Tra sabato 21 marzo e domenica 12 luglio, il Forte di Bard accoglie la 61ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, tra i più prestigiosi appuntamenti mondiali dedicati all’immagine naturalistica. L’esposizione, allestita negli spazi delle Cannoniere, propone una selezione di circa 100 fotografie premiate, capaci di raccontare la biodiversità del Pianeta attraverso sguardi autoriali provenienti da ogni suo angolo.

Il concorso

Il Wildlife Photographer of the Year è promosso dal Natural History Museum di Londra e ogni anno raccoglie decine di migliaia di candidature in una mostra itinerante che raggiunge un pubblico internazionale di oltre un milione di visitatori. L’edizione 2025 ha collezionato oltre 60 mila immagini inviate da fotografi di 113 Paesi, opere a loro volta valutate in forma anonima da una giuria internazionale composta da esperti di fotografia, scienza e conservazione.

Il risultato è una narrazione visiva articolata che spazia dai comportamenti animali più rari agli ecosistemi fragili sino alle conseguenze del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità. Una occasione per osservare da vicino la straordinaria varietà del mondo naturale e, allo stesso tempo, riflettere sulle responsabilità collettive in capo all’essere umano nella sua salvaguardia.

Il Wildlife Photographer of the Year 2025 al Forte di Bard

Come ogni anno, anche il Forte di Bard ha dedicato alle immagino del Wildlife Photographer of the Year 2025 un vasto percorso espositivo che punta su di una esperienza visiva e di storytelling quanto più possibile coinvolgente. Le fotografie sono presentate in grandi formati retroilluminati, capaci di esaltarne dettagli e profondità, mentre una selezione aggiuntiva di immagini votate dal pubblico è proiettata in loop su maxi schermo.

A completare l’allestimento subentrano ancora contenuti video e materiali di backstage che palesano il processo creativo degli autori, offrendo uno sguardo ravvicinato sulle tecniche e sulle storie che si celano dietro gli scatti. Di particolare rilevanza, oltre al solo valore artistico, anche la forte dimensione educativa insita in tematiche cruciali quali crisi climatica, perdita di habitat e tutela delle specie, che a sua volta utilizza la fotografia come strumento di sensibilizzazione.

I vincitori

A conquistare il titolo di Wildlife Photographer of the Year 2025 è stato il sudafricano Wim van den Heever con “Ghost Town Visitor”, che ritrae una iena bruna che si aggira tra le rovine di Kolmanskop, in Namibia, ex centro minerario abbandonato. Realizzato con fototrappole dopo anni di osservazione, lo scatto colpisce per la sua atmosfera sospesa e per il suo significato simbolico di una natura che lentamente si riappropria degli spazi costruiti dall’uomo.

L’Italia spicca in concorso grazie ad Andrea Dominizi, primo vincitore under 17 della Penisola con il suo “After the Destruction”, che racconta la fragilità degli habitat attraverso un coleottero in una area disboscata dei Monti Lepini. Accanto a Philipp Egger nella categoria “Ritratti di animali” grazie a “Shadow Hunter”, intenso ritratto di un gufo reale nelle Alpi altoatesine, ta le menzioni di onore figurano anche Fortunato GattoRoberto Marchegiani e Gabriella Comi.

Se per la Svizzera non emergono vincitori di categoria né premi principali nell’edizione 2025, la Francia risulta comunque bene rappresentata con Lubin Godin (“Alpine Dawn”, categoria 11-14 anni), Quentin Martinez (“Frolicking Frog”, categoria “Behaviour: Amphibians and Reptiles”) e la menzione speciale di Greg Lecoeur.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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