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    Home » Articoli » Cosa ricordare della Festa delle Alpi 2025 al colle del Moncenisio
    Europa e Alpi

    Cosa ricordare della Festa delle Alpi 2025 al colle del Moncenisio

    Enrico MartialEnrico Martial1 Settembre 2025
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    La scène au col du Mont-Cenis, pour la Fete des Alpes 2025 (c) Département de la Savoie
    La scène au col du Mont-Cenis, pour la Fete des Alpes 2025 (c) Département de la Savoie
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    La Festa delle Alpi al colle del Moncenisio, il 30 e 31 agosto 2025, ha avuto un buon successo di pubblico e qualità della partecipazione, per gli stand, le associazioni presenti, gli spettacoli e la musica.

    Non era scontato, dopo la prima edizione al Piccolo San Bernardo dell’anno scorso, il 1° settembre. Il luogo era diverso, forse anche le relazioni tra i territori, e vi era il rischio meteo. Invece è andata proprio bene.

    Una festa più grande e più partecipata

    Al colle del Moncenisio c’era più gente dell’anno scorso, e senz’altro il bel tempo e il sole caldo hanno aiutato. Domenica c’era poi ancora più gente di sabato pomeriggio, quando vi è stata l’inaugurazione e il primo spettacolo, con due attori-atleti, un uomo e una donna, a volteggiare sulla chiesa-piramide, un po’ il simbolo recente del colle.

    Così si è capito lo sforzo organizzativo, che sembrava eccessivo, per la gestione del traffico, con le navette e i bus, e i parcheggi organizzati.
    D’altra parte il programma era più strutturato e ricco dello scorso anno: un flusso continuo di seminari e incontri, oltre una trentina di stand, numerose associazioni partecipanti. Sono venuti i gruppi di musica tradizionale della Haute Maurienne e della Valle di Susa, compresi gli spadonari di Venaus. La coincidenza con un festival fokloristico a Susa ha fatto ascoltare nel pomeriggio del 31 agosto altri gruppi europei, che sono saliti al colle. La gente ha partecipato ai balli tradizionali di gruppo, ha assistito agli spettacoli. Davanti al palco dell’inaugurazione, il pomeriggio del 30 agosto, c’era una vera folla.

    La fête des alpes au col du mont cenis (c) nos alpes
    La Festa delle Alpi al colle del Moncenisio, uno degli incontri (c) Nos Alpes

    Il carattere italo-francese, ma c’è del lavoro da fare

    Rispetto all’edizione di avvio della Festa delle Alpi al Piccolo San Bernardo, c’era una simile dimensione territoriale – la Tarentaise con la Savoia e la Valle d’Aosta sono storicamente legate. Si è notata tuttavia una più forte lettura nazionale, tra Italia e Francia.

    Le bandiere nazionali erano molto visibili, lo spettacolo di apertura sulla piramide si è concluso con uno grande spruzzo di colori dei due Paesi. È stato anche questo un fatto utile, che rafforza e contribuisce alla cooperazione tracciata dal Trattato del Quirinale.

    Viceversa, per chi conosce i temi della cooperazione alpina italo-francese, e dopo trent’anni di progetti Interreg, la narrazione pubblica che si è ascoltata parlava ancora di “popoli cugini”, di “amicizia”, con l’impressione che nel concreto i progressi siano sempre difficili.

    D’altra parte, veniamo anche sul piano nazionale da incomprensioni sulle aperture del tunnel di Tenda e della seconda canna del Fréjus. Per la stampa italiana, la tappa transfrontaliera della Vuelta da Susa a Voiron sembrava che finisse al Monginevro, da dove continuava in un imprecisato “oltre confine”. Viceversa, per i media francesi, anche regionali, sembrava che lì cominciasse, per affrontare poi il colle del Lautaret.

    Probabilmente si tratta proprio del lavoro di coesione e di ulteriore costruzione europea che devono realizzare il programma Interreg e il Trattato del Quirinale. La gente comunque, per come l’abbiamo vista, non si faceva problemi, era curiosa, sembrava abituata alla dimensione comune.

    La Festa delle Alpi al colle del Moncenisio, uno degli incontri (c) Nos Alpes
    La Festa delle Alpi al colle del Moncenisio, uno degli incontri (c) Nos Alpes

    La Festa delle Alpi dovrà continuare

    Ci si poteva aspettare un passaggio di testimone con le Hautes-Alpes e il Piemonte con una prossima Festa delle Alpi al colle del Monginevro, ma non è stato il caso.

    La prossima festa ci sarà con ogni probabilità, ma bisognerà vedere dove. Il presidente del Dipartimento della Savoia, Hervé Gaymard, che ha organizzato la prima con la Regione Valle d’Aosta e la seconda con la Regione Piemonte è restato prudente nell’intervista che ci ha rilasciato, ma parso sicuro che avrà seguito.

    Per come l’abbiamo vista noi, con la gente che c’era, la Festa delle Alpi è ora anche un fatto economico. A fine estate, i quattro ristoranti del colle erano pieni, gli stand sono stati un’occasione di comunicazione e di presentazione dei prodotti, anche di marketing. Gli incontri hanno toccato i temi della cooperazione, con una specie di bilancio delle varie filiere, ognuno ha potuto presentarsi.

    La Festa delle Alpi ha anche una dimensione politica

    Poi, la Festa delle Alpi ha anche un doppio carattere politico.

    Uno è più ampio e generale, perché affianca con una dimensione popolare e partecipata la cooperazione più fredda delle commissioni intergovernative o del Trattato del Quirinale o quella più tecnica dei progetti Interreg. Nell’occasione della Festa, questi livelli possono mostrarsi al pubblico, spiegare cosa fanno, come è avvenuto per alcune iniziative Alcotra, o per il gruppo dei giovani del Programma.

    Una seconda dimensione riguarda proprio i territori vicini alla Festa. In questo caso, si può notare un interesse diretto delle Hautes-Alpes e del Piemonte a organizzare la prossima festa.

    Una festa al Monginevro?

    Le Hautes-Alpes e Briançon hanno espresso con forza la loro domanda di cooperazione in materia sanitaria con il Piemonte e i territori vicini, in occasione dell’incontro di Courmayeur del 5 marzo 2025. Inoltre, stanno lavorando per le Olimpiadi, e i ministri, compreso il primo ministro, fanno un via vai continuo a Briançon per le opere da realizzare, dal villaggio olimpico, all’accoglienza degli ospiti, dei media e degli atleti.

    Torino forse accoglierà una delle prove olimpiche del 2030, il pattinaggio di velocità, all’OVAL, e la decisione giungerà forse a ottobre. C’è quindi un interesse dalla Regione Piemonte e della città di Torino. Il presidente della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, Fabrice Pannekoucke, aveva confermato il 28 luglio scorso, al Fréjus – come notava il Dauphiné – il suo sostegno alla scelta di Torino rispetto al Thialf, lo stadio olandese di Heerenveen.

    Anche per prendere il treno per Parigi

    Poi, oltre a questo tema, la relazione al Monginevro è importante, sia perché è un colle sempre aperto, sia perché la stessa Briançon ha maggior facilità a prendere l’alta velocità per Parigi passando da Oulx e dal Fréjus, piuttosto che da Grenoble. È quindi anche interessata ai lavori e alla stazione sul versante italiano della Lione-Torino.

    La convergenza di interessi tra Piemonte e les Hautes-Alpes è a favore di una Festa delle Alpi al Monginevro, anche in un formato da adattare ai luoghi. Non è d’altra parte questione di scadenze elettorali, se si pensa alle prossime elezioni municipali francesi del 2026.

    D’altra parte, l’assessore valdostano Luciano Caveri era al Monginevro per la Festa delle Alpi, mentre si trovava in piena campagna elettorale per le regionali del 29 settembre prossimo. Anche Saint-Jean-de-Maurienne sta comunque organizzando un festival musicale, per settembre 2026, dopo le municipali.

    Alcuni stand al colle del moncenisio per la festa delle alpi (c) nos alpes
    Alcuni stand al colle del Moncenisio per la Festa delle Alpi (c) Nos Alpes

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    Enrico martial
    Enrico Martial
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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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