Le Alpi francesi, quelle italiane e svizzere sono state interessate in diverse zone da un pericolo valanga elevato, con classificazioni che in diverse zone raggiungono il grado 4 (“forte”) e localmente il 5 (“molto forte”): a Valloire, una persona è morta per gli effetti di una valanga su un villaggio, un altro distacco ha travolto alcuni sciatori a La Grave, nelle Hautes Alpes.
A Valloire, in Savoia, valanga su un villaggio
A Valloire, in Savoia, nella Maurienne, il 17 febbraio 2026 una valanga si è staccata spontaneamente sopra il villaggio di La Rivine, causando la morte di una donna sessantenne, residente secondaria del vicino villaggio des Verneys, e il ferimento di altre tre persone. Non è stato un classico evento in quota, con gli sciatori fuoripista. Erano persone a piedi, che si trovavano su un percorso a poche decine di metri dalle abitazioni.
Il distacco è avvenuto oltre i 2300-2400 metri di quota sul versante della Sétaz e la massa nevosa ha percorso quasi mille metri di dislivello, arrestando la sua corsa a circa 1500 metri di quota. Secondo le prime ipotesi, una sovraccarica su uno strato fragile del manto nevoso avrebbe innescato una colata ampia ma non particolarmente spessa, che ha generato un aerosol di neve e detriti.
L’intervento di soccorso ha mobilitato oltre duecento persone e fino a dieci unità cinofile. Nel pomeriggio di giovedì l’accesso al hameau di La Rivine è stato riaperto con ordinanza comunale. Il contesto è rimasto comunque esposto a rischio: la strada verso il villaggio di Bonnenuit è rimasta chiusa. I passaggi sono consentiti ai soli residenti in convoglio e con dispositivi di ricerca in caso di valanga a bordo dei veicoli.
Vi è preoccupazione per l’evoluzione del manto nevoso nei giorni successivi, in presenza di nuove nevicate e di un possibile rialzo termico.
In Valle d’Aosta, una slavina su cinque sci-alpinisti, un morto
In Valle d’Aosta, il 19 febbraio, nel pomeriggio, sotto punta Leysser a Saint-Pierre, una slavina ha travolto cinque sci-alpinisti svizzeri e tedeschi, provocando un morto.
Un ferito è ricoverato all’Ospedale Parini e gli altri tre sono rimasti illesi. L’intervento di soccorso è stato reso difficile dalle condizioni meteorologiche.
A La Grave, fuoripista, due decessi
Il 17 febbraio 2026 una valanga ha colpito la zona di La Grave, nelle Hautes-Alpes, tra il colle del Lautaret e il massiccio della Meije, non lontano dal confine con la Savoia. La località è nota per lo sci fuoripista su itinerari non battuti. Si trova a circa 1.500 metri di quota e si sviluppa ai piedi di versanti ripidi che superano i 3.000 metri.
La mattina del 17 febbraio un gruppo di cinque sciatori impegnati in un itinerario fuoripista è stato travolto da una valanga a lastroni al passaggio del gruppo su un pendio.
Due persone sono state recuperate in arresto cardio-respiratorio e dichiarate morte poco dopo. Una guida alpina è rimasta ferita ed è stata trasportata in elicottero verso l’ospedale di Grenoble. Infine, altri due sciatori sono usciti illesi o con lievi conseguenze. Quel giorno il livello di rischio valanghe era indicato come forte (4 su 5), con neve fresca e accumuli ventati che rendevano instabili i pendii.
Una valanga programmata colpisce gli impianti, e crollano due pensiline fotovoltaiche
Per dare una misura della situazione, l’instabilità nevosa provoca pericoli e danni in varie situazioni anche nelle zone con maggiore controllo.
Il 17 febbraio, nell’ambito di un intervento di distacco preventivo di valanghe a Méribel-Mottaret, al centro delle 3 Vallées in Savoia, una valanga ha raggiunto la seggiovia del Châtelet. Ha colpito parzialmente la stazione di partenza e danneggiato il primo pilone dell’impianto di risalita.
Alla stazione di Superdévoluy, nelle Hautes Alpes, tra Gap e Grenoble, si sono verificati due cedimenti in zona urbana per il peso della neve. Lunedì 16 febbraio, poco prima delle 18, è crollata una delle due pensiline fotovoltaiche che coprivano un parcheggio, lunga circa 220 metri e larga 10. Martedì 17 febbraio, verso le 16.30, è collassata anche la seconda. Non si registrano feriti, ma il crollo ha provocato disagi e l’impossibilità, almeno nell’immediato, per i proprietari dei veicoli danneggiati di accedere alle proprie auto.
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