L’11 aprile 2026 l’Università della Valle d’Aosta ospita una conferenza sul restauro di Notre-Dame de Paris con Philippe Villeneuve, architetto capo della ricostruzione della cattedrale dopo l’incendio del 15 aprile 2019.

L’incontro, previsto alle 11 alla sede universitaria in via Monte Vodice ad Aosta, chiude il programma delle Journées de la Francophonie 2026 e offre un’occasione per conoscere le scelte tecniche e architettoniche di uno dei cantieri di restauro più complessi d’Europa nel XXI secolo.

L’incontro è strutturato come un dialogo tra Philippe Villeneuve e Carlo Blasi, architetto italiano e unico professionista non francese ad aver partecipato al restauro della cattedrale. I due affronteranno le questioni legate ai lavori e alla gestione del patrimonio, a partire dalla loro esperienza diretta sul cantiere parigino.

La conferenza è organizzata dall’Alliance française Valle d’Aosta, con il supporto della Regione autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ordine regionale degli Architetti Progettisti d’interni, Paesaggisti e Conservatori. Sarà introdotta dal presidente della Regione Renzo Testolin, dalla rettrice dell’Università della Valle d’Aosta Manuela Ceretta e dalla presidente dell’ Alliance Française Vallée d’Aoste Christine Valeton.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti e l’evento è accreditato dall’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta per la formazione continua.

L’incendio del 2019 e i danni alla cattedrale

L’incendio ai danni della cattedrale di Notre-Dame de Paris divampato il 15 aprile 2019 si è sviluppato nel sottotetto, alla base della guglia composta da 500 tonnellate di legno e 250 tonnellate di piombo. Secondo le ricostruzioni le fiamme si sono generate da un cortocircuito e si sono propagate rapidamente dal sottotetto all’intera copertura, costruita con il legno di 1.300 querce, distruggendola nel giro di poco più di quindici ore.

Quattrocento vigili del fuoco hanno partecipato alle operazioni di spegnimento, condotte anche con l’ausilio del robot cingolato Colossus, in grado di trasportare 200 metri di tubi e sparare 3.000 litri d’acqua al minuto, con due motobarca pompe sulla Senna e diciotto lance.

Le operazioni antincendio hanno impiegato metodi diversi a seconda delle zone della cattedrale. Nella navata è stato usato un drone terrestre per abbassare la temperatura e ridurre i rischi per il personale, mentre le torri sono state attaccate dall’interno, per favorire la fuoriuscita dei gas caldi e limitare l’aumento della temperatura. Sui quattrocento vigili del fuoco mobilitati, una ventina è entrata nell’edificio.

L’incendio ha causato la perdita del tetto, la cui struttura lignea risaliva in gran parte al XIII secolo, della guglia, progettata dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc nel 1858-1859, e il crollo parziale della volta nella navata centrale e nel transetto, con danni all’ambone e all’altare maggiore.

I lavori di restauro, già nel 2019 CC BY-SA 2.0, Guillaume Baviere Wikimedia Commons

Restauro e ricostruzione

La fase più impegnativa del restauro è stata la ricostruzione della copertura, della guglia, delle volte, dell’attico della navata centrale e del coro, oltre alla struttura della torre nord, parzialmente danneggiata dall’incendio. I lavori sono stati diretti dall’architetto capo di Notre-Dame, Philippe Villeneuve, con Rémy Fromont, responsabile della ricostruzione del tetto e Pascal Prunet, delle volte della navata. Questa fase è durata circa due anni, a partire dall’autunno 2022, dopo il completamento della messa in sicurezza dell’edificio.

La messa in sicurezza, durata anch’essa circa due anni, si era resa necessaria perché la cattedrale aveva perso parti strutturali importanti ed era esposta al rischio di crolli. Gli archi rampanti, che sostengono le alte pareti gotiche, furono rinforzati con grandi centine; un tetto provvisorio impermeabile venne installato per proteggere la struttura dalle intemperie.

Fu inoltre rimossa gradualmente l’imponente impalcatura metallica costruita per il restauro della guglia e deformata dall’incendio. Solo dopo questa operazione poté iniziare la ricostruzione: con l’aiuto di grandi gru furono ricostruite la volta della crociera, le strutture del tetto e infine la guglia, rifatta à l’identique secondo il progetto di Viollet-le-Duc. Il cantiere ha anche integrato nuovi sistemi di sicurezza antincendio, basati su pareti metalliche e vaporizzatori.

Philippe Villeneuve e il restauro di Notre-Dame

Philippe Villeneuve, nato il 3 marzo 1963 a Boulogne-Billancourt, è architetto capo dei monumenti storici. Ha ricevuto l’incarico per Notre-Dame nel 2013, dopo esperienze su importanti edifici del patrimonio francese, tra cui il dominio nazionale di Chambord dal 2011 e diversi monumenti della Charente-Maritime, come la cattedrale Saint-Louis e il ponte trasportatore di Martrou a Rochefort.

Dopo l’incendio del 2019, ha coordinato le operazioni di messa in sicurezza e ha guidato le scelte decisive del cantiere: la conservazione massima delle parti storiche, la ricostruzione della guglia secondo il progetto originale di Viollet-le-Duc e il ripristino della carpenteria lignea con tecniche tradizionali.

Il cantiere ha coinvolto diverse centinaia di specialisti, tra ricercatori, artigiani, storici e ingegneri, nell’ambito di un contesto istituzionale complesso che ha visto la partecipazione dello Stato francese e degli enti preposti alla tutela del patrimonio.

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Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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