I cigni del lago di Annecy, in Alta Savoia, sono ridotti a poche unità, mentre l’insieme degli uccelli acquatici del bacino continua a subire un crollo demografico.
Cibo sempre più scarso e cani senza guinzaglio lungo le rive spiegano, secondo la Lega per la protezione degli uccelli (LPO) dell’Alta Savoia, la scomparsa progressiva della specie dal lago alpino.
Secondo l’ONG, negli anni Settanta sul lago si contavano più di 120 cigni. Le osservazioni della LPO Alta Savoia indicano che a luglio 2024 ne restavano soltanto 13.
Il declino riguarda l’insieme anche il resto degli uccelli acquatici del lago: i censimenti condotti dalla LPO dalla fine di quel decennio mostrano una diminuzione complessiva del 63 per cento. Gli esemplari, allora circa seimila, sono scesi a circa 1.600 oggi.
Cibo scarso e cani senza guinzaglio
Tra le cause principali figura l’impoverimento biologico del lago, legato alla siccità e al riscaldamento delle acque, che riduce la disponibilità di piante acquatiche come alghe, ranuncoli ed equiseti, alimento abituale del cigno. Secondo la LPO, l’animale consuma circa quattro chili di cibo al giorno e, non trovandone a sufficienza, tende a spostarsi verso i prati lungo le rive.
L’avvicinamento alle zone costiere espone i cigni agli attacchi dei cani lasciati liberi, nonostante il regolamento comunale imponga il guinzaglio in prossimità del lago. Anche se la città emette centinaia di multe al riguardo, la direttrice territoriale della LPO Haute-Savoie, Anne Dejean, ha riferito su Ici che dal 2020 una quindicina di cigni sono morti a seguito di morsi di cane.
Il difficile trapianto del cigno ad Annecy
La presenza del cigno sul lago di Annecy è il risultato di una lunga serie di tentativi, spesso falliti. Introdotto già nel 1716, l’animale fu cacciato per la sua carne nonostante il divieto di ucciderlo, e scomparve fino alla metà dell’Ottocento.
Anche i decenni successivi videro ripetute decimazioni, dovute alla caccia, ai conflitti generati dai pescatori e al bracconaggio durante la Grande Guerra, che più volte annientarono la popolazione del cigno.
Ad ogni crollo demografico, la popolazione si rinforzò grazie a donazioni provenienti da città alpine o europee. Ginevra offrì così una prima coppia nel 1857 e altre in seguito, Torino ne inviò una nel 1858, mentre dopo la Prima guerra mondiale contribuirono al ripopolamento lo zoo del parco della Tête d’Or di Lione e da specialisti dei Paesi Bassi e della Francia settentrionale.
Le altre specie vulnerabili
Tra le altre specie di uccello in declino possiamo citare gli uccelli legati agli habitat dei canneti, come il tarabusino, il più piccolo airone d’Europa, e il cannareccione, entrambi dipendenti da habitat diventati ormai rari sul lago. Anche lo svasso maggiore, lo smergo maggiore, il cormorano e la folaga, quest’ultima reperibile anche nei canali di Annecy, risentono della trasformazione degli ecosistemi del lago.
Non tutte le specie sono in difficoltà: il fistione turco sta estendendo il proprio areale verso nord e sembra adattarsi meglio ai cambiamenti climatici in corso. Nel complesso, tuttavia, gli equilibri ecologici del lago si modificano più rapidamente di quanto le specie riescano ad adattarsi.
Uno spazio protetto per la fauna del lago?
Per contrastare il declino della biodiversità lacustre, il fotografo Jérémy Calvo promuove la creazione di uno spazio protetto per la fauna e la flora, ipotizzato nei pressi di Saint-Jorioz, a sud di Annecy. Il progetto si ispira a esperienze già realizzate sul lago Lemano e in Camargue e prevede un isolotto artificiale separato dalle rive e inaccessibile al pubblico.
L’area mirerebbe a offrire rifugio a uccelli, pesci, anfibi e piante acquatiche, favorendo la riproduzione delle specie e la sosta degli uccelli migratori durante gli spostamenti stagionali. Il progetto è ancora nella fase iniziale ed è promosso dall’Iniziativa per il ripristino degli ecosistemi di Annecy e dintorni (IREA), associazione costituita nel 2026 che dovrà definire ubicazione, superficie e caratteristiche del sito attraverso ulteriori studi.
LEGGI ANCHE: Annecy limita gli Airbnb sul lago per frenare l’overtourism
