François-Xavier Laffin, nuovo sindaco di Chamonix è stato eletto il 9 aprile presidente della Communauté de communes della Vallée de Chamonix-Mont-Blanc per 12 voti, mentre contro di lui si era schierato il sindaco di Servoz, Nicolas Evrard, che ha ottenuto 11 voti, quattro voti sono risultati nulli. Il risultato numerico esprime diversità politiche interessanti da osservare, che mostrano una fase di adattamento dopo le elezioni comunali del 15 e 22 marzo 2026.

Laffin, a lungo all’opposizione a Chamonix, rappresenta un elemento di discontinuità dalla lunga epoca di Eric Fournier, sindaco dal 2008 al 2026. Bisognerà però vedere se, alla fine, le politiche non resteranno comunque le stesse, anche in ragione delle forze economiche in gioco.

La Communauté de communes della Vallée de Chamonix-Mont-Blanc riunisce i comuni di Servoz, Les Houches, Chamonix-Mont-Blanc e Vallorcine, con circa 14 mila residenti permanenti, moltissime presenze turistiche. Ha competenze in pianificazione territoriale, trasporti locali, la politica degli alloggi, rifiuti, promozione dello sviluppo economico e turistico, sostenibilità ambientale. Sullo sfondo, ha quindi un ruolo importante per esempio sul trasporto, compreso quello al traforo del Monte Bianco.

Un voto che riflette il nuovo equilibrio politico della valle

La mappa della Comunità di comuni (c) CCVCMB

L’elezione di François-Xavier Laffin segna un passaggio negli equilibri politici della Vallée de Chamonix-Mont-Blanc. La sua recente elezione a sindaco di Chamonix ha modificato uno scenario politico rimasto relativamente stabile negli anni.

Per lungo tempo la vita politica della valle si era organizzata attorno a una famiglia politica abbastanza coesa, nell’area del centro e della destra repubblicana, costruita durante il mandato dell’ex sindaco di Chamonix Eric Fournier e in parte dal suo predecessore michel Charlet. L’arrivo di Laffin è stato un elemento di discontinuità.

La candidatura di Nicolas Evrard alla Communauté de communes voleva assicurare la continuità con famiglia degli anni di Fournier, ma il risultato non c’è stato, anche se per poco. I quattro voti che non si sono schierati hanno contribuito a questo esito.

Le tensioni tra sviluppo turistico e sostenibilità

Negli ultimi anni i temi politici nella valle hanno riguardato le fasi di over-tourism, come in occasione dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB), i costi degli immobili per i residenti, le preoccupazione ambientali e sociali, le infrastrutture, la mobilità, compreso il ruolo del traforo del Monte Bianco e l’orientamento dei flussi turistici verso l’aeroporto di Ginevra.

Il risultato del voto di 12 a 11 ha mostrato una netta divisione quindi, ma ci sono tentativi di ricomposizione e di compromesso tra le due aree.

In questo senso va letto l’annuncio di Laffin di restare alla presidenza solo per due anni, proponendo una rotazione. Bisognerà nel frattempo capire quali saranno le nuove proposte, o se si rimarrà nell’impostazione degli ultimi decenni, dal turismo alla gestione del territorio, dalla mobilità al ruolo del traforo del Monte Bianco, anche per il traffico locale.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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