A chiusura del racconto in quattro parti “Il templare”, Jacques Martinet ci propone una contestualizzazione storica sull’Ordine dei Templari e sul mosaico della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta.
È il 1997 quando viene rinvenuto un importante reperto medievale all’interno della collegiata di Sant’Orso ad Aosta. Sotto pochi strati della pavimentazione, nella zona del coro, era celato un mosaico a forma quadrata, di tre metri per tre, datato intorno al XII secolo, conservato con cura sotto uno strato di sabbia e argilla. Al centro è raffigurato Sansone mentre combatte contro una fiera; il disegno è circondato da una scritta circolare dove compaiono le cinque parole che compongono il misterioso quadrato magico:
SATOR, (seminatore, creatore);
AREPO, (nome proprio o con traduzione celtica: carro, aratro);
TENET, (tiene, regge)
OPERA, (opera, lavoro, cura)
ROTAS, (ruote).
L’interpretazione della frase composta dalle cinque parole ha subito nel corso del tempo numerose indagini storiche, giunte a diverse conclusioni e tutte inerenti alla sfera religiosa. Una delle traduzioni più accreditate è:
Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote.
Il primo esemplare del quadrato del Sator è stato rinvenuto a Pompei, datato 79 d.c. La connessione tra l’ordine dei Templari e il quadrato magico è dovuta ai numerosi ritrovamenti delle cinque parole misteriose nelle chiese costruite o occupate dai Cavalieri del Tempio. Tutti i ritrovamenti del Sator in Italia sono datati tra il XII e il XIII secolo, e così come in Francia le chiese in cui il simbolo è stato ritrovato hanno avuto un passato templare. Alcuni storici sostengono che l’ordine utilizzasse il quadrato magico per marchiare le chiese amiche e questa connessione con un simbolo così misterioso non ha fatto che alimentare il mito dell’ordine dei Cavalieri del Tempio.
L’Ordine dei Cavalieri del Tempio
Con la sanguinosa battaglia di Ascalona del 1099 si conclude la Prima crociata. Le truppe cristiane conquistano Gerusalemme dopo un dominio musulmano in Terra Santa durato secoli. Il regno di Gerusalemme diventa uno Stato Crociato, molti soldati cristiani tornano vittoriosi nel continente Europeo. Altri restano in Terra Santa, a proteggere la città e i cristiani. Da questi si distacca un pugno di uomini, guidati da un soldato Franco, Hugues da Payens, che ha un progetto: costituire un ordine religioso di monaci guerrieri.
Dopo il successo della prima crociata le vie di pellegrinaggio per Gerusalemme sono sempre più affollate di cristiani. Il Re di Gerusalemme Baldovino II ha bisogno di un maggior controllo militare nella città del Santo Sepolcro e decide di appoggiare l’idea di De Payens. Concede ai cavalieri di stabilirsi nel vecchio tempio di Salomone. Così, nel 1119, nascono i poveri compagni d’armi di Cristo e del Tempio di Salomone, i più noti Cavalieri Templari. La loro uniforme è bianca a simboleggiare la purezza e il loro voto, mentre la croce posta sul petto è rossa con un chiaro riferimento al sangue.
Nel momento di riconoscere questo nuovo gruppo religioso armato come ordine, la Chiesa si spacca, ci si chiede se un uomo di Dio possa essere autorizzato a uccidere. Qui interviene Bernardo di Chiaravalle, uno degli uomini di Chiesa più importanti del XII secolo. Con uno scritto il De Laude Novae Militiae, (Elogio della nuova milizia), esalta la figura dei Cavalieri Templari definendoli un esempio per tutta la cavalleria secolare, interessata invece solo all’oro e ad ornare gli scudi. Il cavaliere Templare si batte per la fede, muore per difendere la Croce e non per la bramosia di accumulare ricchezza o fama, la loro violenza è giustificata perché indirizzata verso i nemici della croce e così un Templare <<serenamente uccide e ancor più serenamente muore>>*. Per la prima volta nella storia della Chiesa cristiana viene creato un ordine armato e autorizzato all’uso della violenza che risponde solo e soltanto al Papa.
De Payens torna in Europa a cercare fondi e nuovi soldati da reclutare e ha grande successo in tutte le corti e i fedeli riconoscono i Templari come necessari per la protezione della fede e la lotta contro i nemici della croce. Questo consente all’ordine di accumulare grandi ricchezze attraverso le donazioni e di diventare in pochi decenni uno degli ordini più potenti della Chiesa Cattolica.
All’inizio del XIV secolo il re Filippo IV di Francia, detto il Bello, si pone l’obiettivo di distruggere l’ordine templare. Due sono le principali ragioni per le quali il re di uno dei regni più potenti del tempo decide di sfidare il papato. Uno di natura economica, le casse del regno di Francia sono messe a dura prova dalle varie guerre intraprese da Filippo. I Templari finanziavano i regni, le guerre, erano dotati di un sistema finanziario, possedevano chiese, terreni e oro, mettere le mani sul tesoro templare voleva dire vincere ogni guerra. La seconda ragione è l’ambizione di Filippo di creare uno Stato Sovrano con un’unica autorità: il re di Francia. Arrestare membri di un ordine religioso intoccabile come quello dei Templari sarebbe una dimostrazione di superiorità nei confronti della Chiesa. Con un piano strategico il 13 ottobre 1307 tutti i cavalieri Templari di Francia vengono arrestati, accusati del peggior crimine del tempo: eresia. Non avendo il diritto di farlo Filippo aggiunse l’accusa di sodomia nei riti di iniziazione e altre pratiche che insultavano l’onore della Chiesa stessa, ed era per questa causa che agiva. Dopo una serie di interrogatori ottiene attraverso la tortura delle false confessioni dei templari francesi, compresa quella dell’ultimo Gran Maestro dell’ordine. Il pontefice Clemente V si vede costretto a emettere un mandato di cattura per tutti i cavalieri Templari, visti i terribili crimini da loro confessati in Francia. Anche se non convinto delle accuse e delle confessioni, dopo anni di processi è lo stesso Papa a sciogliere l’Ordine del Tempio con una bolla papale del 1312, per evitare ulteriori scontri con la potente corona di Francia.
Il mosaico della collegiata dopo la caduta dei Templari
La tragica conclusione dell’ordine ci porta a capire perché il mosaico è stato nascosto due secoli dopo il loro sterminio. Nel tempo di Giorgio di Challant (1440-1509) l’eco templare era molto fresco e collegare una chiesa a quell’ordine sarebbe stato pericoloso. Questo può essere uno dei motivi per cui è stato nascosto sotto la pavimentazione del coro. Tuttavia, nel castello di Issogne c’è un altro quadrato magico, un graffito su un muro appartato, datato intorno al periodo del rifacimento del castello voluto da Giorgio. Forse vedendosi costretto a nasconderlo nella collegiata ad Aosta, dove era più esposto, ha voluto ricordarlo all’interno delle mura del suo castello?
Sicuramente Giorgio di Challant, uomo di chiesa e di cultura, ha riconosciuto quel simbolo, e il fatto che l’abbia celato durante i lavori di rifacimento della collegiata può essere un ulteriore dimostrazione di come il quadrato magico già al tempo fosse collegato ai Templari.
Il mosaico della collegiata di Sant’Orso ad Aosta, tutt’oggi visibile e conservato sotto una teca di vetro, è uno splendido esempio del quadrato magico e anche un caso raro. A differenza delle versioni più comuni, in cui il Sator si presenta come un quadrato di parole sovrapposte, il mosaico di Sant’Orso ne propone una variante rarissima: le parole seguono un andamento circolare, incorniciando la raffigurazione di Sansone. Questo impedisce una lettura palindroma incrociata ma può suggerire un’ideale lettura infinita.
- De Laude Novae Militiae, di Bernardo di Chiaravalle, 1128-1136 d.c.
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