Emergono nei giorni successivi al Vertice tra Italia e Francia di Antibes del 25 giugno scorso vari dettagli sugli accordi adottati o sugli elementi di cooperazione rafforzata , come quelli su cinema, audiovisivo e patrimonio culturale.
Nel quadro dell’incontro bilaterale, il ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli e la ministra francese Catherine Pégard hanno firmato un’intesa per rafforzare il partenariato tra i due Paesi nel settore della creazione indipendente, delle coproduzioni e della valorizzazione del patrimonio comune. Si tratta di attività bilaterali – nello spirito del Trattato del Quirinale – che contribuiscono alle più ampie politiche europee, che per esempio agiscono attraverso il programma Creative Europe Media.
Il testo dell’accordo non è ancora stato reso pubblico, e al momento sono fonti italiane governative che ne danno i principali dettagli. Infatti nella stampa francese quasi non ve ne è cenno, se non in riferimento alla dichiarazione generale, che riepiloga i punti principali del Vertice anche su cultura, audiovisivo e patrimonio.
Cosa dice l’accordo
L’accordo riguarda in primo luogo le industrie del cinema e dell’audiovisivo, considerate come settori importanti, sia sul piano culturale ma anche economico. L’intesa prevede la costituzione di un comitato bilaterale tra i due ministeri della Cultura, incaricato di coordinare le strategie di promozione del settore e di sostenere politiche europee più ambiziose a favore della produzione audiovisiva.
Tra gli obiettivi indicati vi sono il sostegno alle coproduzioni, alla creazione indipendente di contenuti e a progetti di dimensione europea. I due ministeri intendono inoltre promuovere la realizzazione di contenuti audiovisivi dedicati a figure intellettuali di rilievo europeo, tra cui André Malraux e Italo Calvino.
Nella stessa cornice i due ministro hanno stabilito accordi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, compreso quello bibliotecario, con l’obiettivo di rafforzare scambi, fondi e strumenti comuni tra istituzioni dei due Paesi.
Un altro capitolo riguarda il rinnovo triennale del programma di residenze “Nuovo Grand Tour”, destinato a sostenere la mobilità e la formazione dei giovani artisti. Il programma, nato nel 2022 su un’idea dell’ambasciata di Francia in Italia e già inserito nel quadro della cooperazione culturale italo-francese, punta a favorire la circolazione delle nuove generazioni creative e a consolidare i rapporti tra scuole, istituzioni culturali e luoghi di produzione artistica.
Nel corso dell’incontro, Giuli ha inoltre invitato la ministra Pégard a contribuire all’organizzazione di un grande evento espositivo a Roma nel 2027, dedicato al Risorgimento e previsto in occasione del 230° anniversario della bandiera italiana, il “tricolore italiano“. Nel messaggio emerso da Antibes, la proposta rilegge i percorsi di costruzione nazionale in una lettura europea, con un ruolo dei vari Paesi nella costruzione dell’identità europea.
Il capitolo cultura del Trattato del Quirinale
Le intese di Antibes si collocano inoltre nel solco del Trattato del Quirinale. Il riferimento è l’articolo 9, dedicato a “Cultura, giovani e società civile”. Il testo prevede che Italia e Francia si impegnino a rafforzare “lacooperazione tra le istituzioni culturali e gli artisti dei due Paesi, in particolare attraverso lo scambio di esperienze, la mobilità delle persone e la formazione”, sostenendo inoltre “iniziative congiunte per proteggere e valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale”.
Nello stesso articolo, i due Paesi si impegnano anche a facilitare “le coproduzioni di opere culturali, in particolare cinematografiche, audiovisive e nelle arti sceniche”, oltre alla mobilità di artisti e autori e alla partecipazione reciproca alle principali manifestazioni culturali internazionali.
La dimensione culturale è stata infine collegata anche alla diplomazia. I due ministri hanno convenuto di sviluppare iniziative di diplomazia culturale per la pace, la comprensione reciproca e lo sviluppo condiviso nel Mediterraneo allargato. In questo senso, cinema, patrimonio e scambi artistici sono non solo strumenti di promozione culturale, ma anche leve di dialogo tra Europa e spazio euro-mediterraneo.
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