Nelle acque della baia di Noli, nella Liguria di Ponente, ha preso il via la stagione 2026 di Nemo’s Garden, orto subacqueo dedicato alla coltivazione di piante terrestri. Il progetto, nato nel 2012 dall’intuizione di Sergio Gamberini e sviluppato assieme al gruppo Ocean Reef, continua a evolversi con nuove strutture e tecnologie dedicate all’agricoltura sostenibile.

Le biosfere (c) Nemo’s Garden, Emilio Mancuso

Come funziona l’orto subacqueo di Noli

Il principio alla base dell’orto subacqueo di Noli è di sfruttare le caratteristiche naturali dell’ambiente marino all’interno di biosfere trasparenti collocate tra i 6 metri e gli 11 metri di profondità. Qui, difatti, va a crearsi un microclima stabile, con temperature costanti e alta umidità favorevoli alle piante nonché acqua dolce necessaria all’irrigazione prodotta attraverso la condensazione dell’acqua marina evaporata naturalmente.

Le colture – prettamente basilico, lattughe, aromatiche e germogli – sono sviluppate tramite sistemi idroponici, tecnica fuori suolo in cui la terra è sostituita da acqua, e ricevono nutrimento tramite soluzioni con sali minerali. Secondo i promotori del progetto e i monitoraggi effettuati da remoto tramite sensori, telecamere e collegamenti, l’ambiente sommerso consentirebbe inoltre di ridurre l’utilizzo di pesticidi e di limitare il consumo di suolo agricolo e acqua dolce.

Il sistema idroponico (c) Nemo’s Garden, Emilio Mancuso

Dalle erbe aromatiche ai prodotti gourmet

Uno degli aspetti più curiosi di Nemo’s Garden concerne proprio le applicazioni gastronomiche delle coltivazioni subacquee, che sin dalle prime sperimentazioni si sono focalizzate sul basilico. Le foglie raccolte nelle biosfere sono state utilizzate più volte per preparazioni dimostrative di pesto al mortaio, con l’obiettivo di confrontarne aroma, consistenza e intensità rispetto allo stesso prodotto coltivato in superficie.

Negli ultimi anni, inoltre, l’attenzione si è concentrata anche sui microgreens, giovani germogli raccolti pochi giorni dopo la germinazione e dunque dotati di un sapore intenso sfruttabile soprattutto nelle cucine stellate. Non mancano poi utilizzi più originali come “Aroma of the Sea”, iniziativa che abbina ingredienti provenienti dalle biosfere a lavorazioni di alta pasticceria come praline al cioccolato.

Il sito di Noli (c) Nemo’s Garden, Emilio Mancuso

Un progetto nato pensando al cambiamento climatico

L’obiettivo dichiarato dell’orto subacqueo di Noli è di sviluppare modelli agricoli alternativi per territori dove scarsità di acqua, desertificazione o condizioni climatiche estreme rendono difficile la coltivazione tradizionale. Il progetto punta difatti a utilizzare superfici marine e processi naturali per creare sistemi agricoli autosufficienti, sicuri rispetto agli eventi climatici estremi e rispettosi della biodiversità marina che li circonda.

Accanto a Nemo’s Garden, negli ultimi anni sono emersi progetti di coltivazione marina in Asia e Medio Oriente nonché alcune sperimentazioni universitarie per la crescita di alghe, piante acquatiche o sistemi idroponici sommersi. In Bretagna, Normandia e lungo la costa mediterranea francese sono attivi programmi dedicati all’allevamento di alghe alimentari e alla cosiddetta “algocultura”, settore in forte crescita anche per applicazioni gastronomiche e cosmetiche.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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