Il 25 febbraio 2026, la Commissione della cultura, dell’educazione, della comunicazione e dello sport del Senato ha audito il presidente del comitato organizzatore (COJOP), Edgar Grospiron e il delegato interministeriale Pierre-Antoine Molina.

L’audizione era attesa, in una fase di incertezza del COJOP, in cui parte dello staff di Grospiron ha lasciato senza che sia conosciuta la nuova squadra.

Grospiron ha difeso con forza la propria leadership. I senatori ne hanno preso atto, ma non sono sembrati proprio convinti.

All’audizione, Grospiron sempre al centro

Al momento dell’audizione, i rapporti interni al COJOP erano già definiti.

Negli ultimi due mesi il Cojop aveva registrato le dimissioni della direttrice delle operazioni Anne Murac, del direttore della comunicazione Arthur Richer e del presidente del comitato remunerazioni Bertrand Méheut, già presidente del gruppo Canal+. La crisi si è aggravata con lo scontro tra Edgar Grospiron e il direttore generale Cyril Linette, nominato nell’aprile 2025 dallo stesso presidente.

L’11 febbraio le principali parti coinvolte – governo, comitati olimpico e paralimpico e le due Regioni Sud e Auvergne Rhône-Alpes – hanno preso atto dei “disaccordi insormontabili” tra i due dirigenti, ma soprattutto hanno incaricato il presidente Grospiron di risolvere la situazione. Così facendo, hanno preparato quindi l’uscita del direttore Linette, citata ancora il 22 febbraio, a Milano. È stata confermata con un comunicato pochi minuti prima dell’audizione al Senato.

Tuttavia, nei giorni precedenti, il clima non è stato proprio favorevole anche per il presidente Grospiron. Si è parlato di affiancarlo con altre capacità e limitarne probabilmente ruolo e funzione.

Si è visto il diretto sostegno del presidente della Regione Sud, Renaud Muselier. Da parte di altri membri, tra cui la ministra dello sport Marina Ferrari, e il presidente della Regione Auvergne Rhône-Alpes, Fabrice Pannekoucke (che ha annunciato una riduzione del sostegno finanziario della Regione) si è vista qualche prudenza in più.

I ritardi ad Albertville e poi la mappa dei siti

Nell’audizione, ci sono state alcune parti istituzionali, a sostegno del progetto olimpico nel suo insieme. In mezzo, sono emersi alcuni punti più critici. Oltre a ricordare che il Dipartimento della Savoia e la Regione Rhône-Alpes avevano ridotto il proprio impegno, anche finanziario, nell’audizione, sono state richiamate alcune spese realizzate con procedure diverse da quelle previste, l’aumento di personale con nuovi consulenti, l’aumento di stipendi ad alcuni quadri, con nuove funzioni.

Sul piano dei ritardi, ad Albertville il 23 febbraio, si sarebbe dovuto conoscere il logo, gli elementi di identità dei Giochi 2030 e una mappa delle competizioni. Grospiron ha riconosciuto “un mese e mezzo o due mesi e mezzo di ritardo” sull’organizzazione generale.

Sulla mappa dei siti, ha detto che l’85 per cento è già completato. Bisogna ancora scegliere tra Val d’Isère e Courchevel sullo sci alpino, tra Torino e i Paesi Bassi per il pattinaggio di velocità e alcuni siti per gli sport paralimpici. Ha detto che le “turbulenze” che non cambiano il risultato, e che i Giochi saranno “consegnati” nei tempi previsti.

Logo e identità visuale sono in corso di approvazione (il CIO li avrebbe già approvati) e saranno resi noti nelle prossime settimane o mesi.

Le ragioni della rottura ?

Sulle ragioni della rottura, Grospiron ha evocato “problemi organizzativi” e “esigenze” espresse dal direttore generale Linette su alcune figure interne, e ha richiamato una “clausola di riservatezza estremamente stringente”. Cosa sia successo dunque non è emerso.

La risposta non ha d’altra parte ha convinto alcuni senatori, che hanno ricordato che il controllo parlamentare non può essere limitato da accordi interni a un’associazione. Per Grospiron, questi cambiamenti nella struttura di gestione sono necessari proprio per preparare nei tempi utili i Giochi del 2030. Poi, alla domanda su possibili sue dimissioni ha respinto con forza l’ipotesi, e si è detto “al 100 per cento coinvolto e impegnato”.

In ogni caso, aver posto pubblicamente la questione l’ha concretamente portata nel dibattito pubblico, ed è stato forse questo l’elemento più critico per Grospiron nella sua audizione. Si vedrà il seguito, in attesa della prossima riunione del comitato esecutivo dle COJOP, prevista per il 19 marzo.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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