Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, è stato dichiarato decaduto dalla carica dal tribunale di Aosta, in una sentenza che riguarda il limite dei mandati dei membri del governo regionale, come previsto dalla legge regionale n.21 del 2007. Secondo l’art. 3, non possono essere più di due, oppure di tre se uno dei precedenti è stato inferiore a “due anni, sei mesi e un giorno”, cioè meno della metà di una “legislatura completa”.
La sentenza coinvolge, per analoghe ragioni, anche l’assessore ai trasporti Luigi Bertschy e giunge dopo un intenso dibattito politico e giuridico sulla base di un ricorso presentato da AVS (Alleanza Verdi Sinistra).
I pareri degli esperti e giuristi richiesti prima della sentenza esprimevano posizioni divergenti, basate su calcoli diversi, e diversa interpretazione della legge, che per il Tribunale è invece chiara.
Renzo Testolin è stato assessore del governo regionale, vicepresidente e presidente dal 2018 in diversi periodi nelle ultime legislature, in un quadro di frequenti cambi di governo, così come è avvenuto da Luigi Bertschy, dal 2017. Secondo il ricorso e poi la sentenza, non poteva assumere cariche di governo con la nuova legislatura avviata dopo le elezioni regionali del 28 settembre 2025.
Una battaglia politica
La legge regionale del 2007 era stata scritta in un clima di conflittualità che è durato almeno vent’anni, interno alla Regione, all’Union Valdôtaine e ai movimenti autonomisti. In parte riprendeva il principio politico del limite di mandati di diverse leggi elettorali in Italia e in Europa e in parte cercava di favorire un ricambio nelle figure di governo.
Nella battaglia e nelle diverse posizioni politiche, cercava anche di contenere o ostacolare alcune personalità (e non solo Augusto Rollandin) o possibili concorrenti a seconda delle situazioni. Molte figure erano ineleggibili o incompatibili: anche dirigenti regionali o di strutture sanitarie, amministratori o rappresentanti di società partecipate della Regione, direttori di testate giornalistiche convenzionate.
Il principio è comunque rimasto: una legge del 2019, la n. 7, ha poi introdotto un limite di tre mandati consecutivi per i consiglieri regionali. Alle elezioni regionali del 2025 diverse figure di rilievo non si erano ripresentate per questa ragione, come il presidente del Consiglio uscente, Alberto Bertin o l’assessore Albert Chatrian.
Solo Alleanza Verdi Sinistra
Tuttavia, con la nuova legislatura, dopo le elezioni del 27 settembre 2025, soltanto il partito dei Verdi e sinistra (AVS) ha sollevato la questione del limite dei mandati all’elezione del presidente e del governo regionale. Il diverso clima, meno conflittuale, il relativo successo nel voto di preferenza del presidente uscente Testolin, un posizionamento diffuso sulla sua continuità al governo ha mostrato che le altre forze politiche, anche di opposizione, avevano un ridotto interesse per la questione o la sottovalutavano.
Dal canto suo, Renzo Testolin ha avviato da ottobre 2025 la legislatura con un nuovo quadro politico, sostituendo il sostegno del Partito democratico con quello di Forza Italia, e raggiungendo un accordo con il governo nazionale su una norma di attuazione dello Statuto speciale. Elaborata e proposta da una commissione paritetica tra Stato e Regione, riguarda l’uso delle acque valdostane e la possibilità di mantenere le concessioni del loro sfruttamento con l’attuale società in-house. Si tratta di un tema di grande importanza e sensibilità sia per la sua portata economica sia per il suo significato politico. Si tratta di una rivendicazione antica, rilanciata dai Decreti luogotenenziali del 1945 e poi, ma ridotta nella sua portata, nello Statuto speciale del 1948.
Cosa succede ora
Sabato 2 maggio si è riunito per un primo confronto il Comité fédéral (composto da 14 membri) dell’Union Valdôtaine. Il messaggio che ne è uscito è che non si può ammettere “alcun vuoto amministrativo né alcuna incertezza che possa ostacolare l’azione pubblica”.
Ciò può significare da un lato che si intende costruire un processo rapido per un nuovo governo regionale, quindi con stesso programma e maggioranza e ma diversa composizione.
Dall’altro lato, alcune voci, anche di supporto legale, hanno avanzato la possibilità di un ricorso in appello (entro 30 giorni). Questo interromperebbe l’esecuzione della sentenza e quindi la decadenza di Testolin (e di Bertschy), mantenendo l’attuale governo in tutte le sue funzioni.
Per altro verso, nella situazione attuale, con il presidente Testolin decaduto, il governo gestisce solo per l’ordinaria amministrazione e il Consiglio regionale ha 60 giorni per votare un nuovo governo, passati i quali si dovrebbero prevedere nuove elezioni.
Si tratterà di vedere quali saranno dunque gli sviluppi nei prossimi giorni.
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