Il Montreux Jazz Festival, fondato in Svizzera nel 1967 da Claude Nobs, raggiunge la sua 60a edizione con un programma che riunisce 67 artisti provenienti da 22 paesi. Dal 3 al 18 luglio 2026, sulle rive del lago Lemano a Montreux, il festival torna nelle sue sedi storiche al coperto dopo due edizioni all’aperto, con un budget di 30 milioni di franchi svizzeri e un’attesa di 250.000 spettatori.
Il ritorno al Centre de Congrès
Dopo due anni di concerti all’aperto, imposti dai lavori di ristrutturazione del Centre de Congrès, il festival ritrova le sue due sale principali: l’Auditorium Stravinski, da 4.621 posti, e il Montreux Jazz Lab, da 2.293 posti. La ristrutturazione del centro congressi ha richiesto due anni e nove mesi di lavori. L’edizione 2026 dispone di 14 palcoscenici, di cui 12 gratuiti, e propone più di 600 concerti e attività, in parte gratuite.
Tra le novità figurano un club elettronico su due piani all’interno del Centre de Congrès, un nuovo spazio dedicato alle musiche latine chiamato El Mundo con corsi di danza e concerti serali, e un bar in riva al lago, il Li Lo, con DJ set house. Il percorso lungo i moli dal Parc Vernex al Débarcadère, sperimentato nelle ultime edizioni, viene mantenuto.
La serata di apertura
Il 3 luglio, la cantante britannica RAYE apre la 60a edizione all’Auditorium Stravinski con diversi ospiti speciali, in una serata coprodotta con Audemars Piguet. La configurazione scenica della sala sarà trasformata per l’occasione. RAYE si esibisce a Montreux per il terzo anno consecutivo; due anni fa immortalò la sua prima apparizione al festival in un album dal vivo, registrato la sera in cui si esibì per la prima volta davanti al nonno svizzero, ritratto sulla copertina del vinile.
I principali nomi del programma
All’Auditorium Stravinski, il 4 luglio Sting si esibisce in trio con il chitarrista Dominic Miller e il batterista Chris Maas, per la sua nona partecipazione al festival. Il 5 luglio, Nick Cave & The Bad Seeds tornano dopo il primo concerto montreusiano del 2018. Il 6 luglio arriva PinkPantheress, 25 anni, vincitrice del premio Producer of the Year ai Brit Awards 2026, diventando la prima donna e la più giovane artista a ottenere questo riconoscimento; sarà il suo primo concerto in Svizzera.
L’11 luglio si esibiscono The Isley Brothers, in prima assoluta a Montreux nonostante una carriera iniziata negli anni Cinquanta, insieme a The Roots, alla loro sesta partecipazione al festival. Il 13 luglio è la volta di Deep Purple, presenti a ogni giubileo del festival dalla 30a edizione del 1996. Il 15 luglio Moby si esibisce a Montreux per la prima volta, presentando Future Quiet, album del 2026. Il 18 luglio Van Morrison chiude l’edizione: presente a ogni anniversario del festival dal 1996, ha alle spalle una lunga storia con Montreux.
Il Montreux Jazz Lab
Il Montreux Jazz Lab propone un programma che spazia dal rap al jazz, dall’elettronica alla pop internazionale. Il 7 luglio, Eddy de Pretto presenta Lonely Club, spettacolo ibrido tra concerto e danza contemporanea realizzato con la coreografa Maud Le Pladec, prodotto da Chaillot – Théâtre national de la Danse. Il 12 luglio, quattro artisti del rap francese e svizzero si alternano sul palco: R2, Makala, RnBoi e Bekar.
Il 16 luglio, Marcus Miller porta a Montreux il progetto We Want Miles! per i 100 anni dalla nascita di Miles Davis, riunendo parte del gruppo che registrò l’album dal vivo in Giappone nel 1981, con Mike Stern, Bill Evans e Mino Cinelu. La serata è preceduta dal batterista Billy Cobham, residente in Svizzera da oltre quarant’anni. Il 17 luglio il sassofonista Charles Lloyd, all’88a anno di età, ricorda i 60 anni dalla sua partecipazione alla prima edizione del festival. Il 18 luglio, Cerrone propone una rilettura orchestrale dei propri brani, tra cui Supernature, nella formula Disco Symphonic.
Una programmazione internazionale
Il festival conta 42 esclusività svizzere su 67 concerti nelle due sale a pagamento. I paesi più rappresentati sono la Gran Bretagna con 16 artisti e gli Stati Uniti con 15. Tra gli artisti internazionali figurano la sudafricana Tyla, vincitrice nel 2024 del Grammy Award come più giovane artista africana con la canzone “Water”, la brasiliana Liniker, la canadese Charlotte Cardin, premiata come Global Woman of the Year da Billboard nel 2025, e il venezuelano Danny Ocean, con 12 miliardi di stream all’attivo.
L’affiche firmata da un designer di moda
Per la 60a edizione, il festival ha affidato la realizzazione dell’affiche ufficiale al designer vallesano Kévin Germanier. Residente a Parigi, è il primo stilista di moda a firmare un’affiche del festival. L’opera è composta da più di 60.000 paillette e perle di vetro, legno e plastica, tutte riciclate da creazioni precedenti. Sono state ricamate su una tela di velluto da sei persone in contemporanea.
Germanier si è ispirato all’affiche realizzata da Jean Tinguely nel 1982, recuperandone i colori, il fondo nero e il motivo della piuma. Lo stesso designer ha firmato i costumi delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi olimpici di Parigi 2024 e dell’Eurovision di Basilea 2025.
Un libro fotografico per i 60 anni
In occasione del giubileo, il festival pubblica The Elegance of Time, un volume di 256 pagine realizzato con il fotografo Anoush Abrar, che documenta le quinte del festival dal 2018. L’opera raccoglie i ritratti di un centinaio di artisti e sarà disponibile a partire da metà giugno 2026 in edizione bilingue, con un tiraggio di 5.000 esemplari.
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