Il mese di giugno 2026 si è confermato il secondo mese di giugno più caldo mai osservato a livello mondiale dall’inizio delle rilevazioni moderne, preceduto soltanto da quello del 2024. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), la temperatura dell’aria in superficie ha raggiunto i 16,54 gradi, un valore superiore di +0,56 gradi rispetto alla media 1991-2020 e di +1,39 gradi rispetto alla media 1850-1900.
Francia, Germania, Spagna, Italia e Paesi del Benelux hanno riscontrato temperature medie mensili comprese tra i +3 gradi e i +5 gradi oltre i valori normali e in diversi Paesi sono stati stabiliti record di temperatura massima. Nemmeno il Mar Mediterraneo è stato esente da intense anomalie termiche marine sotto forma di ondate di calore che ne hanno portato le temperature a circa 6 gradi oltre la media climatica del periodo.

Le Alpi alle prese con una estate anticipata
Le condizioni eccezionalmente calde di questo mese di giugno 2026 hanno avuto effetti immediati anche sulle Alpi occidentali, con picchi di temperatura che in più occasioni hanno toccato i 38 gradi tra Torino, Aosta, Ginevra, Chambéry e Grenoble. Anche in quota non è andata meglio poiché lo zero termico ha raggiunto soglie comprese tra i 4.500 metri e i 4.800 metri, senza che le temperature minime comunque elevate agevolassero il raffrescamento.
Tali picchi hanno finito con l’accelerare la fusione del manto nevoso in quota, lasciando emergere superfici di ghiaccio vivo con largo anticipo rispetto alla norma delle stagioni passate. Sui principali massicci alpini, dal Monte Bianco al Gran Paradiso sino al Monte Cervino, numerosi itinerari alpinistici si sono presentati in condizioni insolite per l’inizio dell’estate, divenendo più tecnici e in alcuni casi più pericolosi.
Il caldo precoce ha accelerato anche la perdita di massa dei ghiacciai alpini, raggiungendo precocemente di diverse settimane rispetto alla media il punto in cui i ghiacciai iniziano a perdere più neve di quanta ne accumulino. La rapida fusione e il degrado del permafrost hanno inoltre aumentato l’instabilità delle pareti rocciose e il rischio di crolli e frane in alta montagna, rendendo l’estate corrente molto delicata per la frequentazione dell’ambiente alpino.

L’Europa nella morsa del caldo
Il continente europeo ha vissuto lungo questo giugno 2026 un mese particolarmente divergente, con una temperatura media sulle terre emerse attestatasi a 19,14 gradi, quasi +1,8 gradi oltre la media climatologica del trentennio 1991-2020. Le anomalie più marcate si sono concentrate nell’Europa occidentale, a sua volta interessata da una intensa ondata di calore lungo tutta la seconda metà del mese che ha afflitto tanto superficie quanto mari.
L’Europa occidentale ha invece raggiunto un nuovo record assoluto – in particolare nell’area compresa tra Penisola Iberica, Francia e parte dell’Europa centrale – con una temperatura media di 20,74 gradi, oltre +3 gradi sopra dei valori di riferimento. L’evento conferma una tendenza al progressivo riscaldamento del mese poiché otto dei nove “giugno” più caldi registrati sul continente si sono verificati a partire dal 2019, segnale di una accelerazione delle anomalie termiche negli ultimi anni.
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