Bessans, in Haute Maurienne, avvia la stagione dello sci nordico da sabato 31 ottobre 2026, con l’impiego della neve dell’inverno precedente conservata sotto la segatura. Una prima pista di circa 2–3 chilometri permetterà ad atleti della nazionale,, biatleti e fondisti di riprendere gli allenamenti. C’è un vantaggio economico, con un anticipo dell’apertura delle strutture ricettive, di negozi e servizi, e ben prima della stagione invernale, quelal con al neve vera..
Lo snowfarming, è utilizzato a Bessans dal 2018: fra gennaio e marzo la neve viene accumulata vicino allo stadio internazionale di biathlon, in un luogo ombreggiato, e ricoperta con uno strato di segatura spesso fra 30 e 50 centimetri. In autunno, in una settimana, la copertura viene rimossa e la neve distribuita sul percorso.
Un altopiano piuttosto freddo a 1.750 metri
Bessans ha anche il vantaggio di essere una località piuttosto fredda, e le temperature possono scendere sottozero già nelle notti autunnali mentre il fondovalle può raccogliere aria a bassa temperatura, con fenomeni di inversione termica. Uno studio ambientale depositato presso la Prefettura della Savoia descrive nell’insieme, per il periodo 2011–2018, temperature medie di circa –5,3 °C in gennaio e febbraio e precipitazioni annue relativamente contenute, intorno agli 824 millimetri.
Le altitudini non sono elevate, il comprensorio nordico si sviluppa fra 1.740 e 2.000 metri, con gran parte delle piste sull’altopiano intorno ai 1.750 metri. Le piste, quando sono tutte innevate, raggiungono i 120 chilometri. La pista autunnale, con il suo paio di chilometri, è dunque soltanto un assaggio, destinato alla ripresa dell’attività sportiva professionale.
Allenamenti prima dell’inverno
Nel novembre 2025 la nazionale francese di biathlon ha svolto a Bessans un ritiro di preparazione ai Giochi di Milano-Cortina. Nelle precedenti stagioni, si poteva accedere al questo primo tracciato distinguendo tra la mattina, riservata alle squadre nazionali, ai comitati sportivi e ai club, dal pomeriggio aperto a tutti.
Domenica 1° novembre 2026 è previsto S.N.O.W., Ski Nordic Opening Winter, con test di materiali, dimostrazioni di sciolinatura, introduzione al biathlon e lezioni di avvicinamento al fondo. Il pubblico potrà accedere all’area dalle ore 13 alle 17, sempre che tutto vada bene con la meteo, visto che da qui ad allora potrebbe anche far caldo, oppure potrebbero arrivare le prime nevicate.
Sul piano economico, nel gennaio 2026 Jérémy Tracq, allora sindaco, spiegava che la’nticipo di stagione generava gli incassi per gli esercizi aperti, contratti stagionali più lunghi e maggiore occupazione. Per quanto riguarda i costi dello snowfarming a Bessans, i valori non sono noti ma dovrebbero trovarsi tra i 50 mila euro indicati dal sindaco nel 2022 ai 35 mila euro indicati in anni più recenti. Savoie Nordic dava, come ordine di grandezza per Bessans, una riserva media di neve di 19.000 metri cubi e perdite per fusione del 20–30%.
Dalle Saisies a Bonneval-sur-Arc
La conservazione della neve è praticata anche nel Beaufortain alle Saisies, la stazione che ospitò Giochi olimpici del 1992 lo sci di fondo e il biathlon. Ci sono anche qui 120 chilometri di piste nordiche e lo stadio di biathlon olimpico ancora funziona: il poligono è rinnovato dal 2024. Mercoledì 11 novembre 2026 si apre la pista dello «Stade Nordique» grazie allo snowfarming.
Anche alle Saisies la neve viene raccolta in una zona riparata e poi protetta con segatura, che viene riutilizzata da una stagione all’altra. Il volume di neve recuperato varia fra il 60 e l’80% di quello immagazzinato.
Nel maggio 2026 Skieur Magazine segnalava che anche Bonneval-sur-Arc, a poca distanza da Bessans, verso il col de l’Iseran, pratica lo snowfarming, e questa volta per lo sci alpino. Bonneval ha un comprensorio con 3 seggiovie, 7 skilift e 26 piste, fra 1.800 e 3.000 metri.
La partenza principale è a Tralenta, nella parte più recente del paese, dove si trova la seggiovia Vallonnet.
Per quanto riguarda gli studi, a una prima ricognizione, non abbiamo trovato molto. Il Journal of Sustainable Tourism si è posto al domanda sugli impatti ambientali, mettendo nella parte negativa i macchinari, i combustibili e i materiali di copertura e nella parte positiva la possibilità di allenarsi vicino a casa invece di prendere l’aereo.
Uno studio svizzero ad Adelboden ha analizzato sugli effetti sul suolo e sulla vegetazione dei depositi mantenuti per periodi superiori a un anno, e ha ovviamente rilevato conseguenze persistenti nelle aree coperte più a lungo.
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