Michel Moriceau ci accompagna alla lettura del libro “L’uomo che guardava la montagna” di Massimo Calvi.
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Le parole scorrono come acqua cristallina lungo un torrente. I ricordi di un escursionista affascinato dalla bellezza si accalcano al termine di un lungo viaggio. Quest’uomo è immobile e la sua memoria vaga. La sua vita è sospesa, gli restano dodici giorni prima di partire.
Allora guarda la montagna, rivede il suo passato, si rassicura, ricorda quanto essa lo abbia aiutato a realizzarsi condividendo la sua intimità e la sua amicizia. Ritrova le emozioni, le sensazioni, le immagini di una giovinezza perduta. Si meraviglia, contempla e medita. Parla a se stesso e cerca così il tempo perduto nell’«inferno delle occasioni mancate», i tempi felici in cui ognuno respira al ritmo dell’altro, il tempo ritrovato, quello della riconciliazione del corpo e dello spirito, del superamento della malattia, con una fame di nuovi percorsi, il desiderio di elevarsi verso il cielo.
Seduto di fronte ai luoghi dei suoi piaceri confessati, il narratore evoca i momenti privilegiati trascorsi lassù, dove la terra e l’acqua, la neve e il vento, gli alberi e il fuoco si sfiorano. Ripensa ai momenti di gioia e di dubbi, dimentica la fatica, percepisce la «fragile perfezione» di uno spazio minacciato da invasioni barbariche. Nulla è più immutabile ed è meglio sognare il futuro di una natura nel momento in cui mani ostili continuano a rovinarla.
Immaginando forse di salvarla, almeno nella sua mente, un amante discreto e sensibile la esplora un’ultima volta in un percorso in prosa. La fa rivivere con brevi note limpide e cristalline che ne esaltano le ricchezze e aprono la strada alla speranza.
Facendo della montagna l’interlocutrice di passioni sottili e malinconiche, Massimo Calvi rinnova il genere del racconto e della poesia. Conforta il suo eroe, lo accompagna sul sentiero che sale verso il suo destino. Gli dà un bastone, lo sostiene e lo prepara a partire.
In questo sguardo rivolto all’uomo e alla montagna c’è la serenità di una storia compiuta, la dolcezza di una piccola musica di vita.
MASSIMO CALVI, L’UOMO CHE GUARDAVA LA MONTAGNA, SAN PAOLO EDIZIONI, 2022
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