Morbido, ricco e immediatamente riconoscibile grazie alla sua forma triangolare, il Tramezzino ha alle proprie spalle una storia centenaria che pochi conoscono e che l’articolo odierno vuole contribuire a ricostruire. Essa esordisce ufficialmente nel 1925 presso il Caffè Mulassano, nel cuore di Torino, dove gli allora gestori Angela Demichelis e il marito Onorino Nebiolo, ispirandosi ai panini statunitensi, danno vita a una nuova invenzione gastronomica.

Qualche anno più tardi sarebbe stato il noto letterato Gabriele D’Annunzio a coniare il nome “tramezzino”, italianizzando il termine inglese “sandwich” e creando una parola destinata a entrare nella quotidianità nazionale. Nato come accompagnamento della merenda sinoira piemontese, esso si diffonde rapidamente grazie alla sua praticità e alle farciture infinite, aspetto che lo rende ancora oggi uno dei protagonisti di aperitivi, pause pranzo e picnic.

Il Caffè Mulassano di Torino (c) CC BY-SA 4.0, Bettylella, Wikimedia Commons

Gli ingredienti

La vera anima del Tramezzino è il pane, che è possibile preparare in casa secondo la tradizione con farina forte di tipo 0 (500 grammi), acqua (320 millilitri), lievito di birra (12 grammi), zucchero (30 grammi), sale (10 grammi) e burro morbido (40 grammi).

Ma è nel condimento che il panino triangolare simbolo di Torino dona il meglio di sé e dei sapori che ne fungono da ripieno, tra cui il più classico contempla prosciutto cotto (120 grammi), formaggio morbido (80 grammi) e maionese (20 grammi). Una seconda e apprezzata versione può essere preparata con tonno sotto olio (150 grammi), maionese (20 grammi) e carciofini sotto olio (80 grammi), uno dei grandi classici da bar che unisce sapidità e freschezza. Per chi ancora preferisce i sapori più decisi, la variante piemontese con acciughe sotto olio (109 grammi), burro morbido (50 grammi) e salsa verde (20 grammi) regala invece un gusto intenso e ricco di carattere.

Naturalmente le possibilità sono infinite: il prosciutto può essere sostituito con speck o bresaola, e le acciughe possono essere accompagnate da verdure grigliate o pomodori secchi. Contemplate anche idee più moderne e per certi versi gourmet a base di salmone affumicato (100 grammi), ricotta di bufala (80 grammi) e pesto di basilico (20 grammi).

La preparazione del Tramezzino

Ovviamente la preparazione del Tramezzino non può prescindere da quella di un buon pane, che si ricava unendo anzitutto la farina, l’acqua e il sale e mescolando a dovere sino ad amalgamare ogni ingrediente. Aggiungere dunque anche il lievito di birra e poco zucchero per attivarne le proprietà, concludendo in ultimo con il burro morbido sino a ottenere un impasto soffice ed elastico.

Dopo averlo lasciato lievitare per circa due ore all’interno di uno stampo da pancarrè o plumcake volto a donargli la tipica forma rettangolare, cuocere a 180 gradi per circa 40 minuti sino a doratura. Una volta completamente freddo, il pane deve tagliato a fette sottili e privato accuratamente della crosta, che può comunque essere riutilizzata grattandola con aglio e ungendola con olio per poi farla rivenire in forno come bruschetta.

Conclusa tale procedura, dare vita ai Tramezzini richiede attenzione all’equilibrio dei sapori: la regola principale è difatti di spalmare sempre un ingrediente cremoso su entrambe le fette di pane, così da mantenerlo soffice e compatto. Successivamente si predispongono gli ingredienti scelti, distribuendoli in modo uniforme sino ai bordi, poi il pane deve essere chiuso delicatamente e tagliato in diagonale per ottenere i classici triangoli.

Per una consistenza perfetta è consigliabile anche avvolgerli in un canovaccio leggermente umido oppure nella pellicola alimentare e lasciarli riposare in frigorifero per circa una ora prima di servirli. Essi si abbinano perfettamente ad aperitivi leggeri, insalate fresche e stuzzichini salati, ma sono ideali anche per buffet, brunch o pranzi veloci all’aperto, magari accompagnati da olive, patatine artigianali o verdure marinate. 

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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