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    Home » Articoli » Annecy passa alla geotermia per l’Hôtel de Ville
    Città Alpine

    Annecy passa alla geotermia per l’Hôtel de Ville

    Enrico MartialEnrico Martial17 Settembre 2026
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    L'Hôtel de Ville d'Annecy, avec les travaux en cours (c) Ville d'Annecy
    L'Hôtel de Ville d'Annecy, avec les travaux en cours (c) Ville d'Annecy

    Ad Annecy dal 14 settembre sono in corso i lavori per realizzare i pozzi che serviranno l’impianto di geotermia per il rinnovato Hôtel de Ville, che sfrutterà la falda sotterranea per coprire i bisogni di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio. Ci saranno due pozzi iniziali, un eventuale terzo e lo scarico delle acque nel canale del Thiou.

    L’uso dell’energia geotermica su un solo edificio pubblico è interessante per la sua proporzione tra investimenti e i pochi impatti, oltre al suo contributo nell’ambito delle fonti rinnovabili. La fortuna è anche stata di avere una falda vicina, e di saperla sfruttare in modo sostenibile

    Una falda sotto i Jardins de l’Europe

    La scelta della geotermia arriva dopo circa sei anni di studi tecnici e prove condotte nell’area dei Jardins de l’Europe. L’obiettivo era individuare un sistema capace di ridurre il consumo energetico dell’edificio, ancora in ricostruzione dopo l’incendio del 14 novembre 2019.

    Aveva gravemente danneggiato la copertura e i piani superiori dell’edificio e ha comportato lo spostamento degli uffici comunali in varie sedi. Ne è seguita una generale ristrutturazione generale dell’edificio, per la cui progettazione e programmazione sono occorsi diversi anni.

    L’impianto utilizza la falda presente negli strati alluvionali della cluse d’Annecy. I pozzi di captazione raggiungeranno una profondità compresa indicativamente tra 5 e 10 metri, variabile in funzione del livello della falda.

    Saranno realizzati inizialmente due pozzi. Un terzo verrà aggiunto solo se le prove mostreranno che la portata dei primi due non è sufficiente. Secondo il progetto, il sistema potrà coprire l’intero fabbisogno dell’Hôtel de Ville per il riscaldamento e il raffrescamento.

    L’acqua sarà restituita al Thiou

    Dopo lo scambio termico nell’impianto, l’acqua sarà convogliata verso il Thiou, l’emissario del lago di Annecy, e scaricata all’altezza del quai Chappuis, e non della falda d’origine.

    La scelta deriva dalle caratteristiche idrogeologiche del sito. Gli studi hanno evidenziato i possibili problemi di una reiniezione in una falda poco profonda, tra cui il rischio di ricircolo dell’acqua già utilizzata e difficoltà legate al funzionamento dei pozzi.

    Un altro aspetto riguarda la presenza di ferro nell’acqua sotterranea. A contatto con l’ossigeno può formare ossidi e provocare una colorazione rossastra allo scarico. Durante le analisi preliminari è stata quindi prevista l’installazione di un sistema di ossidazione e filtrazione su sabbia, che viene quindi realizzata per limitare l’effetto prima dell’immissione nel Thiou.

    Il progetto è sottoposto alla normativa geologica (in Francia si dice “mineraria”) e ha ottenuto l’autorizzazione ambientale con decreto prefettizio del 4 agosto 2026.

    I lavori di perforazione e i test sui pozzi sono iniziati il 14 settembre e dovrebbero durare circa quattro settimane. Le opere per lo scarico nel Thiou sono previste dalla fine di settembre per una durata di circa due settimane, mentre la posa delle reti nei Jardins de l’Europe è programmata per marzo 2027. La conclusione dell’intervento geotermico è prevista per metà maggio 2027: l’operazione dura quindi otto mesi.

    Una soluzione dimensionata sull’edificio

    Nel frattempo prosegue il cantiere all’interno dell’Hôtel de Ville. Al 15 settembre erano in costruzione il primo piano e il mezzanino, mentre il piano terra e i piani interrati risultavano completati.

    Il progetto di Annecy si distingue per la scala limitata dell’intervento. Non si tratta di geotermia profonda né di una rete destinata a servire un quartiere o una città, ma di un sistema costruito sul fabbisogno di un singolo edificio pubblico.

    La disponibilità di una falda a pochi metri di profondità ha consentito di utilizzare una risorsa locale senza perforazioni profonde. Il Comune inserisce questa scelta nella propria politica di sviluppo delle energie rinnovabili e negli obiettivi del Plan Climat Air Energie Territorial del Grand Annecy.

    Dalla geotermia profonda ai progetti locali

    Nell’arco alpino sono in corso esperienze molto diverse e di proporzioni più grandi. A Martigny, nel Vallese, nel 2024 sono state realizzate misurazioni geofisiche per verificare la presenza di acqua calda a circa 1.500 metri di profondità, con l’obiettivo di valutarne un possibile utilizzo in una rete di teleriscaldamento. Nel Jura svizzero, a Haute-Sorne, il progetto riguarda invece la geotermia profonda, con perforazioni di diversi chilometri, con investimenti importanti e polemiche collegate.

    Il tema della geotermia ha riguardato anche un progetto Interreg italia-Francia, denominato ENER-TER: anche nella valle di Chamonix-Mont-Blanc sono infatti previsti studi sul potenziale geotermico, oltre a installazioni di fotovoltaico. Nell’iniziativa sono coinvolti l’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, capofila, la Communauté de Communes de la Vallée de Chamonix-Mont-Blanc e il SYANE, ente pubblico dell’Alta Savoia specializzato in energia e infrastrutture digitali.

    LEGGI ANCHE: ENER-TER, transizione energetica transfrontaliera tra Alta Savoia e Valle d’Aosta

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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