A fine aprile 2026 è stato presentato a Trento, all’Auditorium di Trentino Trasporti, il prototipo in scala 1:1 di RailEvo, REVO#1, sistema di taxi ferroviario autonomo on demand sviluppato dall’omonima startup italiana.
L’iniziativa si inserisce in un panorama europeo in rapida evoluzione, dove diversi progetti puntano a riportare in vita le linee ferroviarie regionali abbandonate attraverso veicoli leggeri, autonomi e a bassa soglia di costo.
RailEvo ha sede nell’hub dell’Industria Intelligente di Trentino Sviluppo a Rovereto Polo Meccatronica, grazie a un protocollo d’intesa con Trentino Trasporti e alla collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler (FBK).
Il prototipo RailEvo
Il veicolo è un taxi ferroviario da quattro a sei posti, affusolato e stretto, progettato per consentire la circolazione simultanea di due mezzi in direzioni opposte sulla stessa larghezza di un binario singolo tradizionale. Può trasportare una carrozzina o una bicicletta e, se necessario, merci equivalenti a due europallet.
Tramite app, i passeggeri prenotano il viaggio scegliendo tra una tariffa più alta per uso esclusivo del veicolo o una più bassa in condivisione con fermate intermedie. Il servizio è concepito per operare ventiquattro ore su ventiquattro.
Nel modello proposto dal fondatore di RailEvo, Federico Bernabei, e l’amministratore delegato della startup, Nicola Mosca, le linee ferroviarie diventano autostrade ferrate con flusso continuo di veicoli che si inseriscono sulla linea tramite uno scambio verticale e passano senza fermarsi sotto le stazioni intermedie quando non richiesto.
L’obiettivo è riqualificare le infrastrutture a binario singolo oggi sottoutilizzate, evitando i costi di costruzione ex novo e offrendo un’alternativa all’auto privata.
Nelle nostre Alpi, vi sono diverse linee ferroviarie che potrebbero essere interessate dall’impiego di queste soluzioni: per esempio tra Aosta e Pré-Saint-Didier (che si pensa di trasformare in pista per i bus), tra Annecy e Albertville tra Alta Savoia e Savoia (con proposte di Urbanloop), tra Ceva e Ormea in Piemonte (con un progetto di riattivazione di Arenaways e Regione Piemonte) ma anche su linee in funzione e con difficoltà economiche di gestione, come nei collegamenti brevi sull’asse Grenoble-Gap.
I progetti europei analoghi: Germania
RailEvo non è l’unico progetto europeo a puntare su veicoli autonomi leggeri per le linee regionali. In Germania, Francia e a livello comunitario sono in corso iniziative con obiettivi simili e con vari approcci e soluzioni tecniche.
In Germania, il progetto Monocab OWL, sviluppato dalla Ostwestfalen-Lippe University of Applied Sciences and Arts insieme alla Bielefeld University of Applied Sciences e al Fraunhofer Iosb-Ina, propone cabine girostabilizzate che viaggiano su un solo binario di una linea standard, lasciando libero l’altro per la circolazione in senso opposto. Come RailEvo, il servizio è prenotabile via app con disponibilità continua, per viaggi individuali o condivisi.
Il progetto è partito tra il 2020 e il 2023, gli aspetti più innovativi sono già stati brevettati e alcuni test sono stati effettuati sulla rete ferroviaria nel circondario di Lippe, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
Una differenza rilevante rispetto a RailEvo riguarda il quadro normativo: le ruote singole su binario non rientrano nelle categorie esistenti della regolamentazione ferroviaria europea, il che comporta tempi più lunghi per la certificazione.
I progetti europei analoghi: Francia
In Francia, due progetti distinti affrontano il problema delle piccole linee con soluzioni tecniche diverse. Ecotrain è una navetta ferroviaria autonoma concepita per linee di media lunghezza, fino a circa 50 chilometri, con bassi costi operativi e possibilità di combinare trasporto passeggeri e trasporto merci ferroviario. Il progetto è sostenuto da France 2030 tramite l’ADEME, Agence de la Transition Écologique, nell’ambito della digitalizzazione e la decarbonizzazione del trasporto ferroviario.
Flexy, portato avanti da un consorzio guidato dalla Société Nationale des Chemins de fer Français (SNCF), con la partecipazione di Michelin, Milla Group e l’istituto di ricerca Railenium, propone invece una navetta elettrica rail-route chiamata Carflex, costruita sulla base del veicolo Renault Master con ruote a doppia funzione che le consentono di passare dai binari alla sede stradale per raggiungere i comuni rurali non direttamente serviti dalla ferrovia. Flexy è pensato per linee o tronchi fino a 30 chilometri con almeno cinque stazioni e un potenziale di 300-500 viaggiatori al giorno.
A livello comunitario, inoltre, il progetto FutuRe (FP6), coordinato da Faiveley Transport e avviato nel dicembre 2022 con 50 partner, affronta il problema della sostenibilità delle reti ferroviarie regionali con un approccio più sistemico, che combina digitalizzazione, automazione e riduzione del costo totale di proprietà dell’infrastruttura.
Il progetto, in corso fino a novembre 2026, non si concentra su un veicolo specifico ma su un insieme di tecnologie trasferibili, tra cui componenti di segnalamento wireless e a basso consumo energetico, e un concetto modulare di materiale rotabile adatto alle linee secondarie.
Convergenze e differenze tra progetti
I progetti condividono la premessa di fondo: le linee ferroviarie regionali a binario singolo, abbandonate o sottoutilizzate in tutta Europa per gli alti costi di esercizio dei treni convenzionali, possono essere riattivate con veicoli leggeri, autonomi e a domanda. Il modello on demand via app, la capacità ridotta per veicolo, l’autonomia elettrica e la compatibilità con infrastrutture esistenti sono elementi comuni a RailEvo, Monocab ed Ecotrain.
Le differenze riguardano principalmente la soluzione tecnica per la circolazione bidirezionale su binario singolo – scambio verticale per RailEvo, monorotaia girostabilizzata per Monocab – e il grado di integrazione con la rete stradale, che Flexy persegue esplicitamente con le ruote a doppia funzione mentre gli altri progetti non contemplano.
Per quanto riguarda lo stato dell’arte dei progetti, Monocab prevede la fase pubblica di test per il 2028, con piena operatività attesa entro il 2032.
Ecotrain, invece, ha completato il 29 aprile 2026 a Saint-Pierre-des-Corps, nel dipartimento dell’Indre e Loira, i primi test di guida autonoma del treno leggero su pista di prova.
Infine, Flexy, supportato dalle Regioni Bretagne e Bourgogne-Franche-Comté, è previsto in commercializzazione dal 2028. I primi test sono stati condotti nel 2023 su un tronco dismesso tra Rosporden e Concarneau in Bretagna, mentre la validazione completa del sistema avverrà su un tronco tra Autun e Étang-sur-Arroux, in Borgogna, a partire dalla fine del 2026.
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