È con un’esposizione straordinaria del Giovanni Battista di Caravaggio (che sarà aperta fino al 6 aprile) che il Forte di Bard ha voluto festeggiare e raccontare i suoi primi vent’anni di polo culturale.

Nella serata di ieri, martedì 13 gennaio 2026, il complesso monumentale della Bassa Valle ha voluto rinnovare l’attenzione di tutti coloro che hanno creduto e contribuito alla sua creazione con una serata-evento che non è stata soltanto la celebrazione della sua storia più recente, ma la dichiarazione della sua nuova identità. È oggi un centro museale inserito nel più ampio sistema espositivo italiano ed europeo che vede nel proprio futuro il rafforzamento dell’essere polo culturale delle Alpi e il consolidamento della collaborazione con i grandi circuiti italiani.

Forte di Bard come spazio di cultura

Vent’anni dopo l’inaugurazione del suo nuovo volto, il Forte si rilancia come spazio di cultura: una macchina espositiva, pedagogica e culturale che guarda tanto alla Valle d’Aosta quanto alla platea nazionale degli appassionati d’arte e architettura.

Il nuovo Forte venne inaugurato 13 gennaio del 2006, al termine di cantieri e di interventi di recupero durati dieci anni. Era l’anno delle Olimpiadi invernali di Torino. A tagliare il nastro il presidente della Regione Luciano Caveri. A vent’anni esatti di distanza, l’Associazione Forte di Bard ha voluto celebrare il ventennale di attività con il lancio del progetto Capolavoro al Forte che vedrà alternarsi in mostra ogni anno, sino al 2028, tre grandi capolavori dell’arte italiana all’interno della ex Cappella militare, dedicata a San Maurizio. Il primo porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio: il San Giovanni Battista.

A rappresentare l’arte italiana, volevamo una personalità che esprimesse in modo significativo la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna tutto il mondo ci invidia – ha commentato la presidente dell’Associazione Forte di Bard (che ha in carico la sua gestione) Ornella Badery, evidenziando l’importanza della collaborazione e del sostegno della Galleria Borghese per il prestito del Caravaggio e della società MondoMostre per la concretizzazione del progetto Capolavoro al Forte.

La presenza del San Giovanni Battista, esemplare testimonianza di come dal nero delle sue tele il pittore riuscisse a dare luce ai suoi personaggi, non è solo un’attraente opportunità espositiva, ma è un nuovo manifesto per il Forte: richiamare grandi opere e grandi istituzioni per accrescere la propria reputazione e consolidare la propria funzione di catalizzatore culturale. Per la comunità locale è motivo d’orgoglio; per i visitatori è l’occasione di vedere, in uno spazio unico, la commistione fra potenza storica e qualità contemporanea dell’offerta culturale.

Il cammino dei vent’anni del Forte di Bard

Nella serata evento la presidente del Forte di Bard, Ornella Badery, ha tracciato il cammino, non sempre facile, del polo museale della Bassa Valle d’Aosta. Ne è emersa la capacità di un luogo di reinventarsi senza tradire la propria memoria.

“I prossimi obiettivi che ci siamo assegnati – ha spiegato la Presidente del Forte – sono quelli di rappresentare il polo culturale della montagna della Valle d’Aosta, programmare e attuare attività volte a favorire la fruizione del Forte, del Borgo di Bard e del territorio circostante e costruire un centro di documentazione alpina riconosciuto della cultura montana”.

«Il Forte di Bard esprime oggi un posizionamento di alto livello quale polo di attrazione culturale e turistica nazionale. – ha dichiarato Badery -. Si sta così rafforzando il ruolo di polo di riferimento della Bassa Valle e quindi l’importanza delle sue ricadute sull’economia del territorio. Questo riconoscimento è il risultato di un insieme di attività poliedriche che raggiungono segmenti di mercato eterogenei che permettono di massimizzare l’attenzione del pubblico e destagionalizzare i flussi.

Il Giovanni Battista di Caravaggio esposto al Forte di Bard fino al 6 aprile 2026 (c) Sandra Bovo Nos Alpes

Un luogo simbolo per la Valle d’Aosta

La festa del ventennale ha quindi voluto essere un omaggio alla straordinaria rinascita compiuta con i restauri e, al tempo stesso, al riconoscimento del Forte come vetrina di rilievo del presente e del futuro culturale della Valle d’Aosta.

Così come ha detto nel suo intervento il presidente della Regione Renzo Testolin: “Un luogo simbolo per la nostra Regione, che con il suo dinamismo è riuscito a dare un forte contributo ad un’economia che risentiva della crisi degli Anni Ottanta, soprattutto nella Bassa Valle che soffriva del declino industriale.

Coloro che hanno cominciato questo percorso, come il presidente Dino Viérin, hanno fatto importanti e strategiche scelte, che noi oggi cerchiamo di rinnovare e replicare anche in altri contesti. Scelte che allora sono stati lungimiranti per permettere al territorio valdostano, soprattutto quello della bassa valle, di affrontare un percorso vincente, riuscendo a creare reti e relazioni che si sono dimostrate determinanti per il proprio sviluppo”.

Negli ultimi vent’anni il calendario del Forte è diventato fitta tessitura di mostre, rassegne, spettacoli e progetti culturali rivolti a pubblici diversi: dalle famiglie agli specialisti d’arte, dai turisti internazionali ai residenti. Questo incessante lavoro di programmazione ha trasformato la rocca in uno spazio vivo, capace di mettere in rete la Valle d’Aosta con i grandi circuiti nazionali dei siti architettonici e museali.

5 milioni di ingressi in vent’anni

Dal 2006 al 2025 sono stati oltre 5 milioni gli ingressi. Nell’ultimo anno oltre 400 mila coloro che hanno visitato i musei e le mostre.

Il Forte non è soltanto contenitore di mostre, attraverso le sue sale e i suoi musei racconta la sua storia. Una storia che ha segnato la sorte del territorio. Tra le sue pagine, il passaggio di Napoleone nel 1800, durante la campagna d’Italia, che ne mutò il destino militare e simbolico.

Oggi il Forte ospita tra le sue sale anche il Museo delle Alpi, un percorso espositivo che racconta l’ambiente montano, la sua storia naturale e umana, e che ha fatto del complesso un punto di riferimento per l’intero territorio valdostano.

Un omaggio alle terre alte e alla sostenibilità, altro percorso culturale intrapreso dal Forte, come ha sottolineato in un video messaggio inviato per la serata di ieri il Ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin: Sono vent’anni di tutela, di amore per la storia e per la natura e di autentica cultura della montagna,  – ha detto il Ministro parlando di una sfida straordinaria, quella del Forte, per testimoniare quei cambiamenti climatici che vedono i territori di montagna essere i soggetti più sensibili e da tutelare con maggiore attenzione, anche attraverso la Convenzione delle Alpi.

Fino al 6 aprile, il pubblico avrà l’opportunità di immergersi nell’universo artistico di Fernando Botero attraverso oltre cento opere, tra cui disegni, pitture e sculture. Una collezione che esplora tutti i temi più cari all’autore, rivelando anche l’influenza e la contaminazione dei grandi maestri del Rinascimento italiano, dai quali Botero ha tratto ispirazione.

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