Il Giro d’Italia 2026, con tappe assodate anche nelle Nostre Alpi, si disputerà tra venerdì 8 e domenica 31 maggio lungo un tracciato di 3.459 chilometri suddivisi in 21 tappe con partenza da Nessebar (Bulgaria) e conclusione a Roma. Alla gara, inserita nel circuito UCI World Tour e dotata di un dislivello totale pari a circa 49.150 metri, sono attesi circa 176 corridori distribuiti in 22 squadre, secondo il formato standard delle grandi corse a tappe.

Il Giro d’Italia 2026 nelle Nostre Alpi

Il Giro d’Italia 2026 nelle Nostre Alpi si presenta come una delle edizioni più impegnative degli ultimi anni, che avrà tra Canton Ticino, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta alcune delle sue tappe più decisive. Non a caso, difatti, esse si collocheranno nella seconda settimana di gare, compresa tra mercoledì 20 e martedì 26 maggio prossimi, in un momento cruciale per delineare la classifica generale.

Dopo la cronometro individuale di circa 42 chilometri (da Viareggio a Massa) e prima delle decisive tappe dolomitiche, tali percorsi contribuiranno a selezionare i contendenti alla maglia rosa, con arrivi in salita e profili sempre più esigenti. Il punto più alto sarà il Passo Giau (Veneto, 2.233 metri), designato come “Cima Coppi”., ovverosia la salita con la maggiore altitudine alla sommità raggiunta dai ciclisti professionisti, inserito nel novero dei sette finali in quota.

Il percorso (c) Giro d’Italia 2026

Dalla costa ligure all’entroterra piemontese

La prima incursione del Giro d’Italia nell’area delle “Nostre Alpi” prenderà il via da Porcari (Toscana) per poi concludersi a Chiavari (Liguria), nota per il suo centro storico porticato e la sua tradizione mercantile. Dopo 187 chilometri, la tappa di martedì 20 maggio segnerà il passaggio tra due regioni ambedue dotate di un profilo mosso che favorirà attacchi soprattutto nel finale.

La tappa 12 di mercoledì 21 maggio avrà come suo punto di partenza Imperia, città ligure affacciata sul Mar Ligure e celebre per la produzione di olio di oliva oltre che per le sue numerose piste ciclabili. I 177 chilometri sino a Novi Ligure, importante centro industriale e storico crocevia commerciale del Basso Piemonte, propongono di fatto un tracciato di collegamento tra mare e pianura.

Dal Piemonte alla Valle d’Aosta

Giovedì 22 maggio la corsa prenderà il via da Alessandria (Piemonte), città fortificata dalla lunga storia militare, per concludersi a Verbania (Piemonte), affacciata sul Lago Maggiore e rinomata per i giardini botanici di Villa Taranto. Con i suoi 188 chilometri di lunghezza complessiva, tale tredicesima tappa introdurrà progressivamente scenari più alpini in vista dell’indomani, venerdì 23 maggio, che sancirà il passaggio in Valle d’Aosta.

La tappa 14 segnerà l’ingresso ufficiale del Giro d’Italia 2026 alle quote più elevate delle Nostre Alpi con una gara in partenza da Aosta, città di fondazione romana con importanti vestigia archeologiche. Il traguardo in salita sarà per contro fissato a Pila, rinomata località sciistica panoramica sul Monte Bianco, dopo 133 chilometri che concentrano un dislivello significativo e rappresentano uno dei primi grandi banchi di prova per la classifica generale.

Il passaggio in Svizzera

La tappa 16 di martedì 26 maggio, che fa seguito al passaggio lombardo tra Voghera e Milano di lunedì 24 maggio e all’indomani di riposo, si sposterà lungo un tratto di 113 chilometri da Bellinzona a Carì (Canton Ticino). Esso rappresenta uno dei momenti più suggestivi e strategici del Giro d’Italia 2026 nelle Nostre Alpi, anche alla luce dei passaggi divenuti iconici soprattutto nelle aree di lingua italiana e lungo i grandi valichi alpini.

Quest’anno, tuttavia, il ritorno in Svizzera assumerà un valore specifico poiché interamente oltreconfine, con un profilo altimetrico impegnativo che rende la frazione breve e intensa. Bellinzona, celebre per i suoi castelli patrimonio UNESCO e per la posizione strategica lungo le vie alpine, offrirà uno scenario di partenza di grande rilievo, mentre Carì, località montana della Valle Leventina, introdurrà un finale selettivo in salita.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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