Il centro per la ricerca scientifica e la conservazione interno allo ZooParc di Beauval (Loir-et-Cher, Centro-Valle della Loira), dove i delfini dell’ex parco Marineland di Antibes avrebbero dovuto essere trasferiti, non si farà. L’annuncio è lo scorso martedì 25 agosto dal direttore del parco, Rodolphe Delord, che ha motivato la decisione imputando l’aumento dei costi, le incertezze finanziarie e i numerosi contenziosi giudiziari.
Un centro da 45 milioni di euro
L’idea dello ZooParc di Beauval era di realizzare una struttura completamente nuova su circa 2,5 ettari, dotata di vasche per la cura e la gestione degli animali, affiancate da tre grandi lagune e spazi per attività scientifiche e di ricerca. La capacità prevista era di circa 25 delfini, tra i quali sicuramente almeno otto dei dodici esemplari rimasti a Marineland e altri undici provenienti da Planète Sauvage, parco faunistico situato nei pressi di Nantes.
Il parco aveva iniziato nel concreto a lavorare a tale ipotesi nell’estate del 2025, dopo essere stato coinvolto dalle autorità francesi nella ricerca di una soluzione successiva alla chiusura della controparte di Antibes. Prima ancora dell’avvio dei lavori, inoltre, esso afferma di avere destinato oltre un milione di euro a studi, perizie, progettazione e procedure amministrative necessari alla concretizzazione dell’iniziativa.
Stando a quanto dichiarato da Rodolphe Delord, a pesare sulla decisione finale è stato soprattutto il quadro economico, nel quale dalla stima iniziale tra 25 e 30 milioni di euro il costo ha raggiunto i circa 45 milioni di euro. A ciò si aggiunge la mancata concessione di una garanzia statale sul finanziamento, che, combinata con l’incertezza sulla conclusione dei procedimenti giudiziari, non consentiva di procedere in condizioni considerate accettabili.
Il parere di Governo francese e associazioni
Il Governo francese ha espresso rammarico per l’abbandono dell’iniziativa, sottolineando la necessità di individuare comunque una soluzione duratura per gli animali nel rispetto della normativa nazionale sul loro benessere. Ma vi è da dire che sin dall’inizio il trasferimento dei delfini di Marineland allo ZooParc di Beauval aveva suscitato reazioni divergenti nel mondo delle associazioni animaliste.
Diverse organizzazioni, tra cui One Voice e C’est Assez!, hanno difatti contestato la proposta di spostare gli animali in una altra struttura in cattività, presentando diversi ricorsi che vertevano sulla riproduzione e sull’artificialità degli ambienti. Altre realtà, come invece Sea Shepherd France, hanno invece sostenuto un approccio più pragmatico, ritenendo il progetto una possibile soluzione concreta in assenza di alternative immediatamente disponibili.
Otto delfini sono già in Spagna
Nel luglio scorso, otto dei dodici delfini ancora presenti nel Marineland di Antibes sono stati trasferiti temporaneamente in Spagna, al Selwo Marina di Benalmádena, vicino a Malaga. Lo spostamento è legato anche alle condizioni problematiche delle strutture dell’ex parco e avrebbe dovuto rappresentare una sistemazione provvisoria in attesa di una destinazione definitiva che ora non arriverà.
L’abbandono del progetto di Beauval alimenta anche il timore di ulteriori trasferimenti internazionali, all’interno di parchi o strutture turistiche in Asia, dove il quadro normativo sulla detenzione dei cetacei è differente e più “permissivo”. Tra le alternative indicate dagli oppositori vi sono anche i cosiddetti santuari marini, realizzati in porzioni di mare delimitate e in condizioni più vicine a quelle naturali, ma sempre con assistenza e alimentazione garantite.
E le due orche rimaste ad Antibes?
Oltre ai soli delfini, la vicenda concerne però anche altri due cetacei ancora a Marineland, le orche Wiki (24 anni) e Keijo (11 anni), ancora ospitate nelle strutture di Antibes, dove continuano a essere accudite dal personale rimasto nel parco. Esse dovrebbero essere trasferite al Loro Parque di Tenerife, nelle Isole Canarie, tramite una operazione che dovrebbe avvenire per via aerea dall’aeroporto di Nizza, con una procedura più complessa rispetto al trasferimento degli altri.
Il parco spagnolo considera la loro accoglienza una soluzione concreta per garantire loro continuità nelle cure, ma le organizzazioni animaliste sostengono che lo spostamento non risolverebbe la problematica alla radice. Il punto centrale della contestazione è che la normativa francese ha stabilito una progressiva uscita dall’utilizzo dei cetacei negli spettacoli, ma il trasferimento oltre i confini nazionali consente di fatto che continuino a vivere in strutture in cattività.
Oltre alle due orche, ad Antibes restano quattro delfini, per i quali è previsto un possibile trasferimento a Valencia, sempre in Spagna, anche se al momento non è indicata una data precisa.
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