Lo Storico Carnevale di Ivrea è una costruzione culturale che prende forma tra la fine del Settecento e l’Ottocento, in parallelo con la nascita delle moderne identità civiche. I primi documenti ufficiali risalgono al 1808 ma è soprattutto nella seconda metà del XIX secolo che la manifestazione assume la fisionomia attuale, con un impianto narrativo, rituale e simbolico progressivamente codificato.
Come ogni anno, il suo primo esordio è segnato dall’Epifania, data della marcia inaugurale dei Pifferi e Tamburi, dell’investitura del Generale e delle cerimonie religiose e civili che ne segnano l’effettivo avvio. I prossimi e molteplici eventi, scanditi da un preciso cerimoniale e godenti di una sentita partecipazione collettiva, sono per contro in programma lungo tutto il mese di febbraio sino al conclusivo mercoledì 18.
Le radici dello Storico Carnevale di Ivrea
Lo Storico Carnevale di Ivrea fonde leggenda e invenzione simbolica in un cerimoniale che mette in scena le tematiche della libertà, della ribellione contro l’arbitrio e dell’identità comunitaria. Il suo cuore simbolico è la figura della Vezzosa Mugnaia, introdotta nel 1858 e ispirata alla leggenda di Violetta, figlia di un mugnaio che si ribella al signore locale per sottrarsi alla sua tirannia.
Il gesto della giovane di uccidere l’uomo diviene nel racconto carnevalesco l’atto fondativo della libertà cittadina, trasformando lei da mero personaggio folclorico a vera e propria eroina civile. Tale narrazione altro non fa se non rielaborare motivi diffusi nella cultura europea quali la critica allo ius primae noctis e al potere feudale trasformandoli in una storia locale dotata di forte valore identitario.
Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, poi, la manifestazione si arricchisce di figure e rituali tra cui il Generale di ispirazione napoleonica, il Podestà e il Sostituto Gran Cancelliere ma anche l’alzata degli Abbà e l’abbruciamento degli Scarli. Tali elementi costruiscono una sorta di “teatro civile” che occupa le strade, le piazze e i ponti della città, rendendolo uno spazio scenico in cui il passato viene continuamente raccontato, interpretato e condiviso.
La Battaglia delle arance
Inserito dal 1956 tra le manifestazioni italiane di rilevanza internazionale, lo Storico Carnevale di Ivrea continua a rappresentare un dispositivo culturale attraverso cui una comunità racconta se stessa, il proprio passato e i propri valori. Nonostante tale palese ricchezza culturale, uno dei dei suoi elementi chiave e momenti più noti e riconosciuti a livello tanto italiano quanto transfrontaliero coincide con la Battaglia delle arance.
Tale evento si svolge lungo tre giorni nelle principali piazze della città, con squadre a piedi che rappresentano gli insorti e carri da getto che incarnano simbolicamente le forze del potere. Pur non avendo origini medievali, esso è divenuto nel tempo il momento di massima partecipazione e visibilità del Carnevale, una rielaborazione novecentesca del conflitto tra popolo e potere.
Il programma 2026
Come accennato, dopo l’apertura ufficiale dello scorso martedì 6 gennaio, lo Storico Carnevale di Ivrea riprenderà lungo le domeniche del 1° e dell’8 febbraio dedicate alle fasi preparatorie. In tale contesto, oltre alle tradizionali “fagiolate” nei rioni, si svolgeranno la cerimonia della Prise du Drapeau, la consegna solenne della bandiera che segna l’inizio ufficiale della campagna carnevalesca, e le prime parate.
Il fulcro della manifestazione si concentrerà tra il Giovedì Grasso (12 febbraio) e il Martedì di Carnevale (17 febbraio), con il consueto cerimoniale che prevede la presentazione della Mugnaia, le sfilate notturne, le visite istituzionali. Seguiranno, ancora, l’innalzamento e l’abbruciamento degli Scarli, pali avvolti di fascette di erica con in cima una piccola bandiera, e la Battaglia delle arance, in programma domenica 15, lunedì 16 e martedì 17 febbraio.
Lo Storico Carnevale di Ivrea si chiuderà simbolicamente mercoledì 18 febbraio con la tradizionale distribuzione di polenta e merluzzo in Piazza Lamarmora, che accompagna la città dal tempo straordinario della festa al ritorno alla quotidianità.
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