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Home » Articoli » ANEM e CNM: nuovo rapporto su montagna e cambiamento climatico
Ambiente e territorio

ANEM e CNM: nuovo rapporto su montagna e cambiamento climatico

Diletta PerettoDiletta Peretto23 Aprile 2026
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Vue de maisons de montagne en pierre et bois à Bonneval sur Arc, dernier village de la vallée de la Haute Maurienne, en Savoie (c) CC BY SA 4_0 Florian Pépellin Wikipedia Commons
Vue de maisons de montagne en pierre et bois à Bonneval sur Arc, dernier village de la vallée de la Haute Maurienne, en Savoie (c) CC BY SA 4_0 Florian Pépellin Wikipedia Commons

Il 2 aprile 2026 l’Association nationale des élus de montagne (ANEM) e il Conseil national de la montagne (CNM) hanno consegnato un rapporto intermedio per l’adattamento dei massicci montani al cambiamento climatico e alla sostenibilità economica. Il documento traccia sei assi prioritari su cui lavorare e apre una nuova fase di concertazione. I lavori proseguiranno con l’obiettivo di giungere a proposte operative entro maggio 2026, per garantire territori montani vivibili, sostenibili e capaci di attrarre nuovi abitanti e attività economiche.

Il rapporto è frutto di un lavoro iniziato a maggio 2025 e affidato all’ANEM e al Conseil national del la montagne da Françoise Gatel, ministra dello sviluppo territoriale e del decentramento, e Nathalie Delattre, allora ministra delegata al turismo, nel quadro del Piano nazionale francese di adattamento climatico (PNACC) e della conclusione del piano Avenir Montagnes.

Per il raggiungimento degli obiettivi preposti sono stati creati due gruppi di lavoro: uno dedicato a economia, agricoltura e turismo, l’altro ad abitabilità e adattamento climatico. Ciascun gruppo, composto da membri dell’ANEM, del Conseil national de la montagne e dei commissariati dei massicci, si è riunito quattro volte tra novembre 2025 e gennaio 2026. La sintesi dei lavori è stata discussa in Commissione permanente il 30 gennaio 2026. L’insieme dei lavori sono stati gestiti dalla Direction Ruralité et Montagne dell’Agence nationale de la cohésion des territoires (ANCT), che ha raccolto e sintetizzato i contributi dei diversi attori coinvolti.

Sei assi di lavoro

I sei grandi temi individuati sono la transizione ecologica e l’adattamento al cambiamento climatico, il sostegno all’agricoltura di montagna, la diversificazione delle attività economiche, lo sviluppo dell’offerta abitativa permanente, il miglioramento della mobilità e l’accesso ai servizi per le popolazioni.

Questi assi si articolano attorno al concetto di abitabilità, intesa come la capacità di vivere, lavorare e intraprendere in modo duraturo nei territori di montagna. Il documento si inserisce in un percorso di riflessione ampio, che tiene conto di altri studi sulle sfide che i territori di montagna devono affrontare. Ad esempio il rapporto “Pour une montagne vivante en 2030” presentato nel settembre 2023 da Joël Giraud, all’epoca deputato francese, e il rapporto parlamentare sulla transizione dei modelli delle stazioni di montagna depositato dai deputati Xavier Roseren e Denis Fégné nel dicembre 2025.

Alcune delle problematiche: ambiente, economia, mobilità e servizi

Sul fronte ambientale, il rapporto segnala che la gestione della risorsa idrica costituisce una delle preoccupazioni più urgenti. Le siccità più prolungate e le piogge intense mettono sotto pressione le attività umane, il mondo agricolo e i servizi turistici. Il documento rileva che la legislazione vigente non tiene ancora adeguatamente conto della specificità della montagna in materia di gravità dell’acqua.

Sul piano economico, il rapporto auspica ad un turismo che si articola più su due stagioni, invernale ed estiva, con periodi di bassa attività nel mezzo, durante i quali prevalgono le attività tradizionali come l’agricoltura e la silvicoltura. La diversificazione delle attività è considerata una leva per ridurre la dipendenza dall’economia esclusivamente invernale.

Sul fronte della mobilità, il documento sottolinea una pianificazione insufficiente e integrata: le infrastrutture stradali e ferroviarie sono esposte agli eventi climatici estremi, neve, gelo, smottamenti, valanghe, e l’interconnessione tra i diversi poli di vita e lavoro rimane carente.

Infine, il rapporto denuncia una carenza di servizi nei territori di massiccio che penalizza in particolare le popolazioni anziane, più numerose in montagna, ma anche le famiglie giovani con figli, per le quali la mancanza di asili nido, scuole e strutture di formazione rappresenta un ostacolo concreto all’insediamento duraturo.

Queste sono solo alcune delle problematiche analizzate dal rapporto intermedio.

Le richieste al governo: crediti pluriennali e un nuovo piano

Sul piano delle proposte concrete, il Conseil national de la montagne chiede il mantenimento di finanziamenti pluriennali dedicati ai territori di montagna, in particolare attraverso i Contrats de plan interrégionaux État-région (CPIER) e il Fonds national d’aménagement et de développement du territoire (FNADT).

La missione insiste inoltre sulla necessità di rafforzare e prolungare dispositivi statali come il Plans Avenir Montagnes e i programmi Villages d’Avenir, Action Cœur de Ville e Petites Villes de Demain, in un contesto in cui i territori rurali e montani hanno un forte bisogno di ingegneria territoriale per sviluppare soluzioni adeguate alle specificità locali.

Già nel 2022 le deputate Marie-Noëlle Battistel e Laurence Gayte avevano sostenuto la proroga delle sezioni “Ingegneria” e “Investimenti” del Piano Avenir Montagnes. Più di recente, il rapporto di Xavier Roseren e Denis Fégné ha chiesto di prolungare le azioni e i finanziamenti del Piano fino al 2027, mantenendo un alto livello di ingegneria territoriale per accompagnare i progetti di transizione.

In quest’ottica, l’ANEM, sostiene il lancio di un Piano Avenir Montagnes II specificamente dedicato alla diversificazione economica, per accompagnare i territori montani nell’adattamento al cambiamento climatico. L’obiettivo è di mantenere crediti d’investimento all’interno di questo secondo piano, per garantire la realizzazione concreta dei progetti individuati grazie alla sezione “Ingegneria” del primo.

Il Conseil national de la montagne, da parte sua, sostiene anche il testo di legge preparato dall’ANEM volto a rafforzare per via legislativa alcune disposizioni della legge Montagna e a introdurre misure che tengano conto delle nuove sfide che questi territori devono affrontare.

LEGGI ANCHE: Il Consiglio nazionale della montagna fa il punto sul “Plan avenir montagnes”

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Diletta Peretto

Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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