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    Home » Articoli » “Hautes Vallées 2030”: quattro progetti per un bacino di vita alpino
    Economia e politica

    “Hautes Vallées 2030”: quattro progetti per un bacino di vita alpino

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino20 Aprile 2026
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    I nuovi progetti per la cooperazione tra Piemonte e Haute-Maurienne facenti capo al PiTer+ “Hautes Vallées 2030”; Les nouveaux projets de coopération entre le Piémont et la Haute-Maurienne dans le cadre du programme PiTer+ « Hautes Vallées 2030 » (c) Communauté de Communes Haute-Maurienne Vanoise
    I nuovi progetti per la cooperazione tra Piemonte e Haute-Maurienne facenti capo al PiTer+ “Hautes Vallées 2030”; Les nouveaux projets de coopération entre le Piémont et la Haute-Maurienne dans le cadre du programme PiTer+ « Hautes Vallées 2030 » (c) Communauté de Communes Haute-Maurienne Vanoise
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    Non un insieme di iniziative isolate, ma una visione territoriale condivisa: il Piano Integrato Territoriale “Hautes Vallées 2030” rappresenta oggi uno dei principali strumenti di cooperazione tra le aree alpine di confine tra Italia e Francia. Il progetto interessa difatti un ampio spazio geografico che comprende la Maurienne, il Briançonnais e il Pays des Écrins, la Val di Susa, la Val Sangone e il Pinerolese.

    L’obiettivo è di costruire un vero e proprio “bacino di vita montano e transfrontaliero”, capace di offrire servizi, opportunità e prospettive condivise a cittadini, imprese e visitatori. Con il sostegno del programma Interreg Alcotra Francia-Italia 2021/2027, dunque, sono stati di recente avviati quattro progetti che mirano a rispondere a sfide quali sviluppo economico, qualità della vita, accessibilità e attrattività turistica.

    Che cosa è un PITer e come nasce “Hautes Vallées 2030”

    I PITer (Piani Integrati Territoriali) sono strumenti finanziati dal programma Interreg Italia-Francia per sostenere strategie coordinate, basate su una visione comune e articolate in più progetti tematici. Nel caso di “Hautes Vallées 2030”, tale approccio è il risultato di un lungo percorso di cooperazione, dalle prime esperienze degli Anni Novanta sino al precedente “Cuore delle Alpi”, che aveva già posto le basi di una strategia condivisa.  

    Elemento centrale di tale dispositivo è la Conférence des Hautes Vallées, che svolge il ruolo di coordinamento del piano e rappresenta il punto di riferimento istituzionale per i partner italiani e francesi. Nata come spazio di dialogo tra territori alpini e formalizzata nel tempo, a oggi essa è chiamata a garantire la coerenza strategica, la continuità delle azioni e il rafforzamento della governance transfrontaliera.  

    Un partenariato ampio e multilivello

    Il PITer “Hautes Vallées 2030” si fonda su un partenariato articolato che coinvolge numerosi soggetti istituzionali e territoriali, a riflettere la volontà di superare una logica locale per costruire una cooperazione realmente integrata su scala alpina.

    Per parte francese troviamo Département de la Savoie, Syndicat du Pays de Maurienne e diverse intercomunalità, tra cui quelle della Maurienne, della Haute-Marienne, del Briançonnais e del Pays des Écrins. Per parte italiana sono coinvolti invece Città Metropolitana di Torino, Unione montana della Val di Susa, quella del Pinerolese, e quella della Val Chisone e Germanasca, GAL Escartons e Valli Valdesi e Camera di commercio di Torino.

    “Agir”: innovazione e resilienza economica

    “Agir” (1,3 milioni di euro), prima delle iniziative facenti capo al PiTer+ “Hautes Vallées 2030” di cooperazione tra Piemonte e Haute-Maurienne, si concentra sulla trasformazione del tessuto economico alla luce del cambiamento climatico. L’obiettivo è accompagnare imprese e attori del territorio verso modelli più sostenibili per il tramite di strumenti di valutazione ambientale, sociale e di governance.

    Tra le azioni previste figurano la creazione di reti transfrontaliere tra operatori economici, la promozione dei circuiti corti e la sperimentazione di soluzioni innovative come i “FabLab” mobili. Tali spazi di natura itinerante saranno concepiti per favorire la condivisione di competenze e lo sviluppo di progetti anche in ambito digitale tra i due versanti delle Alpi.

    “Vivre”: comunità più inclusive e attrattive

    Il progetto “Vivre” (1,6 milioni di euro) punta a rafforzare la coesione sociale e a migliorare la vivibilità nei territori montani siti tra il Piemonte occidentale, la Haute-Maurienne e il Briançonnais. L’attenzione è rivolta più nello specifico ai nuovi residenti della zona nella finalità di facilitare la loro integrazione sul territorio nonché di promuovere una reale cultura del “vivere insieme”.

    Tra le iniziative previste emergono la creazione di sportelli dedicati all’accoglienza, lo sviluppo di reti locali di supporto e l’introduzione di strumenti per favorire l’inclusione. L’intento è di rendere le alte valli luoghi non soltanto abitabili bensì anche scelti consapevolmente da giovani e nuovi nuclei famigliari per qualità della vita e opportunità.

    “Se déplacer”: mobilità alpina più efficiente

    La questione della mobilità, cruciale nelle aree montane tra Piemonte e Haute-Maurienne ma anche più ampiamente su tutto l’arco alpino, si trova al centro di “Se déplacer” (1,6 milioni di euro). Tra le azioni principali che esso si prefigge spicca l’attivazione di una linea di trasporto estiva tra Val Cenis, il Colle del Moncenisio e la Val di Susa, pensata per migliorare i collegamenti transfrontalieri.

    Il servizio sarà ancora integrato con la rete ferroviaria locale, prenotabile online e attrezzato anche per il trasporto di biciclette per facilitare lo sviluppo di una forma turistica slow. L’iniziativa mira a ridurre l’isolamento delle vallate più limitrofe tra i due Paesi, incentivare forme di mobilità sostenibile e facilitare gli spostamenti sia per residenti sia per turisti.

    “Découvrir”: una nuova offerta turistica condivisa

    Il progetto “Découvrir” (1,7 milioni di euro) intende valorizzare il patrimonio naturale e culturale delle alte valli di Piemonte occidentale, Haute-Maurienne e Briançonnais attraverso una offerta turistica integrata e sostenibile. Tra gli scopi che esso mira a raggiungere figurano la realizzazione di itinerari cicloturistici transfrontalieri, il miglioramento delle infrastrutture per i ciclisti e l’armonizzazione della segnaletica.

    Non mancano studi per la valorizzazione di siti storici o interventi legati alla formazione, con l’introduzione di approcci innovativi come il design thinking, approccio metodologico che unisce empatia, creatività e razionalità.

    L’obiettivo resta quello di sviluppare nuove forme di turismo maggiormente consapevoli che sappiano attrarre nuovi visitatori mantenendo al contempo un equilibrio con l’ambiente e l’identità locale.

    LEGGI ANCHE: PITER PARCOURS+: Alta Savoia e Valle d’Aosta sulla transizione e per i giovani

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    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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