Vi è chi attraversa il Môle per una camminata, chi lo osserva ogni giorno dalla finestra di casa e chi su quei pendii lavora da generazioni: Vincent Métral parte proprio da tale intreccio di sguardi che va oltre la semplice guida di montagna. L’opera, dedicata alla celebre cima che separa la Vallée de l’Arve dalla Vallée di Giffre in Alta Savoia, raccoglie testimonianze, immagini e frammenti di vita legati a un territorio molto frequentato ma ancora profondamente identitario per chi lo abita.
Il Môle di Vincent Métral
Il Môle descritto da Vincent Métral è una vetta iconica di 1.863 metri di altitudine sita sulle Prealpi dello Chablais, nell’Alta Savoia, nota soprattutto per la sua forma piramidale. Ubicata a breve distanza da Bonneville, essa è famosa peraltro per la sua vista panoramica a trecentosessanta gradi su Monte Bianco, Alpi francesi, Massiccio del Jura e persino Lago di Ginevra.
Più che descrivere la montagna come meta escursionistica, tuttavia, il volume sceglie di entrare nelle dinamiche quotidiane che la animano durante tutto l’anno, alternando racconti brevi, incontri e reportage che ne restituiscano la complessità. Esso tende a evitare i toni nostalgico o celebrativi e predilige per contro la raffigurazione di luogo vivo e talvolta fragile che è oggi, attraversato da sensibilità e personalità diverse tra allevatori, sportivi, volontari, residenti e appassionati.
Fotografie e racconti brevi
Le 168 pagine di “À Môle” di Vincent Métral sono accompagnate da 85 fotografie naturalistiche che seguono la montagna nelle diverse stagioni, insistendo su dettagli della vita quotidiana, spazi di lavoro, sentieri e persone che li percorrono. La struttura rammenta quella del reportage giornalistico, fatta di testi brevi ed essenziali che conferiscono ritmo alla lettura e permettono di passare da una storia all’altra senza appesantire il racconto.
Emergono così tematiche molto concrete, su tutte la convivenza tra pascoli e turismo, il rispetto degli spazi naturali, la trasformazione delle abitudini in quota e il fragile equilibrio tra frequentazione e tutela ambientale.
In uno dei capitoli, per esempio, l’allevatore Lionel Gavillet racconta le difficoltà ma anche la possibilità di una coabitazione armoniosa tra mandrie e migliaia di escursionisti che attraversano l’alpeggio ogni estate. Tra gli episodi anche vicende poco conosciute, come quella del vecchio chalet dello sci club Thyez-Marignier, nato negli Anni Sessanta nel periodo del boom dello sci popolare e ancora oggi utilizzato come luogo di incontro e convivialità.
Chi è Vincent Métral
Nato ad Annecy (Alta Savoia) e residente a Saint-Jean-de-Tholome (Alta Savoia), Vincent Métral lavora dal 2021 come corrispondente locale per il quotidiano regionale “Le Dauphiné Libéré”. Il suo approccio giornalistico emerge chiaramente anche tra le pagine del suo libro, dove più che mettersi al centro della narrazione egli lascia spazio alle persone incontrate lungo il percorso.
La scrittura si trasforma così per lui in uno strumento per raccogliere voci diverse e osservare il territorio attraverso esperienze molto concrete, in un incontro poi divenuto rapporto tra comunità, paesaggio e memoria collettiva. Egli ha pubblicato il suo “À Môle” in autoedizione, rendendolo disponibile sui siti web delle realtà che ne curano la distribuzione online al prezzo di 30,00 euro.
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