Corentin Fénard ci offre il ritratto di una sua esperienza al Vieux Carouge, a Ginevra, che diventa un consiglio per tutti, e che mescola temi dell’identità e della scoperta.
Chiedete a un ginevrino dove gustare la migliore fonduta. La risposta è immediata: «Au Vieux Carouge». Situato nel cuore della città sarda (passata dal Regno di Sardegna e Piemonte al Cantone di Ginevra solo nel 1816), il locale è più di un ristorante, è un monumento.
Dal 1982 perpetua un’arte di vivere alpina, unendo così la storia del Regno di Sardegna e degli Stati di Savoia del quartiere alla dimensione delle montagne vallesane.
Un carnotzet fuori dal tempo
Varcando la soglia del 27 rue Jacques-Dalphin, si attraversa un portale temporale. Dall’atmosfera di Carouge, si passa improvvisamente a un autentico carnotzet, la cantina per gli amici, anche nell’Alta Savoia: crotta in Valle d’Aosta, tavernetta in Piemonte. Qui, le boiserie patinate e il calore avvolgente invitano a un’immersione totale. È un mix singolare: l’architettura piemontese dell’edificio ospita ora, e per sempre, l’anima di un vecchio chalet svizzero.
Il locale riesce in un’impresa rara: riunire tutte le generazioni. A mezzogiorno, i clienti abituali del quartiere e i lavoratori si affollano per riscaldarsi. La sera, invece, subentrano famiglie e amici. Nelle serate con le partita di calcio, l’atmosfera si fa ancora più vivace. Si ritrova allora il fervore dei bistrot di paese di un tempo, dove si vibra insieme in un allegro brusio.
Cucina genuina e servizio montanaro
Qui non ci sono fronzoli. Ai fornelli, Jacky Luyet difende una cucina genuina. Fondute cremose, rösti croccanti o generose crostate al formaggio: tutto è preparato con rispetto. Inoltre, la cantina rimane fedelmente ed esclusivamente svizzera. Anche se Marida oggi si gode una meritata pensione, il suo spirito benevolo permea ancora il locale. Il servizio mantiene il suo carattere montanaro: diretto, a volte un po’ rude, ma fondamentalmente sincero e caloroso.
Il momento clou rimane la fine del servizio. Infatti, Jacky lascia la cucina, bicchiere alla mano, per salutare ogni tavolo. Un gesto semplice che trasforma una cena in un vero momento di condivisione.
Le regole della casa
Attenzione, il Vieux Carouge va guadagnato e impone le sue regole. Innanzitutto, il pagamento avviene esclusivamente in contanti; un ritorno alle origini che contribuisce al suo fascino.
Inoltre, la prenotazione è vivamente consigliata, dato che il locale è molto frequentato dagli intenditori. In una Ginevra in continuo mutamento, questo ristorante rimane un punto di riferimento immutabile. Insomma, un rifugio dove mangiare bene è semplicemente sinonimo di convivialità.
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