Jacques Martinet ci presenta un epilogo storico nell’ultimo episodio del suo racconto in quattro parti, “Il templare”.


Due secoli dopo

La collegiata di Sant’Orso ha cambiato volto. Il suo stile romanico è stato sostituito dal più moderno gotico e mancano pochi giorni per ultimare i lavori. All’interno un giovane prete segue gli operai che stanno scavando in prossimità del vecchio altare. Lì ora sorgerà la postazione del coro, ma mentre uno degli operai scava trova qualcosa.

«C’è un disegno qui sotto!», esclama.

Rimuovono uno strato del pavimento antico che nascondeva un mosaico di almeno tre metri. Il prete si avvicina, vede il leone, il combattente e poi legge le parole scritte in un cerchio: Sator, Arepo, Tenet… e per poco le gambe non gli vengono meno.

«Non dite niente a nessuno e attendiamo l’arrivo del Priore.»

***

Nel nuovo castello di Issogne, Giorgio di Challant si aggira di stanza in stanza, fermandosi qua e là per ammirare i nuovi affreschi da lui voluti, gustando un grappolo d’uva o godendo della meravigliosa vista dall’alto del castello. A un tratto uno dei servitori richiama la sua attenzione: è arrivato un messo a cavallo dicendo che la sua presenza è richiesta nella collegiata di Sant’Orso, con urgenza.

Dopo alcune ore di viaggio a cavallo Giorgio arriva alla collegiata e il giovane prete è lì fuori ad attenderlo.

«Padre! Avete l’aria sconvolta, c’è stato qualche incidente?»

«No Priore.»

«Un problema con le vetrate del coro?»

«Peggio…» Dice il prete guardandosi attorno. «Templari!»

«Templari…» ripete sottovoce Giorgio.

Entrano in chiesa e arrivano davanti al mosaico. Giorgio è il Priore della collegiata e uomo di cultura, vedendo le parole del quadrato magico le riconosce subito.

Medita sul da farsi camminando nel chiostro istoriato, assieme al prete sempre più in preda al panico.

«Bisogna cancellarlo, dobbiamo distruggerlo!»

«Distruggerlo…» Dice pensieroso Giorgio di Challant. «dovrebbe essere peccato distruggere un’opera d’arte, padre.»

«Ma peccato non è, Priore. Sarebbe bene eliminare ogni traccia del loro passaggio qui. Sono stati accusati di eresia, il Papa in persona ha rinnegato il loro ordine! Chissà quali dei riti orrendi sono stati perpetuati in questa chiesa e…»

«Calmatevi padre!»

Il Priore riflette ammirando le sculture sui capitelli istoriati.

«Vede, questo sacro chiostro abbiamo deciso di mantenerlo intatto, perché?»

«Come ha detto lei, perché è sacro, antico e bellissimo.»

«E la bellezza va preservata padre.»

Il prete ha lo sguardo preoccupato ma si fida del Priore.

«Il tempo in cui viviamo ci impone di doverlo nascondere» Continua fiero Giorgio. «ma noi lo preserveremo! Con la speranza che un giorno possa essere esposto.»

«Saggia decisione. Io lo nasconderei al più presto, tra una settimana il coro canterà proprio in quel punto. Che Dio ci aiuti.»

Giorgio resta a camminare nel vecchio chiostro. Ne conosce ogni incisione, ogni affresco, e guardando il verde e curato prato al centro percepisce una sensazione di pace irraggiungibile restando nei corridoi del chiostro. Si può solo ammirare attraverso le colonne dagli ornati capitelli.

***

Il tanto atteso giorno è arrivato, dopo anni di lavori la collegiata di Sant’Orso può esibire ai fedeli il suo nuovo aspetto. La gente accorre in massa.

Dopo un’omelia agitata e confusa del giovane prete il coro si esibisce in una serie di canti.

Sotto ai piedi di due coristi il mosaico giace silenzioso e al sicuro. Ogni tanto lo sguardo terrorizzato del prete cade su di loro, pensando al peggio e cerca conforto nel Priore, che al contrario, sembra parecchio in pace. Non appena il canto del coro termina Giorgio di Challant guida un grande applauso e si appresta a prendere la parola. Il prete dalla tensione deve sciogliersi il colletto. Il discorso del Priore della collegiata è pieno di emozione e speranza.

«Abbiamo cambiato questa chiesa a seconda del nostro tempo, ma il suo spirito e ciò che custodisce resteranno intatti, per sempre.»

IL TEMPLARE, DI JACQUES MARTINET, TUTTO IL RACCONTO

TUTTI I RACCONTI DI JACQUES MARTINET

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Ha studiato al Dams a Torino e poi all’Alma Mater a Bologna. Nel 2022 un tirocinio lo ha portato a Roma, a lavorare inizialmente nella produzione della serie Suburræterna e poi in altre produzioni cinematografiche. Appassionato di letteratura e sceneggiatura ha pubblicato il suo primo racconto sul sito Racconti nella rete dell'associazione LuccAutori.

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