Ventimiglia, Monaco e i Grimaldi condividono una storia di sei secoli, ricostruita nella mostra Deo Juvante. Il mito Grimaldi nell’estremo Ponente ligure, aperta fino al 30 settembre 2026 nella Sezione di Archivio di Stato di Ventimiglia.
Documenti inediti, mappe, fotografie d’epoca, dipinti e cimeli raccontano i rapporti politici e sociali tra il territorio intemelio e il Principato, dalla presenza dei Grimaldi nel Ponente alla formazione delle frontiere moderne, fino alla stagione di Ranieri III e Grace Kelly.
I Grimaldi e Ventimiglia prima delle frontiere moderne
Il rapporto tra i Grimaldi e Ventimiglia precede di secoli la nascita dell’attuale confine. Carlo Grimaldi fu signore di Ventimiglia dal 1329 al 1335, mentre nel 1463 Lamberto Grimaldi, signore di Monaco, acquistò la signoria di Ventimiglia, che perse nel 1469.
È su questa lunga presenza politica e territoriale che si innesta il racconto della mostra, concentrato soprattutto sull’Ottocento e sul Novecento.
“Monaco e Ventimiglia sono territori che hanno molto in comune”, spiega Pier Maria Stabile, direttore dell’Archivio di Stato di Imperia. “C’era una frontiera lasca ma il tessuto umano e sociale era comune. C’era una compenetrazione”.
La stessa diocesi di Ventimiglia comprendeva Mentone e Roccabruna, l’attuale Roquebrune-Cap-Martin, a conferma di rapporti che non coincidevano con le successive divisioni statali.
Mentone, Roccabruna e i nuovi confini
Il cuore dell’esposizione riguarda però il Risorgimento e la trasformazione politica della Riviera. Una prima sezione affronta il periodo tra il 1815 e il 1847, dalla Restaurazione alla crisi dello Stato monegasco durante gli anni del protettorato del Regno di Sardegna sul Principato di Monaco.
Il percorso prosegue con i moti del 1847-1848 e la separazione di Mentone e Roccabruna da Monaco. Documenti e mappe seguono quindi i plebisciti locali, l’annessione di Nizza e della Savoia alla Francia nel 1860 e la ridefinizione delle frontiere.
La storia dell’estremo Ponente mostra come i confini non siano soltanto linee stabilite dai trattati. Negli ultimi due secoli questo “territorio-ponte” ha visto cambiare Stati e frontiere mantenendo rapporti economici, sociali e culturali tra le comunità.
Dai Balzi Rossi ad Alberto I di Monaco
La mostra dedica una parte anche ai Balzi Rossi e alle frazioni ventimigliesi vicine al confine, un altro capitolo dei rapporti con la casa principesca.
Il legame dei Grimaldi con il sito archeologico risale almeno all’Ottocento. Florestano I, principe di Monaco, effettuò saggi di scavo nel 1846. Tra il 1892 e il 1902 Alberto I di Monaco promosse nuove campagne di ricerca nelle grotte dei Fanciulli, del Caviglione e del Principe, dirette dal canonico Louis de Villeneuve.
Alberto I mantenne un forte interesse per il territorio intemelio anche quando la definizione delle frontiere aveva ormai modificato gli equilibri politici della Riviera.
È un rapporto arrivato fino all’attuale principe Alberto II, che il 4 marzo 2026 ha visitato il Museo preistorico dei Balzi Rossi, ripercorrendo anche la storia delle ricerche sostenute dalla famiglia Grimaldi.
Il “mito Grimaldi” e Grace Kelly
Il titolo Deo Juvante, motto della casa principesca di Monaco, permette alla mostra di seguire anche la trasformazione dell’immagine dei Grimaldi nel Novecento. Il percorso affronta gli anni Venti, Trenta e Quaranta, quando i rapporti transfrontalieri vengono progressivamente condizionati dalle tensioni politiche e poi dalla guerra. Con Ranieri III comincia una stagione differente.
L’esposizione ricorda infatti anche il settantesimo anniversario delle nozze tra Ranieri III e l’attrice statunitense Grace Kelly, celebrate nel 1956. Con quel matrimonio Monaco acquista una visibilità internazionale che si riflette sull’immagine dell’intera Riviera.
Il “mito Grimaldi” raccontato dalla mostra assume così significati diversi: prima la presenza politica e territoriale della dinastia, poi la permanenza dei rapporti con il Ponente e infine il prestigio internazionale raggiunto dal Principato nel Novecento.
Documenti e opere mai usciti da Monaco
Il percorso riunisce materiali conservati nella Sezione di Archivio di Stato di Ventimiglia e opere provenienti da raccolte private, in particolare dalla Fondazione Galleani di Saint Ambroise – de Bottini di Sainte Agnès e dalla Fondazione Giuseppe Biancheri, che conserva anche testimonianze della storia ventimigliese legata al Risorgimento.
Per Francesca Imperiale, soprintendente archivistica e bibliografica della Liguria, la specificità dell’esposizione consiste proprio nel mettere in evidenza i rapporti tra il territorio intemelio e i Grimaldi attraverso il patrimonio documentario.
La mostra è stata realizzata con la collaborazione del Comune di Ventimiglia, è aperta fino al 30 settembre 2026 nella Sezione di Archivio di Stato di Ventimiglia, in via Sir Thomas Hanbury 12.
La mostra è visitabile il martedì e il giovedì dalle 9 alle 16, con ingresso libero. L’iniziativa celebra anche il 140° anniversario della sede archivistica ventimigliese e prende spunto dal settantesimo anniversario del matrimonio tra Ranieri III e Grace Kelly.
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