Il perspicace dottore ed ex operatore della Polizia scientifica Francesco Manzilli è il protagonista di “Ru Mort”, il romanzo giallo di Silvio Giono-Calvetto ambientato in Valle d’Aosta. Tra le pagine di un delitto che sembra destinato a rimanere confinato nella cronaca, egli rivela collegamenti con questioni vitali tra cui salute pubblica, tutela dell’ambiente e interessi che qualcuno preferirebbe invece lasciare nell’ombra.

Il volume, edito nel dicembre del 2023 da Echos Edizioni nella collana “Giallo e nero”, è acquistabile sul sito web dell’editore al prezzo di 16,00 euro per la versione cartacea.

Una indagine dove nulla sembra essere casuale

A dare il la alla narrazione di Silvio Giono-Calvetto in “Ru Mort” è l’omicidio di un oncologo valdostano che sta conducendo ricerche su un presunto aumento di tumori infantili nella frazione di fantasia di Saint-Germain-la-Doire. A indagare sulla stessa è Francesco Manzilli, medico-investigatore che fa ritorno sulla scena del crimine dopo i due primi romanzi “La fabbrica del fango” e “Un colpevole perfetto”.

La morte rappresenta soltanto il punto di partenza della storia, dove progressivamente emergono nuovi elementi e una serie di piste che sembra convergere verso una verità difficile da ricostruire. Tra questi alcuni terreni potenzialmente contaminati, il suicidio di un veterinario coinvolto in vicende di corruzione e un misterioso incidente di montagna costato la vita a un tecnico dell’agenzia di protezione ambientale ARPA.

L’intreccio tra scena del crimine e vita privata

Con “Ru Mort” Silvio Giono-Calvetto si rivolge agli appassionati del thriller investigativo, in una vincente combinazione tra cronaca, ambiente e tradizioni locali e una lettura che alterna suspense e riflessione. Anche in questo episodio il protagonista affronta un caso criminale confrontandosi con relazioni personali, responsabilità famigliari e figure che ritornano nel corso della saga, contribuendo a dare continuità e profondità alla finzione.

Parallelamente, il romanzo affianca all’indagine principale una seconda vicenda che porta il lettore dentro un universo profondamente legato alla Valle d’Aosta, le Batailles des Reines, le tradizionali competizioni tra bovine di razza valdostana. Attraverso le inchieste della giornalista Marie Chaligne emergono difatti scommesse clandestine e interessi economici che aggiungono ulteriori livelli di tensione narrativa.

La Valle d’Aosta parte della storia

Uno degli aspetti più interessanti di “Ru Mort” è l’utilizzo da parte di Silvio Giono Clavetto del territorionon tanto quale semplice sfondo bensì piuttosto quale elemento integrante della vicenda. L’agricoltura di montagna, i canali irrigui (i ru, da cui il titolo del romanzo), le tradizioni rurali e i paesaggi valdostani contribuiscono a creare una ambientazione riconoscibile e credibile.

La dimensione locale si intreccia così con tematiche di carattere universale tra cui citiamo il rapporto tra sviluppo rurale, tutela ambientale e responsabilità collettiva delle comunità. Ne deriva dunque un giallo che alterna investigazione, vita quotidiana e riflessione, mantenendo sempre alta la curiosità del lettore senza rinunciare al realismo.

La medicina come esperienza narrativa

Silvio Giono-Calvetto ha esercitato per oltre 30 anni la professione medica in Valle d’Aosta come anestesista rianimatore per il servizio di emergenza 118 e ricoprendo incarichi dirigenziali all’interno dell’Azienda USL, prima di trasferirsi in Sicilia.

La sua esperienza professionale emerge nella costruzione del romanzo, soprattutto nella credibilità con cui vengono affrontati gli aspetti sanitari e scientifici dello stesso. L’autore ha raccontato di essersi ispirato a uno studio realmente condotto anni fa su un possibile aumento di tumori infantili in una zona della Valle d’Aosta, che tuttavia non aveva individuato correlazioni con l’inquinamento.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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