivinicolo, alle prese con il calo dei consumi, il cambiamento climatico e una progressiva standardizzazione delle produzioni.

I vini ottenuti in montagna, sui terrazzamenti, nelle isole o in aree con forti pendenze conservano un legame diretto con le caratteristiche dei territori e con i vitigni autoctoni. Questa identità può renderli meno esposti alla tendenza verso contenuti e sapori uniformi e più riconoscibili in un mercato che richiede qualità, origine e autenticità.

A quasi quarant’anni dalla sua nascita, il CERVIM considera confermata la validità dell’intuizione iniziale: sostenere produzioni difficili e marginali non significava soltanto tutelare una parte minoritaria del mondo del vino, ma anticipare un modello oggi ritenuto utile anche per il futuro del comparto.

I vigneti si spostano verso quote più alte, mentre cambia il clima

Il ruolo della viticoltura di montagna acquista rilievo anche in relazione allo spostamento dei vigneti verso altitudini più elevate. L’aumento delle temperature sta modificando le condizioni di coltivazione e rende alcune aree montane sempre più significative per la produzione vitivinicola.

Secondo l’assessora regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod, la viticoltura eroica rappresenta un presidio per i territori e un elemento strategico per il futuro del settore. Oltre a produrre vini in condizioni difficili, contribuisce alla tutela del paesaggio, della biodiversità e del suolo, svolgendo funzioni ambientali e offrendo una possibile risposta agli effetti del cambiamento climatico.

La permanenza dei vigneti nelle aree più fragili permette inoltre di limitare l’abbandono dei terreni, conservare i terrazzamenti e mantenere attività economiche in territori periferici o montani.

Il Mondial des Vins Extrêmes supera i mille vini

La 34ª edizione del Mondial des Vins Extrêmes si prepara a superare anche quest’anno i 1000 vini iscritti, presentati da più di 350 aziende. Sono oltre venti i Paesi rappresentati, con nuovi ingressi da Cile, Cipro, Lussemburgo e Tunisia.

L’Italia partecipa con più di quattrocento vini e la Valle d’Aosta figura tra le Regioni con il maggior numero di campioni. Resta significativa anche la presenza della Spagna, che il 21 novembre ospiterà in Catalogna la cerimonia di premiazione al VINSEUM, il Museo delle culture del vino, a Vilafranca del Penedès.

Cresce anche la collaborazione con la Svizzera, rafforzata dall’ingresso del Cantone Vallese nel Consiglio di amministrazione del CERVIM, mentre sul versante italiano il recente coinvolgimento del Friuli Venezia Giulia amplia la rete dei territori aderenti.

Degustazioni il 25 e 26 agosto a Châtillon

Le degustazioni si terranno martedì 25 e mercoledì 26 agosto nel Centro congressi di Châtillon, nuova sede scelta dopo l’edizione ospitata al Forte di Bard. Le iscrizioni si chiuderanno il 7 agosto, mentre i campioni potranno essere inviati fino al 12 agosto.

Le commissioni saranno composte da enologi, enotecnici, giornalisti e degustatori esperti. I vini saranno valutati secondo le regole dell’Organisation internationale de la vigne et du vin e potranno ricevere la Gran medaglia d’oro, la medaglia d’oro, la medaglia d’argento e i premi speciali previsti dal regolamento del Mondial des Vins Extrêmes.

Secondo il presidente del CERVIM, Nicola Abbrescia, la nuova sede consentirà di accogliere meglio le commissioni e di valorizzare il lavoro dei produttori. La premiazione in Catalogna, ha aggiunto, servirà invece a rafforzare la rete internazionale dei territori accomunati da condizioni di coltivazione difficili.

Una rete internazionale per la viticoltura eroica

Il concorso nasce per promuovere e salvaguardare le produzioni delle piccole aree vitivinicole montane, insulari, terrazzate o caratterizzate da forti pendenze. In questi territori la coltivazione richiede molto lavoro manuale, ma permette di conservare varietà locali, paesaggi e conoscenze tradizionali.

Il CERVIM, fondato nel 1987 con il patrocinio dell’Organisation internationale de la vigne et du vin, considera eroica la viticoltura praticata ad altitudini superiori ai cinquecento metri, su pendenze oltre il 30 per cento, sui terrazzamenti o nelle isole.

Alla funzione produttiva si aggiunge quella culturale e turistica. I vigneti di montagna raccontano paesaggi, comunità e tecniche di coltivazione che possono sostenere nuove forme di enoturismo. In questa prospettiva, i vini eroici non rappresentano soltanto un patrimonio da difendere, ma una pratica capace di tenere insieme qualità, sostenibilità e identità territoriale.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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