Nella Valle della Durance, tra le montagne delle Hautes-Alpes e le rive del Lago di Serre-Ponçon, si incontrano alcune delle formazioni geologiche più curiose delle Alpi meridionali, denominate le Demoiselles coiffées (letteralmente “Damigelle pettinate”). Conosciute anche come “Cheminées de fées” (“camini delle fate”), si tratta di alte colonne di terreno che sorreggono sulla sommità enormi massi di pietra, in un insieme di forme slanciate e irregolari che, osservate da lontano, rammentano figure umane.
Le Demoiselles coiffées di Serre-Ponçon
Le Demoiselles coiffées di Serre-Ponçon sono sculture naturali modellate lentamente dall’erosione, le cui origini risalgono ai depositi lasciati dagli antichi ghiacciai. Nel corso del tempo, tali materiali relativamente friabili sono stati incisi dall’acqua piovana, dalla neve e dal ruscellamento, permettendo ai visitatori di oggi di osservarne direttamente la trasformazione da anonimi agglomerati in forme spettacolari.
Il meccanismo è abbastanza semplice: laddove un masso più resistente ricopre il deposito, il terreno sottostante rimane maggiormente protetto, mentre quello circostante è progressivamente asportato. Ed è quindi così che, secolo dopo secolo, ha preso vita la caratteristica colonna sormontata dalla “cuffia” rocciosa che regala agli escursionisti una esperienza differente rispetto ai tradizionali itinerari alpini.

Quando la geologia diviene leggenda
Attorno alle Demoiselles coiffées è nata anche una tradizione popolare che aggiunge al fenomeno naturale una dimensione narrativa, condita da un paesaggio dall’aspetto quasi fantastico. La leggenda più conosciuta è ambientata a Théus, una delle località dalle quali è possibile raggiungere la formazione, e racconta di alcune giovani donne del paese che una sera si sarebbero riunite per ballare nel Vallone di Vallauria.
Durante la festa, poco prima della mezzanotte, un grido proveniente dalle montagne avrebbe interrotto la danza e le ragazze sarebbero rimaste pietrificate, trasformandosi nelle alte colonne di terra che ancora oggi dominano il vallone. La storia non pretende naturalmente di spiegare l’origine geologica del sito ma riflette il modo in cui le comunità locali hanno interpretato per generazioni una indole difficile da ricondurre a forme conosciute.

Un fenomeno che cambia da luogo a luogo
Le Demoiselles coiffées possono raggiungere anche dimensioni considerevoli e assumere forme molto diverse tra loro ed è proprio tale varietà a renderle visitabili da differenti prospettive della Valle della Durance. Il periodo migliore per esplorarle dipende ovviamente dalle condizioni meteorologiche e dall’innevamento, mentre tutto attorno sono presenti parcheggi, aree picnic, punti di osservazione e pannelli didattici.
Alcune formazioni si trovano per esempio a Pontis, dove le formazioni fanno da contrappunto alle acque del Lago di Serre-Ponçon in un contrasto tra colonne di terra, specchio di acqua e rilievi circostanti. Anche Le Sauze-du-Lac permette di avvicinarsi facilmente tramite un sentiero pedonale in pietra che conduce attraverso il sito e dispone di quattro piccole aree di sosta con cartelli esplicativi.

Théus, la “Salle de Bal” sospesa sulla valle
Tra i luoghi più suggestivi dai quali osservare le Demoiselles coiffées vi è il già citato Théus, dove le formazioni sono così numerose da essere definite “Salle de Bal”, ovverosia “Sala da ballo”. Qui centinaia di colonne emergono dal versante creando un paesaggio quasi irreale, esteso per circa 65 ettari e tutelato sin dal 1939, uno dei punti più spettacolari per comprendere la particolare morfologia di tali montagne.
Una terrazza inaugurata nel 2018 offre un punto di sosta attrezzato con panchine, tavoli, sdraio e pannelli informativi, dal quale osservare dall’alto le colonne di terra e, contemporaneamente, abbracciare con lo sguardo la Valle della Durance. Per coloro che invece vogliono concedersi una breve passeggiata, di qui prende il via un percorso principale di circa quattro chilometri e un tempo di percorrenza indicativo di una ora e mezza.
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