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    Home » Articoli » In Val di Susa proteste No Tav, cantieri attaccati e autostrada bloccata
    Trasporti

    In Val di Susa proteste No Tav, cantieri attaccati e autostrada bloccata

    Enrico MartialEnrico Martial28 Luglio 2025
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    Una manifestazione No Tav - Une manif NotTav contre le Lyon-Turin (c) CC BY SA 3_0 Ocelon1444 Wikimedia Commons
    Una manifestazione No Tav - Une manif NotTav contre le Lyon-Turin (c) CC BY SA 3_0 Ocelon1444 Wikimedia Commons

    No Tav e proteste violente contro la Torino-Lione sono tornati in Val di Susa sabato 26 luglio 2025, durante la tradizionale marcia da Venaus organizzata in concomitanza con il festival Alta Felicità.

    Migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione pacifica da cui si sono staccati alcuni partecipanti con tre azioni coordinate contro i cantieri della Torino-Lione e con il blocco parziale dell’autostrada Torino-Fréjus.

    Il cantiere Tav di Traduerivi, nuovo obiettivo della protesta, è oggetto dell’azione più significativa. Dopo la consueta battitura delle reti con sassi e bastoni, alcuni attivisti sono riusciti a entrare nel cantiere e a incendiare tre bagni chimici. Le fiamme hanno sollevato colonne di fumo, mentre i vigili del fuoco intervenivano per spegnere l’incendio.

    Autostrada occupata: traffico bloccato per alcune ore

    Contemporaneamente, un secondo gruppo di manifestanti ha bloccato la carreggiata dell’autostrada Torino-Bardonecchia nei pressi di San Didero, incendiando sterpaglie e rallentando il traffico per alcune ore e in direzione Torino fino alle 20. Un terza azione ha coinvolto il cantiere storico di Chiomonte, già teatro di attacchi negli anni passati, con pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gli idranti.

    Da un lato, le azioni simultanee e strutturate confermano la capacità organizzativa, dall’altra va rilevata un più limitato intervento delle forze dell’ordine. Trattandosi di una manifestazione che si ripete regolarmente ogni anno, diverse parti del cantiere sono state ripulite di materiali e mezzi che avrebbero potuto subire un danno significativo, limitando quindi gli effetti degli attacchi.

    Inoltre, è anche cambiato il contesto giuridico. In Italia, il cosiddetto Decreto sicurezza, convertito in legge il 9 giugno 2025, prevede infatti un inasprimento delle sanzioni e delle pene nel caso di violenze o minacce a pubblico ufficiale (per esempio le forze dell’ordine) quando l’obiettivo è di impedire la realizzazione di infrastrutture relative a energia, servizi di trasporto, telecomunicazioni o di altri servizi pubblici.

    L’individuazione dei responsabili, se si riuscirà, consentirà un effetto di contenimento e repressione del fenomeno più netto rispetto ai possibili scontri diretti nei cantieri.

    Il Festival Alta Felicità e i due ambienti del movimento

    La giornata del 26 luglio ha confermato l’esistenza di due ambienti del movimento No Tav in Val Susa. Vi è un lato pacifico, con famiglie, bambini e dall’altro si sono attivisti e gruppi radicali – provenienti anche da lontano – che si orientano allo scontro. L’assenza di Alberto Perino, storico portavoce del movimento scomparso nell’ottobre 2024, ha lasciato spazio a nuove leve. Queste sono meno riconoscibili, in parte alla ricerca di nuovi metodi di disobbedienza attiva e in parte in continuità con gli attacchi tradizionali ai cantieri. Gli eventi di quest’anno hanno un po’ stupito, perché le tensioni, pur confermate anche negli ultimi anni, erano scese di intensità.

    Per la parte pacifica delle giornate No TAV, il festival Alta Felicità, a Venaus in Val di Susa dal 25 al 27 luglio, ha ospitato diversi gruppi musicali ed esponenti musicali, tra cui Modena City Ramblers, Punkreas, Mellow Mood, The Rumjacks Mondo Marcio, Johnson Righeira e altri.

    Il manifesto del Festival Alta Felicità 2025 a Venaus
    Il manifesto del Festival Alta Felicità 2025 a Venaus

    Anche nel 2025, il campeggio ha accolto migliaia di persone provenienti dall’Italia e da varie località europee, con concerti gratuiti, dibattiti, laboratori, e diverse azioni di riduzione dei rifiuti e dell’impatto sul territorio. Le due parti del movimento sono comunque collegate, anche se in modo indiretto. Nella parte “pacifica” non si sentono infatti voci di dissenso significative e non si notano prese di distanza o misure per contenere la parte votata allo scontro.

    Le reazioni e l’incendio a una roulotte degli attivisti

    La presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ha definito gli eventi «atti di guerriglia urbana indegni di una nazione civile», e ha richiamato l’applicazione del Decreto sicurezza. il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di «estremismo ideologico da isolare». Le opposizioni hanno replicato accusando l’esecutivo di lasciare le forze dell’ordine senza mezzi adeguati.

    Da Venaus a Susa, i sindaci hanno espresso preoccupazione per le violenze, anche da parte di coloro che rimangono contrari all’infrastruttura ferroviaria ad Alta Velocità, e anche questo è un segnale da notare. Infine, se nelle proteste sono emersi anche altri temi, con l’opposizione alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina o la crisi in Medio Oriente, nulla si è sentito sul raddoppio del traforo stradale del Fréjus. Viene inaugurato il 28 febbraio, il giorno dopo la conclusione del Festival di Venaus.

    Nella notte tra il 26 e il 27 luglio, un incendio ha poi interessato una roulotte non utilizzata nella zona in cui si trovano gli attivisti No Tav, a San Didero. Le fiamme si sono propagate anche in ragione del vento e i vigili del fuoco le hanno in seguito spente, senza feriti ma con una polemica sulle loro origini.

    LEGGI ANCHE: Torino-Lione, approvate nuove opere in Val di Susa e Maurienne

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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