Il reintegro di Renzo Testolin alla guida della Regione Valle d’Aosta ha riportato il governo regionale nelle sue piene funzioni dopo pochi giorni di gestione limitata all’ordinaria amministrazione seguiti alla sentenza del Tribunale di Aosta sul limite dei mandati.
Il ricorso in appello depositato l’8 maggio ha infatti sospeso gli effetti della sentenza del 2 maggio 2026, consentendo il ritorno alla piena operatività del governo regionale, in attesa della nuova sentenza, prevista per l’autunno.
La rapida successione del procedimento
Il 2 maggio il Tribunale civile di Aosta aveva accolto il ricorso presentato da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), dichiarando Renzo Testolin ineleggibile alla carica di presidente della Regione per il superamento del limite dei mandati previsto dalla legge regionale 21 del 2007.
Secondo i giudici, Testolin aveva già completato il terzo mandato nella precedente legislatura e non avrebbe quindi potuto essere rieletto nella nuova giunta regionale. Sul contenuto della sentenza vi sono poi state prese di posizione pubbliche anche da parte di giuristi, a conferma di quanto il dibattito sul tema rimanga aperto. In ogni caso, da quella data, il governo valdostano era entrato in una fase di attività limitata agli atti considerati urgenti e indifferibili.
Il Consiglio Valle, nella seduta del 5 maggio 2026, aveva preso atto della decadenza di Testolin dalla carica di presidente della Regione, e nel corso del dibattito si era inteso che si preparava un ricorso in appello contro la decisione del Tribunale, poi depositato l’8 maggio alla Corte d’Appello di Torino. La presentazione dell’appello ha sospeso l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, determinando il reintegro di Testolin e il ritorno della giunta nelle sue piene funzioni.
Il Consiglio Valle ha preso formalmente atto del reintegro nella seduta straordinaria del 13 maggio 2026: il governo era di nuovo in piena funzione, la riduzione dell’attività era durata infine pochi giorni.
Il contesto
Da un lato, il tema dell’ineleggibilità alla carica di presidente della Regione resta aperta, in attesa della sentenza della Corte d’Appello, la cui prima seduta dovrebbe tenersi il 28 settembre prossimo. Tuttavia, per questi mesi si può considerare che il governo agirà non solo formalmente ma concretamente nelle sue piene funzioni.
Si è osservata una maggioranza politica compatta al riguardo e allo stesso tempo cosciente del contesto. Il rispetto dei ruoli rispettivi di politica e magistratura sono stati più volte ribaditi, e anche il dibattito in Consiglio Valle si è svolto in modo lineare, per quanto duro, ma solo con rari passaggi sopra le righe.
Vi è da attendersi dunque qualche mese di funzionamento normale, e bisognerà vedere dopo l’autunno se vi saranno effetti più profondi e politici della vicenda che riguarda, sempre per i limiti dei mandati, anche Luigi Bertschy, assessore allo sviluppo economico e ai trasporti, per quando non vi sia stato ricorso contro la sua elezione al governo regionale.
L’attività di governo in corso
Con il ritorno alla piena operatività della giunta regionale riprende lo svolgimento di alcuni procedimenti importanti. Tra questi c’è il percorso relativo alla norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche e quindi delle acque, tema centrale dell’autonomia della Valle d’Aosta, sotto il profilo storico, nei Decreti luogotenenziali del 1945, nello Statuto del 1948 e nei processi di liberalizzazione degli anni 90. La norma di attuazione dello Statuto speciale consentirebbe la continuità di gestione e sviluppo in capo alla società in-house della Regione, la Compagnia Valdostana delle Acque (CVA), come in altri casi in Italia e nell’Unione europea. Il procedimento prevede ora l’approvazione da parte del Consiglio Valle (la prima commissione consiliare lo ha già approvato il 14 maggio) prima di tornare a Roma per l’adozione definitiva con un atto legislativo.
Nelle prossime settimane sono inoltre previste altre scadenze rilevanti, tra cui l’assestamento di bilancio (con variazioni e programmazioni di spesa anche su fondi europei), e vari atti su governance e di autorizzazioni. Vi è anche l’appuntamento istituzionale della riunione del Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale, che si prevede in Valle d’Aosta il 4 giugno.
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