La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha approvato il 18 settembre il piano di controllo del lupo, che consente di abbattere fino a tre esemplari in un anno.

Il piano prevede monitoraggio e dissuasione e, come ultima misura, la rimozione dei lupi che mettono in pericolo le persone o che attaccano più volte allevamenti già protetti.

Cosa prevede il piano

Il piano è stato approvato con la delibera n. 1066 e resta in vigore un anno. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha dato parere favorevole l’8 settembre, la Consulta faunistica regionale ha dato parere unanime il 9 settembre.

Per il lupo questa strada si è aperta solo di recente. Nel marzo 2025 la Convenzione di Berna lo ha declassato dalle specie rigorosamente protette a quelle protette. Nello stesso anno l’Unione europea ha modificato la direttiva Habitat, recepita dall’Italia a gennaio 2026.

Il piano distingue due casi. Per i lupi che frequentano i centri abitati si prevedono interventi graduali: monitoraggio, eliminazione delle fonti di cibo, dissuasione con luci e suoni e poi con proiettili di gomma, cattura per applicare un radiocollare.

L’abbattimento è ammesso solo se un lupo aggredisce una persona o se la sua confidenza fa temere incidenti gravi. Il trasferimento degli animali in altre zone è escluso. Per gli allevamenti, un lupo può essere rimosso solo dopo predazioni ripetute nonostante la prevenzione.

Ogni abbattimento deve essere autorizzato da un decreto dell’assessora all’agricoltura Speranza Girod ed è eseguito dal Corpo forestale della Valle d’Aosta. Gli ibridi tra lupo e cane non rientrano nella quota di tre esemplari.

Il lupo in Valle d’Aosta

Il lupo è tornato in Valle d’Aosta nei primi anni duemila, arrivando dal Piemonte. Secondo il monitoraggio condotto tra maggio 2024 e aprile 2025, ci sono almeno dodici branchi e due coppie in Valle, mentre il rapporto regionale sul lupo dell’anno precedente contava undici branchi. Nella primavera 2024 i lupi accertati erano almeno 49; nell’autunno precedente erano 87, prima che i giovani lasciassero i branchi.

Nel 2024 gli allevatori hanno denunciato 43 attacchi, 33 dei quali attribuiti al lupo, e hanno ricevuto quasi 16mila euro di risarcimenti. Nel 2025 le predazioni sono salite a 51, con risarcimenti per circa 46mila euro. Secondo il rapporto regionale, nove attacchi di lupo su dieci sono avvenuti dove mancavano le misure di prevenzione previste. Nel 2024 la Regione ha finanziato recinzioni, cani da guardia e pastori in alpeggio per circa 127mila euro.

Il piano individua sei comuni con danni elevati e ripetuti nel biennio 2024-2025, più 20 comuni confinanti. In questi comuni si parla di danno grave quando la stessa azienda subisce due predazioni nello stesso anno; altrove servono due predazioni in 30 giorni.

Nessuna persona è stata finora aggredita. Secondo il piano, in Valle d’Aosta non ci sono stati casi fino ad oggi casi che abbiano richiesto l’abbattimento di lupi confidenti. Inoltre, a marzo 2026 l’assessora Girod aveva riferito in Consiglio regionale che dal luglio 2025 nessun lupo era stato classificato come confidente o pericoloso.

Le politiche del lupo nelle Alpi occidentali

I branchi valdostani si spostano spesso in Francia, in Svizzera e in Piemonte, dove le regole sono diverse. In Italia il tetto nazionale per il 2026 è di 160 abbattimenti, pari al 5 per cento della popolazione stimata dall’Ispra. Per il Piemonte il tetto previsto è di 23 lupi, con un piano regionale atteso ad ottobre.

In Francia, il tetto nazionale per il 2026 è di 227 lupi e il prefetto della regione Auvergne-Rhône-Alpes può alzarlo a 248. Nel conteggio rientrano anche gli animali uccisi dai bracconieri. A febbraio 2025 otto dipartimenti alpini, tra cui Savoia, Alta Savoia, Hautes-Alpes e Alpes-Maritimes, avevano chiesto al governo di portare il tetto al 30 per cento della popolazione.

In Svizzera la legge sulla caccia, rivista nel dicembre 2022, consente ai cantoni abbattimenti preventivi tra settembre e gennaio, anche di interi branchi, con il consenso dell’Ufficio federale dell’ambiente. Secondo il rapporto dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) pubblicato il 18 maggio, tra settembre 2025 e gennaio 2026 i cantoni hanno abbattuto 77 lupi dei circa 115 autorizzati. Al 1° febbraio la Svizzera contava 30 branchi stabiliti solo sul suo territorio e dieci transfrontalieri.

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