Michel Moriceau ci propone la lettura del libro di Stéphanie Bodet, À l’écoute du silence. Immergiamoci in un’atmosfera di contemplazione in montagna, lontano dalla frenesia della vita urbana.

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In un mondo frenetico, brulicante, assordante, tutto accelera e le idee si confondono nel vortice di vite martoriate dal rumore. L’illustrazione sonora della quotidianità soffoca i sussurri di un ambiente vivo, che vibra al ritmo delle stagioni secondo gli umori del tempo e i capricci di una società ludica e consumistica.

Animata dal desiderio di calma, in cerca di rifugio lontano dalla folla e dalle sue follie assordanti, Stéphanie Bodet ha iniziato ad ascoltare il silenzio, i suoi fremiti, le sue pause tra lo sciabordio dell’acqua, lo scricchiolio della neve, il cinguettio di un uccellino al risveglio mattutino.

Dal suo indispensabile rifugio sul fianco della montagna, si concede un concerto confortante con ciò che la circonda. Alza gli occhi e si abbandona, rabbrividisce di fronte alle montagne che stimolano la sua immaginazione e le ispirano un senso di eternità. Si immerge nella quiete di un luogo sperduto, condividendo questo privilegio e avventurandosi a contatto con coloro i cui eccessi hanno assalito le sue orecchie.

Rilegge Seneca, perché «tutto può essere solo rumore all’esterno, purché non ci sia tumulto in (lei)». Con la scelta della sfumatura e della parola giusta, colora un silenzio che passa volentieri dall’ombra alla luce. Ne sottolinea la potenza evocativa, l’estetica della sobrietà e il suo eloquente messaggio di serenità.

Si è imposta una possibilità allontanandosi «dal teatro degli uomini». Ha colto la felicità di rallentare, di non correre più verso il rischio. Respira la solitudine, addomestica il paesaggio e si meraviglia. Allontanandosi dalla sua zona di comfort per la rusticità di una casetta isolata, esalta il gusto del sale, quello di un destino personale fatto di scalate interiori e sguardi verso il cielo, di dialoghi con la terra e di ricerca di uno spazio di purezza.

La testimonianza di Stéphanie Bodet è un rimedio contro l’oblio di ciò che è essenziale nell’eredità che ci è stata affidata. Speriamo di trovare in noi la forza di proteggere il mondo, di abitarlo con saggezza e di prosperare in esso imparando a liberarci dalla parola, a prenderci cura del selvaggio e dell’autentico e a meditare sulle nostre ragioni d’essere.

Ascoltare il silenzio, «in una Quaresima di parole», è il momento di una storia in cui si incrociano utopia e realtà, pazienza e inquietudine, sincerità e umiltà. I movimenti di una piccola musica di vita, dolce e fluida, si susseguono con un tono giusto, puro e armonioso.

Stéphanie Bodet ci eleva con eleganza sulla via del rispetto di ciò che è semplice e semplicemente bello.

Stéphanie Bodet, A L’ECOUTE DU SILENCE, Éditions des Équateurs / Humensis, 2025
(Illustration de couverture : Fabienne Verdier)

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Michel Moriceau è uno degli animatori del Salone Internazionale del Libro di Montagna di Passy. È presidente del Consiglio di sorveglianza degli Ospedali del Pays du Mont-Blanc, Cavaliere della Legion d'Onore, amministratore della FACIM (Fondazione per l'azione culturale internazionale in montagna) e dell'Association pour la qualité de vie au travail des professionnels de santé. È autore di La vie en parenthèses (1999), Valeur Refuge (2017) La vie suspendue (2019), La vie entre les lignes (2024), e anche di Traces de vie, La vie pharisienne, Opera bouffe, La vie en vrac.

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